
Walter Gorrieri e il dott. Rummel
Un uomo, un cinofilo di razza
Il presente articolo non può che rappresentare solo un piccolo spaccato biografico, relativo alla persona ed al grande cinofilo dott. Walter Gorrieri.
Mi auguro che questo tentativo riesca gradito per i lettori, tuttavia solo chi ha avuto modo di conoscere Gorrieri potrà integrare ulteriormente la descrizione di questo personaggio, a mezzo di aneddoti ed esperienze personalmente vissute.
Dal punto di vista cinofilo il dott. W. Gorrieri ebbe le sue prime esperienze di allevatore intorno agli anni ’50 – tuttavia ebbe molteplici interessi fra cui la musica lirica e la pittura. Buon disegnatore, frequentò alcuni corsi di pittura e produsse numerosi quadri, affinando una tecnica personale. Ancora oggi le sue tavole anatomiche sono oggetto di riferimento nello studio del pastore tedesco.
Nel 1969 assunse la Presidenza della SAS succedendo al dott. Zanotti ed i tredici anni seguenti furono dedicati esclusivamente alla gestione dell’associazione.
La vita cinofila di Walter Gorrieri, pur essendo una minima parte della sua ricca esistenza, fu ricca di eventi ed in 13 anni di attività societaria in seno alla SAS egli arrivò ad essere una figura fra le più prestigiose del mondo cinofilo.
Durante gli ultimi quattro anni era pienamente consapevole del male che lo aveva colpito ciò nonostante, stoicamente, Walter Gorrieri proseguì nel suo cammino societario che lo vide pienamente partecipe fino alla fine dei suoi giorni. Il 22 novembre 1981 Walter Gorrieri morì nella sua casa adiacente al suo allevamento in Magreta (MO).
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Fin da ragazzo mostrò una spiccata attitudine per il mondo animale in generale. Si affezionò in specie ai cani e nacque in lui il desiderio di ricercare un simile compagno ed iniziò ad insegnare a dei piccoli esemplari di razza meticcia, che di volta in volta adottava, quegli esercizi che oggi sono codificati nelle prove di lavoro.
Per mezzo delle sommarie istruzioni di un manuale di ammaestramento che possedeva riuscì ad addestrare alla perfezione il suo “Duca”.

Gorrieri ed il suo meticcio "Duca" in fase di addestramento
Questi era un cane nero, come detto di razza meticcia, di media taglia, dotato di carattere eccezionale. Gorrieri riuscì ad insegnargli un’infinità di comportamenti idonei alle più svariate situazioni e Duca dimostrò, nel periodo di guerra, di aver appreso come distinguere quale comportamento richiedesse ogni situazione, adempiendo in maniera esemplare ai più svariati compiti, quali la staffetta, la guardia, la vedetta, l’avanscoperta, la pista, l’attacco ecc.
L’attività cinofila di Gorrieri iniziò con l’addestramento ed anche in seguito egli riuscì sempre a stabilire un immediato rapporto con i cani. E’ interessante rimarcare che a causa di una profonda timidezza caratteriale W. Gorrieri non riusciva ad essere espansivo nelle proprie manifestazioni affettuose, neppure con i cani; anzi si arrabbiava moltissimo quando essi lo festeggiavano in modo troppo vivace, tuttavia egli esercitava un’istintiva attrazione per i cani che lo avvicinavano.
Nonostante avesse avuto diversi cani, non vi sono dubbi che Gorrieri vide nel Pastore Tedesco, quelle caratteristiche morfologiche e psicologiche che gli ricordavano le letture giovanili che tanto lo avevano affascinato (i libri di Jack London) e scelse senza esitazioni questa razza.
I primi soggetti di Pastore Tedesco, che Gorrieri acquistò, tuttavia furono scadenti, pur rapportati al tipo e qualità media di quei tempi.
Essi furono comunque importanti, perché avendoli vicino nacque in lui il desiderio di studiarli per conoscerli a fondo. Da lì si innescò una grande passione e con essa iniziò lo studio approfondito della razza. Dopo alcuni anni l’acquisizione di molteplici conoscenze lo posero in condizione di essere un grande conoscitore.
Nel 1951 egli ebbe occasione di emigrare in Brasile, già allora allevava e portò con sé alcune fattrici (Spring, Kilde v. Waidberg detta Asta, Tara) ed uno stallone (Ferro von Waidberg, detto Arras), al fine di impiantare un allevamento a S. Paolo.
I soggetti e le capacità che Gorrieri portò in Brasile, furono determinanti per lo sviluppo dell’allevamento in quella nazione, ancora oggi i vecchi amici brasiliani lo ricordano con immensa stima.
Appena due anni dopo, nel 1952, ritornò in Italia e acquistò Drusus Sieben Faulen dal quale ebbe moltissime soddisfazioni espositive, sia in Italia che all’estero.
http://www.pedigreedatabase.com/gsd/pedigree/2169.html
Ormai per lui l’allevamento del Pastore Tedesco era divenuto l’interesse principale, al quale dedicava ogni minuto libero ed ogni suo risparmio. Partecipò a tutte le esposizioni in cui gli fu possibile andare e cominciò a frequentare assiduamente la Siegerschau in Germania.
Ottenne tanti successi sia con cani importati, sia con prodotti del suo allevamento, anche quando i suoi soggetti ottenevano risultati deludenti, accettava sportivamente il verdetto del giudice, e, senza scoraggiarsi, continuava il suo operato con genuina passione.
L’allevamento di Gorrieri, che ebbe l’affisso di Val del Tiepido la cui sede iniziale era posta nel cortile antistante l’abitazione in Via Jacopo Barozzi a Modena.
ALcuni esemplari di Gorrieri:
Zello di Val del Tiepido
http://www.pedigreedatabase.com/gsd/pedigree/3560.html
VA3 Carla von Haus Hakatherm
http://www.pedigreedatabase.com/gsd/pedigree/2212.html
Nico di Val del Tiepido

http://www.pedigreedatabase.com/gsd/pedigree/423222.html
Fu in quei tempi che Walter contagiò con la propria passione i vari Fregni, Morotti, Tondelli, Pinca, Savoia e successivamente Riccò, legandoli a se con profonda amicizia e con i quali costituì un gruppo attivo che collaborò ai successi dell’allevamento e alla costituzione prima della Sezione SAS Emilia Romagna (Marco Zamorani), poi della nuova SAS Nazionale.
Lo sviluppo urbano ing la periferica Via Ja copo Barozzi e l’allevamento di Vai del Tiepido dovette trasferirsi a Fiorano Modenese, ma l’attività degli amici guidati da Gorrieri, non si arrestò.
L’apporto e lo studio di nuove linee di sangue (ad esempio Freda v. Starrenburg) e le cure esperte del gruppo non tardarono a dare dei risultati, Il Gruppo di allevamento vinse più volte il trofeo di campionato ed anche i risultati singoli furono innumerevoli per tre volte il nome dell’affisso Val del Tiepido annoverò degli esemplari Auslese in Germania. Per avere maggior tempo da dedicare all’allevamento ed alla SAS - Gorrieri (avendone i requisiti) ottenne il pensionamento anticipato dal lavoro.
Gli impegni della Società assunsero però dimensioni preponderanti e per lui divenne sempre più difficile recarsi presso l’allevamento di Fiorano.
Vista la difficoltà oggettiva che si era creata e l’impossibilità di conciliare le due attività di Presidente SAS e di allevatore intese costruire (con non pochi sacrifici economici) una casetta a Magreta dove possedeva un pezzettino di terra ereditata dal padre con annesso una struttura per l’allevamento per i suoi pastori tedesco. In tal modo, senza spostarsi avrebbe potuto accudire all’allevamento e seguire la SAS.
Curò personalmente la costruzione della struttura destinata ad ospitare i suoi cani, con una perizia fuori dal comune.
Se in alcune nazioni Gorrieri è noto come grande allevatore, in tutti i paesi dell’Unione Mondiale per il pastore tedesco egli è conosciuto come grande cinotecnico.
A quel punto la sua carriera nella cinofilia ufficiale affiancò l’attività di allevatore.
Sin dagli albori fece parte del Gruppo Cinofilo Modenese ed una vecchia tessera (forse non la prima) ritrovata in mezzo ad un libro, porta la data del 1946; del Gruppo cinofilo in seguito, rifiutò la Presidenza offertagli, accettandone invece la Vice- Presidenza, carica da cui si dimise per motivi di salute nel 1978.
Socio individuale dell’ENCI, divenne Giudice di Esposizione e Giudice di Prove di lavoro, fece parte delle Commissioni di esame per la nomina dei giudici e fu Consigliere Nazionale dell’ENCI.

Il Presidente SAS dott. Zanotti (a sinistra) premia Walter Gorrieri
Nel 1969 Walter Gorrieri fu eletto alla Presidenza della SAS. succedendo al dott. Nino Zanotti.
Occorre specificare che quando egli assunse la presidenza della SAS l’associazione non era certo concepita come è oggi; l’ambiente era molto familiare, inoltre la SAS non era diffusa capillarmente sul territorio italiano come lo è oggi attraverso le molteplici sezioni presenti in ogni regione d'Italia.
Alla sua nomina, la sede centrale fu inizialmente ricavata da una stanzetta di scantinato della casa di Via Barozzi in Modena e le schede degli allora 246 soci erano raccolte in un classificatore costituito da una scatola da scarpe: un avvio pionieristico non c'è che dire!
Da allora Gorrieri riuscì a dare un’impronta moderna alla nuova struttura organizzativa della società portando le iscrizioni dei soci a quasi 6.000 e trasferendo la nuova e moderna sede in Via dei Giardini: essa consta di 4 uffici, una sala riunioni, oltre che un servizio igienico ed un garage adibito a magazzino.
Il merito di Gorrieri, consiste nell’aver saputo strutturare l’organizzazione sociale ed aver costituito dei regolamenti in base alle esigenze tecniche. Difatti una sua celebre frase citava in proposito: “non è l’esigenza tecnica che si deve piegare alla norma regolamenta re, ma sono i regolamenti che devono servire per attuare le disposizioni tecniche”.Il suo sapere non era fatto di solo intuito, anzi lo studio, il ragionamento logico e l’esperienza pratica erano per lui alla base del vero conoscere.
Il valore tecnico di Gorrieri fu presto da tutti riconosciuto; a riprova di ciò la W.U.S.V. lo volle nella commissione ristretta per la revisione ed aggiornamento dello standard ufficiale (1974). Inoltre nello stesso anno gli fu proposto di divenire giudice W.U.S.V. proposta che rifiutò poiché si attendeva un incarico conferito ad honorem, visti i servigi svolti.
Egli fu per un certo tempo allievo del prof. Barbieri e si rese conto di quanto fosse importante avere un proprio maestro che insegna la materia cinofila. In base a questa sua esperienza personale istituì una scuola con un programma di insegnamento ad ampio raggio.
Curò particolarmente la creazione dei corsi didattici e ideò l’attuale sistema di formazione per Allievi Giudice, metodo che viene ora adottato anche in Germania ed in altre Nazioni.
Per primo intese utilizzare il microfono nei campi di gara per commentare i giudizi conferiti agli esemplari presentati, ciò per offrire a tutti i soci ed ai presenti intervenuti all'esposizione l’opportunità di migliorare la conoscenza dei criteri tecnici.
Dal punto di vista deontologico Walter Gorrieri si dimostrò impeccabile, si ripropose di non dover giudicare le esposizioni dove fossero presenti degli esemplari con il suo affisso, proprio per evitare ogni ipotesi di conflitto di interesse (anche se il reale valore del soggetto era tale da meritare le prime posizioni).
Per quanto riguarda l’organizzazione societaria elaborò regolamenti e moduli, modificandoli poi nel tempo per adattarli alle necessità tecniche del momento, così da mantenerli sempre attuali in conformità alla situazione dell’allevamento italiano e della Società.
Sin dall’inizio della nomina a Presidente concepì i concetti basilari dello sviluppo dell’allevamento e dell’associazione in Italia, tuttavia stabilì un ordine logico di applicazione che prevedeva negli anni a venire, la graduale attuazione; cosicché alcuni dei suoi programmi hanno trovato applicazione anche dopo la sua morte. Ad esempio, la centrale di lettura della displasia in Italia ed il controllo dei riproduttori. Altri programmi sono ancora presenti in attesa di un ipotesi attuativa come l’abolizione del Brevetto ENCI - l’unificazione dei regolamenti W.U.S.V. - ed il controllo delle cucciolate.
Ogni sua iniziativa era discussa dai membri del comitato centrale in piena democrazia e sinergia fino al raggiungimento della ratifica. Molti dei suoi collaboratori tuttavia non riuscivano a “tenere il passo” delle interminabili disquisizioni tecniche.
Un aneddoto simpatico…un giorno al ritorno dalla Siegerschau di Brema, dopo mesi e mesi di analisi sulle percentuali di movimento che interessano l’anteriore ed il posteriore nel movimento lento ed in quello rapido, Fregni, Morotti, Savoia e Pinca, esasperati dall’ennesima discussione in merito che durava ormai da ore, fermarono la piccola carovana di auto e fecero passare Gorrieri e Tondelli su di una macchina da soli, non potendone proprio più di quei discorsi.
Le ricerche di Gorrieri furono corredate da una enorme quantità di dati che, con i suoi collaboratori, raccolse in anni di lavoro. A questo scopo, Gorrieri ideò addirittura un rilevatore di misure corporee universale che consente appunto di misurare assi corporei e valori angolari in ogni direzione e con tutte le angolazioni.
I molteplici studi di Gorrieri purtroppo non hanno avuto un completamento. Nelle sue intenzioni egli intendeva scrivere un’opera dedicata ai soci della SAS: il volume, introdotto dalla descrizione dettagliata delle regioni anatomiche che avrebbe avuto come tema il giudizio del Pastore Te desco. Purtroppo questa sua grande ambizione non ha potuto trovare realizzazione e non ci rimane che una serie schematica di appunti. Egli ci ha lasciato altre opere di grandissimo valore. Le Tavole Anatomiche da lui di segnate, sono d’importanza tecnica fondamentale e non esiste nient’altro di simile.

Tavola anatomica dello scheletro di pastore tedesco di W. Gorrieri
Anche il libro «Il Cane si muove» scritto e disegnato ad arte da Gorrieri, in collaborazione con il Dr. Bonetti, resta un’opera unica nel suo genere per l’elevato contenuto tecnico. Ricavato da studi attuati anche su testi in lingua straniera, vista la poca disponibilità del parco scientifico librario specializzato in materia (anche Solaro, il vate della cinologia italiana, non ebbe modo di completare la serie di studi che dovevano convogliare in un’opera unificata… egli morì prima di portare a compimento questa opera che per la cinologia italiana avrebbe costituito, ancor di più, un tassello culturale di eccezionale valore fornito da questo storico autore).
La conoscenza di queste due opere avrebbero dovuto servire di preparazione e compendio al testo fondamentale su come giudicare; sono tuttavia ritenute basilari per chi intende conoscere a fondo il Pastore Tedesco. Esse ci vengono richieste da tutto il mondo, ed il libro è già stato tradotto in tre lingue.
Le capacità che Gorrieri aveva di trasmettere agli altri, rendendo apparentemente semplici e chiare anche le parti più ostiche della cinologia, resero sempre interessantissime le lezioni che senza sosta, teneva ai corsi di cinotecnia. I suoi interventi alle riunioni tecniche ed i commenti dei giudizi dei raduni erano sempre seguiti con grande attenzione ed indubbiamente servirono in maniera determinante alla formazione di una nuova mentalità d’allevamento.

Come Giudice era da tutti considerato ai massimi vertici mondiali. Molte nazioni lo vollero a giudicare il loro campionato e tantissime altre lo richiesero di continuo quando, già ammalato, declinava ogni invito. Era in stretto contatto con il Presidente S.V e WUSV dott. C. Rummel con il quale aveva stretto un particolare sodalizio di ampia collaborazione tecnica. L’Italia rappresentata dalla SAS di Gorrieri era indiscutibilmente il patner di riferimento della tedesca S.V.
A riprova della notorietà e della stima che aveva saputo conquistare a livello mondiale molte riviste delle Società della W.U.S.V. hanno pubblicato articoli su di lui in occasione della sua morte.
Inoltre numerosi trofei sono stati dedicati in Italia al suo nome, l’Editore Pacini di Pisa, presidente del Gruppo cinofilo Pisano istituì un *premio letterario per scritti cinologici intitolato a Walter Gorrieri e le Società Americane hanno deciso di assegnare un trofeo Pan-Americano “Walter Gorrieri” in occasione dei loro campionati. Ad oggi resta un’esposizione canina compresa nel calendario agonistico della SAS intitolata a Walter Gorrieri, promossa dalla locale sezione emiliana.
Dario Sgroi
* Premio istituito l’anno dopo la sua morte e non più replicato.