L’ideale canino di Max von Stephanitz o

 

il tempestivo, quanto opportuno modello precostituito di riferimento?

 

di Dario Sgroi


In definitiva, il breve ma intenso prodotto di selezione della ormai estinta società canina speciale denominata  Philax 1891-1895  costituì un indubbio punto di riferimento verso la nascitura razza canina che di lì a pochi anni a venire prese il nome di Deutsche Schäferhunde.

 

Alla fine del secono XIX° i tempi erano maturi perché una nuova razza canina di rango nazionale potesse trovare una concreta definizione attingendo dal bagaglio genetico delle varietà regionali di cane da pastore.

 

I  metodi di selezione acquisiti dagli allevatori del cane da pastore permisero di fissare alcuni aspetti tipologici e morfologici sufficientemente definiti per elevare di grado un modello rappresentativo di un'etnia canina in possesso di eccellenti caratteristiche psicofisiche. La struttura muscolo-scheletrica doveva essere tonica e robusta, ma non pesante, predisposta allo svolgimento di attività motorie sostenute. Il carattere brillante e reattivo doveva essere anche duttile, nonché  finalizzato all'espletamento di una vasta gamma di impieghi ausiliari. L'espressione intelligente, accattivante ed un aspetto generale sufficientemente gradevole rispetto le rustiche varietà di cane da pastore preesistenti, completava un quadro d'assieme di particolare pregio per una razza canina a tal punto da conquistare il favore dei cinofili del tempo e determinare la conseguente ascesa della nascitura razza canina.

 

Esemplari selezionati durante l'esperienza Philax

Tipo Stoppelhopser - di proprietà del cap. Reichelmann

Questa è la versione più accettabile per comprendere le origini (storicamente documentate) del Cane da Pastore “tedesco” incarnatosi nell’ideale canino precostituito in Hektor Linksrhein, nel 1899, ufficialmente designato tale dal capitano di cavalleria Max Emil Friederich von Stephanitz - cofondatore, nonché primo presidente della neonata associazione cinofila,  Deutsche S.V.  (Schäferhunde Verein).
In Germania, il cane da pastore per propria indole e attitudine fu ritenuto concettualmente più adatto alla definizione di una razza canina di rilevanza nazionale che potesse esprimere marcate doti di utilità e impiego ausiliario.
Ebbene, i ceppi indigeni di cane da pastore caratteristici di alcune regioni del centro e del sud, come si è detto, ebbero una certa diffusione subito dopo l’esperienza della società canina Philax o perlomeno questa sarebbe la versione ufficiale. Non bisogna tralasciare altre fonti storiche, riportate e sostenute dagli zoologi francesi, Mégnin e Dechambre, giusto per nominare i più noti. Non a caso, anche l'attribuzione delle origini raziali del Deutsche Schaferhunde fu oggetto di contestazione da parte dei più insigni cinologi francesi, alle quali per onor di cronaca, é opportuno rendere quel tanto di enfasi.

 

 

La Prussia, in occasione della guerra contro la Francia di Napoleone III (1870-71) ebbe modo di annettere i territori sul confine renano di Alsazia e Lorena (entrate a far parte stabilmente del territorio francese solo dopo la I° guerra mondiale, 1919).

 

In uno dei suoi libri (Le Chien), il cinologo Mégnin  attribuisce l'origine dello Schäferhund  al ceppo alsaziano, già preesistente da diversi secoli nella zona della valle di St. Gregoire ( o del Munster), in Alsazia appunto (vedi articolo specifico).

 

Il cane da pastore alsaziano a sua volta avrebbe tratto origine dalla risultante genetica degli incroci voluti o casuali di una razza di cane da pastore scozzese (introdotti nella zona verso il  X° secolo) con il lupo dei Vosgi - stanziale in quel distretto geografico di media montagna.

 

Si racconta che a seguito dell'annessione dell'Alsazia, dopo il 1871,  i nuovi conquistatori attratti dalle qualità fisiche e prestazionali del cane di Münster, avrebbero introdotto questa varietà canina incrociandola con esemplari di cane da pastore tipici delle regioni germanico- prussiane.

Ecco, a questo punto è bene esaminare, per quanto possibile, le varietà tipologiche dei cane da pastore che bene o male avevano raggiunto una propria identità morfologica e che risultano documentate (e fotografate) almeno alla fine del '800.

 

Nell'allora Impero Germanico unificato (dopo la guerra lampo con la Francia, nel 1871) la varietà tipologica del cane da pastore caratteristico del distretto turingio era la più ricercata perché più confacente ai gusti estetici dei cinofili del tempo (manto a pelo lungo, semilungo sino al corto con sottopelo), oltre ad essere dotata di una particolare dinamicità fisica e caratteriale.

 

Il tipo del Wüttemberg, indipendentemente dalla lunghezza del pelo (vi erano almeno due specie uno a pelo lungo e l'altro a pelo medio) era meno richiesto; sebbene di taglia fosse più rilevato, questo ceppo presentava degli inestetismi che risultavano evidenti, come le orecchie non portate completamente erette o divergenti; tuttavia, un’accurata selezione portò questa varietà nel tempo  ad essere popolare superando anche la varietä turingia, per la taglia più rilevata, per l'ossatura robusta e per la produzione di movimento più ampia assicurata da muscolosi arti posteriori; dal punto di vista estetico questo tipo acquistò maggior credito da parte dei sempre più numerosi appassionati del cane da pastore in Germania. In verità un'altra varietà tipologica era ben presente, sebbene si avvicinasse molto a quella del Wuttemberg: quella della Svevia (Schwaben).
In seguito alla crescente domanda di cani da pastore, da parte dei nuovi estimatori, diversi commercianti (ed una parte degli stessi pastori) si adoperarono alacremente per soddisfare questa richiesta di mercato.
Essi per pochi Marchi reali (allora Reich Marken) acquistavano degli esemplari canini nel Wüttemberg, in Svevia, più al centro in Turingia ed Hessen che poi rivendevano nelle città a fronte di un lauto guadagno (10, 20 volte più del prezzo d’origine), senza badare certo all’aspetto qualitativo o ricercando i suggerimenti che von Stephanitz ormai da anni cercava di diffondere ed infondere, nei cinofili ed in specie ai novizi allevatori di cane da pastore del tempo.

Fortunatamente ci fu chi rimase fedele ai sani principi di una selezione, intesa come miglioramento delle qualità da impiego. E’ bene ricordare fra i pastori Arnholdt della fattoria di Birkem nei pressi di Blankenheim (affisso "von Birkem"), Ehnert di Röden, Gozmann di Glostermainfeld e Weber di Geussnistz (i quali entrarono a far parte della novella associazione per il pastore tedesco la Deutsche Schäferhund Verein - S.V.)
Di particolare rilievo gli allevatori di cane da pastore nel distretto di Francoforte, come Herr Sparwasser (a detta di von Stephanitz, un allevatore amatoriale che preferiva seguire le tendenze estetiche del momento), Herr Wachsmuth, titolare dell’omonimo affisso nel distretto turingio. Altri importanti allevamenti del tempo che diedero vita ai precursori di Hektor Linksrhein erano nel distretto del Wuttemberg, l'affisso Plieningen di Herr Hess  e l'affisso Neckarursprung di Herr Sepp di Hilsbach ed il famoso affisso von der Kröne di Herr Eiselen (cui appartenne Hektror Linksrhein ceduto poi a Herr Sparwasser, in ultimo acquistato all'età di 4 anni dal Capt. Max von Stephanitz ).

 

“Luchs von Sparwasser” sz nr 155 WT 01.01.1895 Fratello  di cucciolata di Horand, fu impiegato per la continuità  dell’impronta razziale con ottimi esiti. Da questo esemplare scaturì una delle principali linee di sangue portanti per la continuità della razza. Grazie all’accoppiamento di diverse  fattrici con questo esemplare di pastore tedesco.

 

 

Nonostante il buon operato di diversi allevatori era necessario impedire la diffusione poco ortodossa, volta al solo scopo di lucro, di esemplari canini commerciati dalle campagne per essere ceduti nelle città, che a conti fatti emulavano il tipo del cane da pastore, senza rispettare alcun criterio selettivo.
Il cane da pastore regionale debitamente preservato nelle caratteristiche morfologiche e caratteriali, conseguì un consenso generale presso numerosi estimatori ricavandosi un proprio bacino di utenza.

Si rese necessario indirizzare tali preferenze  in modo costruttivo verso un modello “unificato” che avrebbe dovuto recepire le migliori caratteristiche psicofisiche insite nelle più noti varietà regionali così da costituire il genotipo basale sul quale determinare la futura evoluzione razziale.

I tempi erano maturi per operare una scelta decisiva in tal senso e visto ormai il moltiplicarsi degli accoppiamenti tra esemplari caratteristici dei diversi contesti territoriali, la contestuale identificazione del  tipo morfologico e caratteriale ideale” incarnato in Hektor von Linksrhein costituì un'adeguata quanto appropriata risposta ad un’esigenza ormai prossima dall'essere realizzata: la definizione di una razza di cane da pastore unitaria, rappresentativa dei vari Länder (distretti regionali) nonché degna di assurgere ad una rilevanza nazionale.

Un modello canino talmente valido ed efficiente che di lì a poco non mancò di essere esportato anche oltre frontiera.
 

 

Il capitano von Stephanitz da anni era dedito alla ricerca del modello ideale di cane da pastore. Presso il suo centro in Grafrath svolgeva una selezione mirata tra i vari ceppi di cane da pastore ed era sempre pronto a viaggiare per i vari contesti territoriali della Germania allorquando riceveva notizie di un dato allevamento o dell’operato molto attivo e specializzato dei pastori, in specie nel Wüttemberg o in Turingia.
Ciò che von Stephanitz intendeva riscontrare in un soggetto di cane da pastore erano in particolar modo delle doti eccezionali di utilità (che preludevano obbedienza e capacità intellettive) integrate in una struttura morfologica idonea. La concomitanza di un aspetto esteriore gradevole poteva rivestire una certa importanza, tuttavia, ritenuta di secondaria importanza rispetto la precipua funzione ausiliaria all'uomo cui il cane da pastore di Germania doveva essere in grado di assolvere. La svolta vera e propria, come testé accennato, si ebbe nel 1899 con un esemplare di oltre 4 anni, Hektor von Linksrhein, rinominato poi con il nome di Horand e con l'affisso di Grafrath.
 

 

Hecktor von Linksrhein - 1895 

alias  SZ 1  Horand von Grafrath

La madre di Hektor, Lene von Sparwasser, corrispondeva alle caratteristiche morfologiche della varietà turingen però con evidenti miglioramenti morfologici. Era noto che l’allevatore. Sparwasser  del distretto di Francoforte, si riferisse alla vicina Turingia per acquisire gli esemplari di cane da pastore per il proprio allevamento (i genitori Greif e Lotte originarono dall'allevamento Wachsmuth, in Hanau, poi furono rilevati  da Herr Sparwasser,  tuttavia, egli aveva agio di  appropinquarsi ad un particolare ceppo genetico, modificato per alcuni aspetti morfologici. Il cap. Max von Stephanitz per spiegarsi la diversità tipologica della madre di Hektor, Lene v. Sparwasser (Greif  x  Lotte) rispetto la media qualitativa della varietà di appartenenza, arrivò alla conclusione che alcuni esemplari di tipo turingio, in qualche occasione, dovevano essersi commisti (selezione indotta dall’uomo o naturale) con la varietà di cane da pastore nordico; ipotesi plausibile anche per la relativa vicinanza degli ambiti territoriali in questione e per il manto di color bianco di Greif.

 

 

I ceppi tipologici utilizzati per la selezione del cane da pastore tedesco

Il tipo weiß norddeutscher Schäferhund presentava generalmente il pelo di pigmento bianco, sebbene di diverse  varietà.

Nel caso specifico doveva trattarsi dello stockhaarig (manto a pelo liscio di media lunghezza con sottopelo fitto) dotato di corporatura medio-grande dalle linee corporee gradevoli, armoniose, buona angolature, d’aspetto più gradevole rispetto i cani da pastore delle regioni del centro-sud.
 

Tipo norddeutschland Weiß  - fine '800

Tipo Turingio varietà stockhaarig - 1900 ca

tipo della Svevia  var. rauhhaarig 1900 ca

 

 

A conferma di ciò il tipo corporale di Hektor, riguardo il formato, al garrese misurava ca. 62cm. e differiva quindi dal biotipo Turingio, di taglia più piccola (circa 50/55cm). Occorre segnalare inoltre che a seguito degli esperimenti di selezione canina effettuati dalla società Philax nel periodo dal 1891 fino al 1895, furono utilizzati vari ceppi di cane da pastore (fra i quali anche l'alsaziano - vedi articolo) allo scopo di fissare delle specifiche caratteristiche morfologiche e caratteriali.  Le varietà utilizzate spaziavano dai cani da pastore presenti nei comprensori zonali della Germania centrale (Turingia, Hessen, Rheinland) e del nord (Westfalia, Sassonia) utilizzando in modo particolare le varietà di questi ultimi ambiti territoriali per apportare una maggiore taglia e attuare delle migliorie di tipo estetico alle varietà tipologiche che ne abbisognavano.
 

Testa di Malinois - fine 800

Beauceron fine '800

 

Come affermò von Stephanitz nel suo libro – “in parte, Hektor poteva anche essere la risultante genetica del breve operato della società canina Philax”.  In ogni caso, vari ceppi di cane da pastore, con caratteristiche morfologiche simili, alla fine del '800, popolavano  tutto il bacino mitteleuropeo, sebbene con diversi elementi fisici esteriori. E’ sufficiente ricordare alcune varietà francesi più simili al cane da pastore dei territori germanici centro meridionali come il Malinois, il Beauceron o il pastore Belga.

In linea di massima i cani da pastore a manto tendenzialmente scuro (grigio screziato con focature giallastre, nero melangiato o unicolore), di lunghezza e caratteristica pilifera variabile (pelo corto e ispido, medio e regolare, lungo con modesto sottopelo, ecc, ecc),  popolavano il centro ed il sud mentre nelle regioni più a nord non era infrequente ravvisare delle varietà di cane da pastore  aventi il manto con pelo di copertura di color bianco unicolore o altresì caratterizzato da aree tendenzialmente più scure, sino al sabbia o al marrone chiaro.

Un discorso a parte riguarda la varietà denominata altendeutsch (cane da pastore tipo antico) alla fine del secolo XIX° ancora presente nelle aree rurali della Baviera meridionale, Svizzera e Prussia orientale (regione sud-orientale della Germania), varietà canina annoverabile nell'ambito tipologico zothhaarig, di taglia grande, costituzione robusta, di sostanza, impiegato per la guardia degli armenti o sorveglianza della fattoria (vedi  “Ruß von der Kröne“).

Il Wuttemberger lang rauhhaarig era un altra varietà canina che trovava impiego nell'ambito della pastoriza da pastore ravvisabile nel contesto territoriale del  (vedi Titan von der Kröne), di taglia medio grande, manto a pelo corto alcuni esemplari furono adoperati in riproduzione nell'ambito specifico della neonata razza canina del cane da pastore tedesco, sebbene molto limitatamente e solo ad esordio dalla fondazione della S.V..


 

    

 Tipo Altendeutscher - varietà Zothhaarig  

 Territori a Sud- sudEst Germania 

“Ruß von der Kröne“ sz 241 - 1900 ca

Tipo Wuttemberg  -  varietà Rauhharrig

Territorio del Wuttemberg

"Titan von der Krone  sz 151 - 1900 ca  

Tipo Turingio - Varietà  lang stockhaarig 1900 ca

Germania centrale (Hessen, Turingia)

 

                   
           

                                                     

Tipo della Svevia varietà stockhaarig.

Manto nero e zone di colore bianche o giallastro

Tipo del Wuttemberg - varietà stockhaarig  

Cane da lavoro, manto nero con aree giallastri o chiare

Tipo Turingio - varietà a pelo corto - fine 800

                                                                                                  

 

L’introduzione dei bianchi a nord (solo per citare in tempi relativamente recenti) probabilmente si ebbe almeno fino al 1600 circa, con l’instaurazione della lega Anseatica (XII-XVII secolo).  Le città del nord di Germania (Lubecca, Amburgo, Brema), come anche le città di Belgio e Olanda che si affacciavano sul mare, ebbero grande influenza su tutti i paesi del Mar Baltico sino alla Svezia ed Islanda, ed anche nei riguardi della più vicina Inghilterra. E’ facile pensare che insieme agli scambi commerciali fossero approdati nel comprensorio nord europeo anche ceppi genetici di cani nordici. Ritengo che lo scritto "Oeconomia ruralis et domestica" di Johann Coler - fine del 1600) bene si presta per spiegare l'introduzione di questi ceppi di cane da pastore e da utilità nei territori a nord della Germania dove appunto, nel trattato di zoologia,  Coler descriveva il tipo islandese e norvegese, nella varietà con il manto a pelo lungo di color bianco, dalla taglia medio grande e di ossatura robusta che al tempo era utilizzato ai moli portuali per sorvegliare la merce scaricata e contenuta nelle balle scaricata dalle navi da trasporto merci.  Il cane dal pigmento bianco in verità era adoperato sin dai tempi dei romani, in particolare per badare le armenti, visto il colore del manto che ben si prestava a distinguersi da quello di un eventuale predatore (lupo).  Già il cittadino romano nel  60 d.C. Columella,  nel suo "De de Rustica" accennava l'uso in terra iberica di particolari cani che i pastori utilizzavano per cacciare il lupo. Anche egli intendeva affermare che il pigmento bianco era il più opportuno perché nell'oscurità della notte ad esempio, il cane da pastore potesse ben distinguersi dal predatore, per contro, i cani da utilizzare per la sorveglianza o la guardia della fattoria, magari verso i ladri di bestiame o di animali da cortile preferibilmente, doveva avere il manto di pigmento scuro o nero, anche unicolore, per meglio mimetizzarsi favorito dalle tenebre notturne e meglio sorprendere il malfattore, oltre che per esercitare un effetto da subito dissuadente  dal compiere dei misfatti nei confronti del fattore. In questo scritto si accenna alla somiglianza del cane, sia con manto bianco che scuro (per la conduzione del gregge o per la guardia della fattoria) alle fattezze morfologiche del lupo, quindi la testa triangolare, le orecchie portate erette, gli occhi leggermente obliqui e la taglia prossima a quella del lupo. La dentizione differisce nel senso che la lunghezza degli incisivi non è paritaria fra cane e lupo, come anche il raffronto delle dimensioni del teschio.

 

Un paragrafo scritto in latino relativo ad un'antica  legge germanica in vigore nel VII° secolo d.c. riportava una pena detentiva oltre un'ammenda pecuniaria per chi si rendeva autore dell'uccisione di un cane capace di contrastare il lupo o che dimostrava una particolare sonorità nell'abbaio (udibile dalle fattorie vicinanti). La prima fonte storica attendibile che cita il cane da pastore come "Schaffhunde"  si ebbe molto più tardi nel 1606  grazie a Conrad von Gessner (naturalista della prima metà del 1600) il quale lo descrive  come abile all'addestramento per la guardia delle fattorie o degli armenti.

Dal carattere impavido e coraggioso questa varietà canina era di costituzione robusta, in possesso di un forte abbaio. Era solito essere allevato con il manto di colore bianco per essere distinto dal lupo e non essere cacciato o colpito da un'arma da fuoco al posto del predatore. Il cane da pastore era fornito di un collare largo, in ferro, dotato di cunei a punta a protezione della gola nei combattimenti occasionali con il lupo.

 

Tipologia altendeutscher

Illustrazione di Johannes von. der  Hecke 

Museo di Numberg  - 1656

Cane da pastore. Illustrazione dal libro di

G. Phoebus.

Particolare del collare con aculei - 1300 ca

Cani utilizzati per la caccia (Jadghunde) . Sculture esterne alla Cattedrale di Magdeburgo 1300 ca

                                         

 

Nel 1701 il naturalista Hohberg nella sua opera "Georgica Curiosa" conferma e spiega l'utilizzo del colore bianco del manto per il cane da pastore, cioè secondo lui, il lupo stanziale attaccando il gregge e ritrovandosi di fronte il cane da pastore, nel tempo avrebbe anche potuto desistere dal riferirsi a quel tipo di preda.

In ogni modo, con la sempre più ridotta presenza dei lupi nei territori germanici, l'esigenza del manto bianco non era più ritenuta utile ai fini dell'utilizzo come sopra specificato; la varietà cromatica del manto ebbe modo di ampliarsi, almeno per gli utilizzi di lavoro e guardia.

 

 

Diverse illustrazioni storiche attestano quale fosse il tipo di cane da pastore utilizzato nelle mansioni di guardia e di conduzione del gregge ed anche da caccia. In sostanza fino al 1600 circa la visione della tipologia morfologica del cane da pastore utilizzato in Germania con orecchie discese il manto in  prevalenza di pigmento bianco o al massimo costellato da alcuni punti di pelo di pigmento variabile dal chiaro-giallastro o un marrone grigio chiaro. La taglia, eccezion fatta per il cane utilizzato per la sorveglianza agli armenti o alla fattoria (con ossatura grossa e formato almeno medio grande), verteva preferibilmente su di un formato mediano, dalle prestazioni fisiche eccellenti, scattante. Il tipo adatto alla conduzione del gregge doveva avere un'ossatura robusta, una taglia media ed una predisposizione al trotto per poter seguire  e radunare il gregge (percorrendo giornalmente da 2 a 3 volte distanze maggiori rispetto al gregge). Il cane da pastore il cui utilizzo preferenziale era per la guardia era invece di taglia anche più rilevata e strutturalmente più robusto (tipo Altendeutsch),. oltre al fisico possente doveva possedere un abbaio sonoro per dissuadere gli eventuali predatori.  La mansione principale del cane da guardia consisteva nel vigilare ed all'occorrenza affrontare i predatori di turno che si avvicinavano alla fattoria (stalla, pollaio,  ovile ecc ecc). Indipendentemente dalle varietà tipologiche (secondo la mansione affidata), la postura delle orecchie discesa era una costante in tutte le raffigurazioni storiche nel succedersi dei secoli. L'introduzione delle varietà nordiche ed il conseguente insanguamento potrebbe aver determinato il portamento eretto e la direzione verso il davanti. delle pinne auricolari.

 

Petrus de Crescenti. Lupi all'attacco di un recinto di ovini

Straburgo - Illustrazione  del 1494 (Museo germanico di Numberg)

 

 

 

La teoria delle origini di Max von Stephanitz.

 

Il prologo storico, con alcuni dei riferimenti storici apposti, è servito ad illustrare la complessità delle origini del cane da pastore; ovvero il precursore canino del moderno pastore tedesco.

La tavola posta qui di sotto rappresenta schematicamente la teoria di von Stephanitz relativa alle origini della razza nel procedere dei millenni. 

Le linee genetiche riconducibili all'attuale pastore tedesco si riconducono a due ceppi di canis lupus ben distinti fra i quali uno origina dal lupo di media taglia.

Il progenitore del cane da pastore che a seguito della selezione moderna darà la vita alla razza del pastore tedesco, in definitiva è il canis familiaris optimae o cane dell'età del bronzo.

Il  raffronto del teschio con il pastore tedesco sembra costituire una prova determinante.

Del resto questo progenitore canino era già una risorsa per l'uomo del tempo poiché lo accompagnava nelle battute di caccia, o assolveva alle funzioni di sorveglianza o di guardia, quindi si parla sia di comunità umane stanziali dedite all'agricoltura o all'allevamento, come anche popolazioni nomadi, dedite alla caccia ed in continuo spostamento; in concreto era la dimostrazione dell'intreccio di profonde relazioni tra uomo e cane e quindi di una compiuta domesticazione di quest'ultimo.

La collocazione designata nel grafico per inquadrare il cane da pastore (progenitore a sua volta del pastore tedesco moderno) è la Germania, come anche i territori ad ovest, in riferimento al bacino mitteleuropeo, compresi quindi paesi come Francia, Belgio, Olanda.

 

 

   

Le  origini del pastore tedesco

Max von Stephanitz tratto da "Der Deutsche Schaferhund in Wort und Bild".

Traduzione della tavola originale

 

Ad esempio, il Buffon, naturalista francese vissuto a cavallo tra il sec. XVII° e XVIII° descriveva due varietà ben distinte di cani da pastore, uno a pelo scuro con orecchie pendenti dalla coda portata discesa e l'altro a pelo bianco delle regioni a nord, con orecchie tese, coda arricciolata, di taglia media. Quindi al tempo nel comprensorio francese le varietà razziali del cane da pastore erano simili a quelle che alla fine del secolo XIX° - come è stato ben documentato da Max von Stephanitz nel suo libro "Deutsche Schaferhund in Wort und Bild" - popolavano i vari contesti regionali germanici: in definitiva un'unica stirpe di razza canina, sfociata poi nel pastore tedesco, come lo si intese in Horand, grazie al lavoro di selezione dei primi pionieri della costituenda razza.

 

 

Cane da pastore – libro di Buffon 1700  

Cane da pastore del Nord – libro di Buffon 1700

 

 Diverse illustrazioni e successive descrizioni presenti nei testi di celebri naturalisti del 1700 elencavano alcuni tipi costituzionali di varietà canine molto prossime in somiglianza ai ceppi di cane da pastore comuni a Francia, Belgio e Germania. Singolare è il caso del cane da pastore nordico con pelo di pigmento bianco rimasto integro nella propria fattezza razziale sino alla fine del 1800 (vedi disegni dei cane da pastore, ripresi dalle illustrazioni dall’opera di Buffon, (naturalista francese del 1700), formato di media taglia e ossatura di media robustezza, La coda, per il cane da pastore a manto scuro è leggermente  uncinata,  invece abbastanza arricciolata per il tipo delle regioni a nord di Francia, tendenza questa delle razze canine dei paesi nordici, come anche le orecchie portate erette (mentre caduche per il tipo a manto scuro).

 


           


Pillole di curiosità e note storiche.

 

Il pastore tedesco...o cane lupo.

di Dario Sgroi

 

 

 

 

 

 Philax von Eulau - 1887 ca

 

 

Era molto in voga già dagli inizi del secolo XX° la dicitura "cane lupo" per descrivere il cane da pastore tedesco.

Ciò era dovuto proprio alla somiglianza dei caratteri esteriori col suo progenitore lupo.

 

Il soma relativo tipico del cane da pastore, la testa cuneiforme, le orecchie portate erette, occhi con taglio leggermente obliquo, la coda discesa, il manto di colore grigio screziato - elementi esteriori tipologici preservati anche nel moderno pastore tedesco - rendono una notevole somiglianza rispetto il progenitore lupo. Ai primordi della sua origine come razza canina documentata, il ceppo primordiale che dette vita al prototipo canino di Horand von Grafath ebbe a disporre a distanza di sole poche generazioni dei geni del lupo mitteleuropeo di media taglia. Non solo in tempi ancestrali tale commistione si rese fattiva, come volle affermare in alcune occasioni il capitano von Stephanitz (molto schivo nell'ammettere tale insanguamento in tempi recenti).

 

Non a caso destò molto scalpore nei primi anni del 1900 la discussione sortita fuori dalle "ingenue" dichiarazioni di Herr Otto Rahm di Wohlen (fondatore della SV Svizzera) secondo il quale Morés Plienigen (madre di Hektor Schaben x Horand Grafrath, nonchè Sieger del 1901) fu generata dall'accoppiamento fra un cane da pastore ed un lupo.

Max von Stephanitz intervenne in questa disputa dichiarando prontamente che un accoppiamento in tal senso ebbe a verificarsi, ma riguardava soltanto il bisnonno di Mores -  a suo dire, effettuato "ufficialmente"  nel 1881 presso il giardino zoologico di Stuttgard, ancor prima del riconoscimento a razza canina del pastore tedesco, per fini meramente scientifici.

 

Questo breve accenno relativo agli incroci verificatisi fra il cane da pastore ed il lupo (di media taglia) non può mancare di una fonte autorevole come quella del cinologo Herr Strebel, autore del libro "Die Deutschen Hunde" secondo il quale, il famoso "Philax von Eulau", il bianco cane da pastore preso a modello ideale dagli studenti della società canina Philax (1891-1895), altro non era che un meticcio derivato da un accoppiamento di lupo con un  cane da pastore.

Philax venne impiegato per essere mostrato negli spettacoli itineranti (tipo circense) ed in un'occasione Herr Strebel vide per l'appunto dei cani Borzois (razza di origine russa utilizzata in muta per la caccia al lupo) che alla sola vista di Philax reagirono come quando erano soliti rapportarsi ad un lupo di foresta.