|
L’ideale canino di Max von Stephanitz o
il tempestivo, quanto opportuno modello raziale di riferimento?
di
Dario Sgroi
I tempi erano maturi perché una nuova razza canina potesse trovare una concreta definizione attingendo dal bagaglio genetico delle varietà regionali di cane da pastore del tempo (fine '800)
I metodi di selezione acquisiti permisero di fissare alcuni aspetti tipologici e morfologici sufficientemente definiti per elevare un modello raziale effettivamente rappresentativo di un'etnia canina in grado di accentrare a sé buona parte delle caratteristiche fisiche e comportamentali ritenute adeguate all’ottenimento di un cane in possesso d'una struttura muscolo-scheletrica tonica e robusta che gli permettesse lo svolgimento di una vasta gamma di impieghi ausiliari, dotato d’espressione intelligente, accattivante, oltre che mostrare un aspetto generale sufficientemente gradevole rispetto le rustiche varietà di cane da pastore preesistenti.
Tali prerogative determinarono il favore dei cinofili del
tempo e la conseguente ascesa della nascitura razza canina.
Questa è la versione più accettabile per comprendere le origini (storicamente documentate) del Cane da
Pastore “tedesco” incarnatosi nell’ideale canino preformato di Hektor Linksrhein,
ufficialmente designato tale nel 1899 dal capitano di cavalleria Max Emil Friederich
von
Stephanitz - cofondatore, nonché primo presidente della neonata associazione cinofila, Deutsche S.V.
(Schäferhunde Verein).
La Prussia, in occasione della guerra contro la Francia di Napoleone III (1870-71) ebbe modo di annettere i territori sul confine renano di Alsazia e Lorena (entrate a far parte stabilmente del territorio francese solo dopo la I° guerra mondiale, 1919).
In uno dei suoi libri (Le Chien), il cinologo Mégnin attribuisce l'origine dello Schäferhund al ceppo alsaziano, già preesistente da diversi secoli nella zona della valle di St. Gregoire ( o del Munster), in Alsazia appunto (vedi articolo specifico).
Il cane da pastore alsaziano a sua volta avrebbe tratto origine dalla risultante genetica degli incroci voluti o casuali di una razza di cane da pastore scozzese (introdotti nella zona verso il X° secolo) con il lupo dei Vosgi - stanziale in quel distretto geografico di media montagna.
Si racconta che a seguito dell'annessione dell'Alsazia, dopo il 1871, i nuovi conquistatori attratti dalle qualità fisiche e prestazionali del cane di Münster, avrebbero introdotto questa varietà canina incrociandola con esemplari di cane da pastore tipici delle regioni germanico- prussiane. Ecco, a questo punto è bene esaminare, per quanto possibile, le varietà tipologiche dei cane da pastore che bene o male avevano raggiunto una propria identità morfologica e che risultano documentate (e fotografate) almeno alla fine del '800.
Nell'allora Impero Germanico unificato (dopo la guerra lampo con la Francia, nel 1871) la varietà tipologica del cane da pastore caratteristico del distretto turingio era la più ricercata perché più confacente ai gusti estetici dei cinofili del tempo (manto a pelo lungo, semilungo sino al corto con sottopelo), oltre ad essere dotata di una particolare dinamicità fisica e caratteriale.
Il tipo del Wüttemberg, indipendentemente dalla
lunghezza del pelo (vi erano almeno due specie uno a pelo lungo e l'altro a pelo
medio) era meno richiesto; sebbene di taglia fosse più rilevato,
questo ceppo presentava
degli inestetismi che risultavano evidenti, come le orecchie non portate
completamente erette o divergenti; tuttavia, un’accurata selezione portò questa
varietà nel tempo ad essere popolare superando anche la
varietä turingia,
per la taglia più rilevata,
per l'ossatura robusta e per la
produzione di movimento più ampia assicurata da muscolosi
arti posteriori; dal punto di vista estetico
questo tipo acquistò maggior credito da parte dei sempre più numerosi
appassionati del cane da pastore in Germania. In verità un'altra varietà
tipologica era ben presente, sebbene si avvicinasse molto a quella del
Wuttemberg: quella della Svevia (Schwaben).
Nonostante il buon operato di diversi operatori cinofili, era necessario dare
una svolta a questa tendenza poco ortodossa volta al solo scopo di lucro.
La madre di Hektor, Lene von Sparwasser , corrispondeva alle caratteristiche morfologiche della varietà turingen però con evidenti miglioramenti morfologici. Era noto che l’allevatore Sparwasser del distretto di Francoforte si riferisse alla vicina Turingia per acquisire gli esemplari di cane da pastore per il proprio allevamento (i genitori Greif e Lotte originarono dall'allevamento Wachsmuth, in Hanau, poi furono rilevati da Herr Sparwasser, tuttavia, egli doveva avere accesso ad un particolare ceppo genetico modificato per alcuni aspetti morfologici. Il cap. Max von Stephanitz per spiegarsi la diversità tipologica della madre di Hektor, Lene v. Sparwasser (Greif x Lotte) rispetto la media qualitativa della varietà di appartenenza arrivò alla conclusione che alcuni esemplari di tipo turingio in qualche occasione dovevano essersi incrociati (selezione indotta dall’uomo o naturale) con un cane da pastore di tipo nordico; ipotesi plausibile anche per la relativa vicinanza degli ambiti territoriali in questione e per il manto di color bianco di Greif.
I ceppi
tipologici utilizzati per la selezione del cane da pastore tedesco
Nel caso specifico doveva trattarsi dello stockhaarig (manto a pelo liscio di
media lunghezza con sottopelo fitto) dotato di corporatura medio-grande dalle
linee corporee gradevoli, armoniose, buona angolature, d’aspetto più gradevole rispetto i cani da
pastore delle regioni del centro-sud.
A conferma di ciò il tipo corporale di Hektor, riguardo il formato, al garrese
misurava ca. 62cm. e differiva quindi dal biotipo Turingio, di taglia più
piccola (circa 50/55cm). Occorre segnalare inoltre che a seguito degli esperimenti di selezione
canina effettuati dalla società Philax nel periodo dal 1891 fino al 1895, furono
utilizzati vari ceppi di cane da pastore (fra i quali anche l'alsaziano -
vedi articolo) allo
scopo di fissare delle specifiche caratteristiche morfologiche e caratteriali.
Le varietà utilizzate spaziavano dai cani da pastore presenti nei comprensori
tedeschi del centro (Turingia, Hessen, Rheinland) e del nord (Westfalia,
Sassonia) utilizzando in specie questi ultimi, oltre che per apportare
geneticamente una maggiore taglia, soprattutto per attuare delle migliorie di
tipo estetico alle varietà tipologiche che ne abbisognavano.
Come affermò von Stephanitz nel suo libro – “in parte, Hektor poteva anche essere la risultante genetica del breve operato della società canina Philax”. In ogni caso, vari ceppi di cane da pastore, con caratteristiche morfologiche simili, alla fine del '800, popolavano tutto il bacino mitteleuropeo, sebbene con diversi elementi fisici esteriori. E’ sufficiente ricordare alcune varietà francesi più simili al cane da pastore dei territori germanici centro meridionali come il Malinois, il Beauceron o il pastore Belga. In linea di massima i cani da pastore a pigmento più scuro (grigio screziato con focature giallastre, nero melangiato o unicolore) popolavano il centro ed il sud, mentre nelle regioni più a nord, essi, nei ceppi più integri, presentavano in maggioranza un pelo dal pigmento bianco unicolore (altresì con piccole zone di pigmento leggermente più scuro). Un discorso a parte riguarda il cosiddetto Altendeutsch (cane da pastore tipo antico) al tempo ancora presente nelle aree rurali del sudbayern, Svizzera, ost Preussien (zona sud-orientale della Germania). Era un tipo di cane da pastore varietà zothhaarig di taglia grande, usato per la guardia degli armenti o sorveglianza della fattoria (vedi “Ruß von der Kröne“ ; un altro tipo di cane da pastore era il lang rauhhaarig (vedi Titan von der Kröne) alcuni esemplari furono adoperati per la riproduzione, molto limitatamente, nei primissimi anni dalla fondazione della S.V..
L’introduzione dei bianchi a nord (solo per citare in tempi relativamente recenti) probabilmente si ebbe almeno fino al 1600 circa, con l’instaurazione della lega Anseatica (XII-XVII secolo). Le città del nord di Germania (Lubecca, Amburgo, Brema), come anche le città di Belgio e Olanda che si affacciavano sul mare, ebbero grande influenza su tutti i paesi del Mar Baltico sino alla Svezia ed Islanda, ed anche nei riguardi della più vicina Inghilterra. E’ facile pensare che insieme agli scambi commerciali fossero approdati nel comprensorio nord europeo anche ceppi genetici di cani nordici. Ritengo che lo scritto "Oeconomia ruralis et domestica" di Johann Coler - fine del 1600) bene si presta per spiegare l'introduzione di questi ceppi di cane da pastore e da utilità nei territori a nord della Germania dove appunto, nel trattato di zoologia, Coler descriveva il tipo islandese e norvegese, nella varietà con il manto a pelo lungo di color bianco, dalla taglia medio grande e di ossatura robusta che al tempo era utilizzato ai moli portuali per sorvegliare la merce scaricata e contenuta nelle balle scaricata dalle navi da trasporto merci. Il cane dal pigmento bianco in verità era adoperato sin dai tempi dei romani, in particolare per badare le armenti, visto il colore del manto che ben si prestava a distinguersi da quello di un eventuale predatore (lupo). Già il cittadino romano nel 60 d.C. Columella, nel suo "De de Rustica" accennava l'uso in terra iberica di particolari cani che i pastori utilizzavano per cacciare il lupo. Anche egli intendeva affermare che il pigmento bianco era il più opportuno perché nell'oscurità della notte ad esempio, il cane da pastore potesse ben distinguersi dal predatore, per contro, i cani da utilizzare per la sorveglianza o la guardia della fattoria, magari verso i ladri di bestiame o di animali da cortile preferibilmente, doveva avere il manto di pigmento scuro o nero, anche unicolore, per meglio mimetizzarsi favorito dalle tenebre notturne e meglio sorprendere il malfattore, oltre che per esercitare un effetto da subito dissuadente dal compiere dei misfatti nei confronti del fattore. In questo scritto si accenna alla somiglianza del cane, sia con manto bianco che scuro (per la conduzione del gregge o per la guardia della fattoria) alle fattezze morfologiche del lupo, quindi la testa triangolare, le orecchie portate erette, gli occhi leggermente obliqui e la taglia prossima a quella del lupo. La dentizione differisce nel senso che la lunghezza degli incisivi non è paritaria fra cane e lupo, come anche il raffronto delle dimensioni del teschio.
Nei territori germanici, un antico paragrafo di una legge del VII° secolo d.c. scritta in latino riportava una condanna oltre che un'ammenda pecuniaria per chi uccideva un cane capace di uccidere un lupo, oltre che avere la sonorità dell'abbaio tale da essere udita da almeno dal seconda o terza fattoria vicinante. La prima fonte storica attendibile che cita il cane da pastore come "Schaffhunde" si ebbe molto più tardi nel 1606 Conrad von Gessner (naturalista della prima metà del 1600) descrive appunto il cane da pastore come un cane predisposto all'addestramento per la guardia delle fattorie o degli armenti. Dal carattere impavido e coraggioso era di costituzione robusta ed in possesso di un forte abbaio. Era solito essere allevato con pigmento bianco per essere distinto dal lupo e per non essere cacciato o colpito da un'arma da fuoco al posto del predatore. Era solitamente fornito di un collare in ferro largo, dotato di cunei a punta a protezione della gola nei combattimenti occasionali con il lupo.
Nel 1701 il naturalista Hohberg nella sua opera "Georgica Curiosa" conferma e spiega l'utilizzo del pigmento bianco del pelo per il cane da pastore, cioè secondo lui, il lupo attaccando il gregge e ritrovandosi di fronte il cane da pastore, nel tempo avrebbe anche potuto desistere dal riferirsi a quel tipo di preda. In ogni modo con la sempre più ridotta presenza dei lupi nei territori germanici l'esigenza del manto bianco non era più ritenuta utile ai fini dell'utilizzo come sopra specificato; la varietà cromatica ebbe modo di ampliarsi, almeno per gli utilizzi di lavoro e guardia.
La teoria delle origini di Max von Stephanitz.
Il prologo storico, con alcuni dei riferimenti storici apposti è servito un po' per illustrare la complessità delle origini del cane da pastore; il precursore del moderno pastore tedesco. Come indica von Stephanitz nella tavola qui di sotto, sono due i ceppi di canis lupus, fra i quali uno di media taglia che hanno originato nel procedere dei millenni due ceppi genealogici e due tracciati distintii, ma sempre in continua interazione. Il progenitore del cane da pastore che poi a seguito della selezione moderna, darà la vita alla razza del pastore tedesco, in definitiva è il canis familiaris optimae o cane dell'età del bronzo. Il raffronto del teschio con il pastore tedesco sembra essere una prova determinante. Del resto questo progenitore canino era già una risorsa per l'uomo del tempo poiché lo accompagnava nelle battute di caccia, o assolveva alle funzioni di sorveglianza o di guardia, quindi si parla sia di comunità umane stanziali dedite all'agricoltura o all'allevamento, come anche popolazioni nomadi, dedite alla caccia ed in continuo spostamento; in concreto era la dimostrazione dell'intreccio di profonde relazioni tra uomo e cane e quindi di una compiuta domesticazione di quest'ultimo. La collocazione designata nel grafico per inquadrare il cane da pastore (progenitore a sua volta del pastore tedesco moderno) è la Germania, come anche i territori ad ovest, in riferimento al bacino mitteleuropeo, compresi quindi paesi come Francia, Belgio, Olanda. In definitiva, tale teoria si sposa bene on altre conclusioni di zoologi ed autori di scritti della fine del secolo XIX° francesi ed inglesi che appunto accreditavano un'origine comune alla razza di cane da pastore diffusamente dislocata nei paesi del bacino europeo. Ad esempio, Buffon, naturalista a cavallo già tra il sec. XVII° e XVIII° descriveva due varietà ben distinte di cani da pastore, uno a pelo scuro con orecchie pendenti e l'altro a pelo bianco, nordico con orecchie tese, di taglia media. Quindi al tempo nel comprensorio francese le varietà razziali del cane da pastore erano simili a quelle che alla fine del secolo XIX° - come è stato ben documentato da Max von Stephanitz nel suo libro "Deutsche Schaferhund in Wort und Bild".
Ad esempio, Buffon, naturalista francese a cavallo tra il sec. XVII° e XVIII° descriveva due varietà ben distinte di cani da pastore, uno a pelo scuro con orecchie pendenti dalla coda portata discesa e l'altro a pelo bianco, delle regioni a nord con orecchie tese coda arricciolata di taglia media. Quindi al tempo nel comprensorio francese le varietà razziali del cane da pastore erano simili a quelle che alla fine del secolo XIX° - come è stato ben documentato da Max von Stephanitz nel suo libro "Deutsche Schaferhund in Wort und Bild" erano ormai ben presenti nei vari contesti regionali germanici: in definitiva un'unica stirpe di razza canina, sfociata poi nel pastore tedesco, come lo si intese in Horand, grazie al lavoro di selezione dei primi pionieri della costituenda razza.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Curiosità e note storiche.
Il pastore tedesco...o cane lupo.
Era molto in voga, già dagli inizi del secolo, per descrivere il pastore tedesco la dicitura cane lupo. Ciò era dovuto proprio alla somiglianza dei caratteri esteriori con il suo progenitore lupo.
Il soma relativo tipico del cane da pastore, con testa di forma cuneiforme, orecchie portate erette, occhi con taglio leggermente obliquo e coda discesa (pigmento grigio screziato) come del resto il moderno pastore tedesco se ne rende eccellente rappresentante (riferito al tipo che ha dato spunto alla razza - fine del 1800) deve essere stato originato attingendo alcune volte nel corso della sua evoluzione, anche più recentemente, ai geni del lupo, in definitiva; non solo in tempi ancestrali, come afferma von Stephanitz (molto schivo nell'ammettere tale insanguamento in tempi recenti).
Fece molto discutere nei primi anni del 1900 la discussione sortita fuori dalle "ingenue" dichiarazioni di Herr Otto Rahm di Wohlen (fondatore della SV Svizzera) che appunto asseriva che Morés Plienigen (madre di Hektor Schaben x Horand Grafrath, nonchè Sieger del 1901) fosse stata generata da un accoppiamento tra un cane da pastore ed un lupo. Max von Stephanitz intervenne in questa discussione dichiarando che tale accoppiamento invece riguardava il bisnonno di Mores a suo dire effettuato "ufficialmente" presso il giardino zoologico di Stuttgard, nel 1881.
Per concludere questo accenno agli incroci del cane da pastore con il sangue del lupo (di media taglia) basta citare una fonte autorevole come lo scrittore Herr Strebel, autore del libro Die Deutschen Hunde" secondo il quale, il famoso Philax von Eulau, il bianco cane da pastore preso a modello dagli studenti della società Philax, altro non era che un incrocio di lupo con un cane da pastore. Philax era utilizzato per essere mostrato negli spettacoli itineranti (tipo circensi) ed in un'occasione Herr Strebel vide per l'appunto dei Borzois (cani di origine russa utilizzati in muta per la caccia al lupo) che alla sola vista di Philax reagirono come quando erano soliti porsi in presenza d'un lupo di foresta.
|