IL CANE DA PASTORE TEDESCO

 

a cura di Dario Sgroi

 

 

"Segnalato da diversi libri e riviste specialistiche come sito web sul pastore tedesco da consultarsi"

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 "Il Cane da Pastore Tedesco"

Servizio nutrizionale

raccomandato dal

Forum del Pastore Tedesco

Dieta personalizzata

a base di PF Sensible

 

 

EVOLUZIONE

 Ceppi principali
 Horand v. Grafrath
 Primi Sieger
 La svolta nel 1920
 Klodo v. Boxberg

LA RAZZA

 
Teorie  sulle  origini
La società canina Philax
Il cane pastore alsaziano

Origine della razza

Standard  originale

Standard tradotto

Struttura

Tipo

  La cute ed il pelo
  La vista del cane

Campionato S.V. - Ulm 2003

CINOGNOSTICA
Chiusura dentale
Displasia
Ang. di Norberg Olsson
Cauda Equina sindrome
Sindrome di Wobbler 
Criptorchidismo
Spondilartosi 
Parametri generali
Elementi di giudizio

 

CAMPIONI S.V. ARCHIVIO FOTOGRAFICO

I° iscritto S.V. - SZ 1
I° Sieger  S.V. 1899 
Sieger S.V. 1906
Sieger S.V. 1899/24
Sieger S.V. 1925
Sieger S.V. 1925/1951
Sieger S.V. 1952/72
Sieger S.V. 1973/89
Sieger S.V. 1990/98
Sieger S.V. 1999
Sieger S.V. 2000
Sieger S.V. 2001
Sieger S.V. 2002
Siegerin S.V. 1899 1998

 

MORFOLOGIA

  Il Tipo

  La Struttura

  La Linea Superiore

Cap. Max von Stephanitz

 

REGOLAMENTI

  Controllo HD
  Selezione - Norme SAS
  Normativa ENCI  
  Brevetti di lavoro  

VARIE
  TEST CARATTERIALE
  TEST GENETICO
  Vaccinazioni
  CONSENSUS CONFERENCE
 TAPPE EVOLUTIVE
  ORDINANZA SIRCHIA

 

Articoli del Forum

 

Walter Gorrieri

Cronache del 1976

Articolo di Pettinaroli

Quanto v. der Wienerau

Articolo A. Sgroi

Micotossine

 
 

 

 

 

Bacheca dei consigli

 
 
 

Allevamenti al Top

 

 

All.to di Fossombrone

 

 

 

Libri Foto Urma

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1996, 1998, 2001 2005

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 TAVOLE ANATOMICHE

Il Cane da Pastore tedesco

di Dario Sgroi

 

 

Introduzione

Il sito web intende offrire al cinofilo un percorso ragionato verso la conoscenza della razza canina. La parte documentale perviene da alcuni estratti da il "Cane da pastore tedesco" (ex Sistema di traduzione) integrati da apposite tavole anatomiche esemplificative - come anche  da alcuni significativi estratti  di thread specialistici attinti dal "Forum italiano del Cane da pastore tedesco" (www.forumpastoretedesco.org).

Lo standard S.V. attualmente in vigore (F.C.I. n°166/ Deutsche Schaeferhund del 23-24/03/1991) costituisce il documento insostituibile al quale gli allevatori devono rapportarsi durante il lavoro di selezione della razza. In esso sono indicate le peculiarità raziali, i parametri cinometrici, gli elementi di pregio morfologico e le doti caratteriali come anche i difetti ai quali non si deve incorrere nella delicata opera di allevamento.   La stesura dello standard risale al marzo 1991, fu eseguita in occasione del congresso WUSV; ultimo ritocco dopo le varie modifiche operate durante il corso del '900. Lo standard indica le principali caratteristiche morfologiche e caratteriali proprie del cane da pastore tedesco, tuttavia alcuni elementi raziali possono essere sensibili alle nuove tendenze selettive introdotte annualmente alla  Bundessieger Zuchtschau - la più importante esposizione tedesca (e mondiale) dove gli esemplari partecipanti rappresentano la massima espressione dell'allevamento mondiale e le valutazioni espresse dal corpo giudicale (per ciascuna classe d'età e genere sessuale)  forniranno in concreto le indicazioni  cinotecniche per l'anno a venire.

 

Le valutazioni del corpo giudicante designeranno i soggetti canini maggiormente rappresentativi del trend raziale, fornendo agli addetti ai lavori le indicazioni di merito cui far riferimento in riproduzione per mantenere o apportare delle concrete migliorie all'allevamento del cane da pastore tedesco.

La selezione razziale intrapresa sin dagli albori della costituita razza canina (1899) ha permesso un'evoluzione tipologica del pastore tedesco incidendo anche sull'aspetto esteriore. Si è proceduto ad far evolvere la razza canina fissando il dato dimensionale per mezzo del consolidamento della mole e dei rapporti corporei. Una volta ottenuta una discreta uniformità del tipo costituzionale si intese selezionare le informazioni geniche per conferire al cane da pastore tedesco un aspetto esteriore gradevole (colori, focature, composizione e caratteristiche del manto, ecc, ecc.), con l'intento di raggiungere  determinati canoni estetici decisamente più confacenti alla fama di un'etnia canina che negli anni '30 vantava una popolarità in continua ascesa ed un diffuso consenso da estimatori d'ogni parte del mondo.

Giusto per fare un esempio pratico riconducibile a tempi più vicini al nostro presente é sufficiente comparare  il  "tipo"  di cane da pastore tedesco in voga negli anni 50'/70' con quello degli anni ottanta  per realizzare l'entità dell'opera di selezione svolta.

Lo standard ufficiale del cane da Pastore tedesco - come testé accennato - costituisce il  concreto riferimento per l'allevatore della razza. In esso sono indicati i parametri morfo-caratteriali da osservare per un idoneo conseguimento dell'opera di selezione.

Tale documento trovò origine già dalla fondazione dell'associazione S.V. nel 1899, poi nel 1901 fu ampliato e ratificato nella sua prima forma dettagliata.

Sono seguiti alcuni avvicendamenti nel corso del secolo XX° e a tuttoggi la versione vigente resta quella del 23-24 marzo 1991.

Questo documento è suscettibile di modifiche qualora l'opera di selezione intrapresa nell'ambito allevatoriale lo richieda esplicitamente per fissare i caratteri ritenuti ottimali per determinare in concreto le migliorie raziali.

Il vigente standard del 1991 ebbe ad aggiornare il precedente documento del 1974.  In verità furono rivisti nella forma solo alcuni punti relativi alla definizione delle tolleranze dimensionali senza apportare alcuna modifica sostanziale.

 

L'aggiornamento dello standard di razza canina segue un  iter ben definito.  Esso viene proposto dalla commissione tecnica (Consensus conference) relativa all'associazione canina - nel caso la tedesca S.V. - in ordine agli effettivi avvicendamenti evolutivi delineati annualmente dalle massime indicazioni giudicali (valutazioni dei giudici designati per la BSZS), confermati da una persistente tendenza selettiva tale da determinare un vero e proprio corso allevatoriale. Una volta proposti e discussi i vari punti di modifica verranno messi ai voti per essere approvati. La decisione scaturita sarà poi diramata alle varie associazioni nazionali per il cane da pastore tedesco aderenti alla W.U.S.V.

Lo standard della razza nella sua nuova stesura verrà trasmesso alla F.C.I. e ufficializzato (Federation Cynologique International). Ad oggi sono circa 400 gli standard  che regolano altrettante razze canine riconosciute dalla FCI

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Alcune note generali relativi agli organismi cinofili sopranazionali e nazionali.

 

La F.C.I. (Federation Cynologique International)

 

Con l'acronimo di F.C.I. si indica l'organismo mondiale che disciplina e riconosce le varie razze canine nel mondo per standard e nomenclatura (372 razze attualmente). Sono 79 gli enti nazionali membri che autonomamente svolgono le proprie funzioni organizzative ed amministrative (in Germania, la VDH - in Italia, l'ENCI - in Austria la O.K. ecc.). Le associazioni nazionali amministrano e sovrintendono all'interno del proprio stato le varie organizzazioni o società cinofile specializzate (emissioni di pedigree, nomina dei giudici, ufficializzazione dei calendari agonistici nelle varie discipline, ecc.). Nel caso del cane da pastore tedesco, in Italia abbiamo la S.A.S. - in Germania la S.V. ecc, ecc.

 

La F.C.I. fu fondata il 22 maggio del 1911 per iniziativa di 5 paesi membri allo scopo di preservare la purezza delle razze canine nel mondo

 

 Germania

 Kartell für das Deutsche Hundewesen e la  "Delegierten Kommission"

 Austria

 Osterreichischer Kynologenverband

 Belgio  

 Société Royale Saint-Hubert

 Francia

 Société Centrale Canine de France

 Olanda

 Raad van Beheer op Kynologisch Gebied in Nederland

 

Dopo la I° Guerra mondiale la FCI fu sciolta e nel 1921 nuovamente istituita dietro iniziativa di:

  • Société Royale Saint-Hubert (Belgio)

  • Société Centrale Canine de France (Francia)

I nuovi articoli costitutivi furono adottati il 10 aprile 1921 ed infine - il 5 marzo del 1968  per decreto ufficiale - la F.C.I. ebbe il riconoscimento legale come organismo mondiale della cinofilia con sede in Thuin (Belgio).

 


 

Lo standard ufficiale della razza

 

"Per standard s'intende la descrizione dei caratteri  etnici di una razza, ossia il tipo di una razza”

(Paul Dechambre).

 

In senso generale, lo standard della razza fissa delle specifiche caratteristiche fisiche relative all'aspetto del cane, oltre a tutta una serie di canoni metrici propri della struttura razziale. In particolare i punti strutturali elencati nello standard in alcuni casi conservano dei margini di tolleranza. Tali accorgimenti zoometrici sono stati volutamente introdotti per dirimere delle difficoltà pratico-oggettive nel rilevare certe misurazioni, oltre ad accogliere le varie tendenze di selezione cinotecnica affinché queste possano trovare conferma e applicazione lasciando uno spazio fisiologico ad una sensata e graduale evoluzione della razza.

Alcuni rilievi metrici sono destinati ad essere aggiornati nel tempo in conseguenza alle svolte selettive adottate in allevamento per offrire al modello raziale delle migliorie morfo-funzionali. Tali indicazioni cinotecniche si pongono come le risultanze scaturite annualmente in occasione del Campionato tedesco per l'allevamento del cane da pastore tedesco, ovvero la  Bundessieger Zuchtschau (BSZS), al vaglio delle competenze specialistiche espresse dal corpo giudicante.

 

Le origini: la prima suddivisione delle razze canine

 

Una prima suddivisione tassonomica delle razze canine, d'una certa affidabilità, ci è stata fornita nel 1897 dal cinologo francese Pierre Mègnin - (pagina 4). Essa inquadra il cane da Pastore tedesco nel gruppo, dei lupoidi.

La prima stesura integrale dello standard per il cane da pastore tedesco si è avuta nel 1901 a completamento dei rudimenti morfologico-caratteriali del tipo razziale eseguiti nel 1899, ovvero all'indomani della costituzione della Deutsche Schäferhunde Verein (S.V.). La prima stesura è stata arricchita nei suoi punti principali durante il corso dei decenni,  tuttavia preservando intatti alcuni capisaldi concettuali. Uno fra questi è rappresentato dall'esigenza tipologica della dicotomia sessuale (il maschio già da una prima osservazione deve da subito distinguersi dalla femmina, per potenza, robustezza e fierezza nell'espressione).

La taglia ritenuta ideale nel cane da pastore tedesco inizialmente prevedeva un'altezza di spalla compresa da 60 a 62,5 cm. Il primo esemplare della storia, sz1 Hektor von Linksrhein alias Horand von Grafrath, misurava poco oltre 61 cm; considerato dal suo proprietario, nonché primo estimatore della neonata razza canina, il Presidente SV cap. Max von Stephanitz, come "una buona media taglia". Nel corso degli avvicendamenti dello standard seguirono anche i vari aggiustamenti della taglia nel cane da pastore tedesco. Tale dato si consolidò nella sua espressione massima a 65 cm. per il maschio, come a 60 cm. per la femmina. Un'altra prerogativa rimasta integra se non altro negli intenti dei revisionatori dei vari standard riguardava inoltre l'aspetto caratteriale e l'attitudine all'impiego. La versione ultima vigente del 1991 (FCI n° 166/91) concepisce un modello raziale morfologicamente diverso rispetto la conseguente selezione cinotecnica svolta sino oggi, almeno nei 15 anni a seguire. Il cane da pastore tedesco attuale esprime di una struttura corporea piuttosto raccolta rispetto il tipo morfologico usuale degli anni 1991-1992 (l'esempio illuminante è fornito dalla comparazione dei Sieger  "Zamp von der Wienerau" (1992)  e  "Jack von Noricum"  (1993). L'evoluzione del tipo morfologico nel pastore tedesco è facilmente riscontrabile osservando l'archivio fotografico dei vari campioni S.V. succedutisi durante tutto il secolo XX° - tuttavia, una costante assoluta, ritenuta fondamentale sin dalle origini della costituzione della razza, è data dall'aspetto caratteriale e attitudinale secondo il quale: "il cane da Pastore tedesco deve possedere un carattere forte e deciso, ma a seconda dei casi mostrarsi docile e mansueto, quindi dar prova di uno stato psico-nervoso stabile ed equilibrato tale da permettergli di assolvere alle funzioni di cane da utilità e ausilio (impiego nel salvataggio, alla guardia e difesa, impiego nelle forze dell'ordine, nell'esercito, accompagnamento ai non vedenti ecc.) ed al contempo, preservare delle ottime attitudini anche per una vita in famiglia a stretto contatto con i rispettivi componenti (adulti e bambini)". Il Capitano Max von Stephanitz  cofondatore della S.V. nonché primo presidente (1899-1935), volle prima di tutto impartire agli allevatori del tempo, precursori della selezione dell'allora neonata razza canina, un concetto da ritenersi incontrovertibile secondo il quale il cane da Pastore tedesco doveva rappresentare innanzitutto un cane da utilità o impiego (atto a svolgere qualsiasi compito affidatogli dall'uomo e per l'uomo), senza scendere a compromessi di sorta. Celebre rimase la famosa affermazione del capitano: "l'allevamento di un cane da pastore tedesco, a priori, è l'allevamento di un cane da utilità e questa deve essere la finalità principale, altrimenti è meglio cessare di allevare i cani da Pastore tedesco". In secondo luogo, la selezione canina si sarebbe dovuta operare per fissare ancor di più certi aspetti relativi alla morfologia della razza e fornire contestualmente un aspetto esteticamente gradevole senza però intaccare funzionalmente le innate doti di infaticabile trottatore proprie del cane da pastore tedesco. Ad oggi, indipendentemente dagli indirizzi cinotecnici forniti dalle varie associazioni nazionali per il pastore tedesco, solo l'allevatore scrupoloso, in possesso d'una profonda conoscenza della razza, può essere veramente essere in grado di confermare la pienezza delle doti e dei pregi razziali peculiari nel pastore tedesco, interpretando gli originali dettami di von Stephanitz - a proposito dell'esigenza del modello ideale di cane "completo". Questa tendenza evoluzionistica invero trovò un effettivo riscontro nel pastore tedesco allevato alla metà degli anni 60 - tale risorse genotipiche furono progressivamente tralasciate senza fornire nel proseguo evolutivo della razza un opportuno rinforzo di sangue. Tale deficit formò nei decenni a seguire una forbice sempre più ampia fra la tipologia del cane d'allevamento e quello dedito ad applicativi o discipline più votate all'addestramento predisponendo  in seno alla razza una "comoda dicotomia" a scusante per gli uni e gli altri operatori in ambito monodisciplinare, al fine di creare un proprio comparto in competenze peculiari all'interno del più ampio e completo ambito raziale. Non bisogna dimenticare tuttavia, che ad oggi sono ancora presenti i selezionatori della razza che tengono ben presente l'aspetto caratteriale e attitudinale contestualizzato in una morfologia perfettamente aderente agli odierni canoni morfo-funzionali specifici del cane da pastore tedesco.


 

Nascita ed evoluzione della razza

 

Al menu RAZZA/ articolo: "Origine della razza" si è osservato quali ceppi di cane da pastore germanici furono utilizzati nella selezione razziale che condusse alla nascita del Cane da Pastore Tedesco (dizione adottata solo dal 1899). Una prima significativa esperienza fu quella della società canina Philax, nata nel 1891 grazie all'iniziativa di tre gentiluomini del tempo ed esauritasi nel 1894 a causa dei disaccordi e delle diversità di vedute tra gli stessi soci componenti. Sostanzialmente, quel nuovo applicativo di selezione volta alla realizzazione di un modello ideale di cane da pastore germanico, doveva accentrare a se un carattere equilibrato, determinate doti e capacità fisiche commiste ad una certa estetica morfologica. In ogni modo, i tempi erano maturi per la realizzazione di un cane da pastore prettamente di origini nazionali che accentrasse a sé tutte le peculiarità ritenute necessarie per creare la razza canina tanto agognata e solo teorizzata fino a pochi anni prima. La prima associazione per la razza del cane da Pastore tedesco, la S.V. (Deutsche Schäferhunde Verein), fu fondata in Germania, nel lontano 22 aprile 1899, da uno sparuto gruppo (si contavano circa 13 co-fondatori) fra allevatori e cinofili in genere, guidati dal capitano di cavalleria "Max Emil Friederich von Stephanitz" e dal suo amico Arthur Mayer. Nel settembre dello stesso anno, in occasione della prima riunione dei soci S.V. - indetta col benestare dell'associazione cinofila nazionale, la V.D.H (Verband für das Deutsche Hundewesen) - fu stilato il primo standard del cane da pastore tedesco (vedi il 1° paragrafo dello standard - Cenni storici). In pratica vennero stabiliti e fissati i caratteri etnici essenziali  nel "cane da Pastore tedesco", ottenuti dall'incrocio e dalla conseguente selezione dei vari ceppi di biotipi canini presenti nel territorio germanico, usati soprattutto per la conduzione e la guardia del gregge. Uno dei primi problemi da risolvere per la neonata razza, fu quella di fissare in modo abbastanza definitivo la taglia standard. I soggetti utilizzati per la maggiore nell'allevamento avevano taglie di dimensioni alterne, fu così che l'utilizzo dei primissimi Sieger ed esemplari immediatamente successivi in parentela furono sistematicamente adoperati a fini riproduttivi (Horand, Luchs, e relativa progenie). L'associazione S.V. crebbe in adesioni, dappertutto si andavano costituire altre associazioni nazionali per la razza: il consenso dell'opinione pubblica per il cane da pastore tedesco fu strepitoso, in specie nel 1906, a seguito della costituzione di appositi corpi cinofili nelle forze di Polizia. I due conflitti mondiali furono dei periodi storici rovinosi per la S.V. e per il cane da pastore tedesco, ma in entrambe le occasioni ci fu da parte dei soci la determinazione e la forza necessaria per ricostituire il materiale genetico per dare seguito alla razza canina, oltre che ricostruire le fila dell'associazione. La morfologia della razza durante tutto il secolo subì dei cambiamenti dettati da esigenze contingenti e funzionali. Inizialmente, come si evince dalla struttura dei primi esemplari iscritti al registro S.V. - il cane da pastore tedesco presentava degli arti caratterizzati da un'ossatura e muscolatura lunga, relativi raggi ossei poco angolati rispetto ai soggetti di oggi ed una linea superiore  (vedi gli schemi) dal corso non sempre lineare (non era infrequente rilevare degli avvallamenti) e anzi con una dirittura verso il posteriore prossima all'asse orizzontale. La lunghezza del rachide vertebrale si poneva in rapporto preponderante rispetto l'altezza al garrese in misura tale da conferire al pastore tedesco una struttura corporea d'insieme piuttosto allungata. Tale caratteristica morfologica si mantenne sostanzialmente invariata per decenni, ma dopo alcune innovazioni la svolta più evidente si ebbe dagli anni settanta in poi. I soggetti divennero strutturalmente più raccolti, le proporzioni corporee si affinarono. A beneficio di una maggiore copertura di terreno con andamento radente al terreno, gli angoli delle articolazioni di spalla e ginocchio furono adeguate acciocché la linea superiore assunse un corso lineare e un andamento lievemente discendente verso il posteriore. Infine, il pastore tedesco al trotto acquisì maggiore armonia, scioltezza,  nonché copertura di spazio.

Oggi il tipo di cane da pastore tedesco con l'attuale fisionomia - se paragonato al primo Sieger del 1899  - Jorg von der Kröne" -  rappresenta e costituisce a tutti gli effetti il fenomenale prodotto di un'oculata evoluzione razziale: "l'estetica corporea è accresciuta senza perciò sminuire le innate funzionalità motorie e le qualità caratteriali proprie dell'animale, dove anzi, entrambi gli aspetti sono stati rispettati e ben bilanciati". (D. Sgroi)

Ad aggiornamento di questi ultimissimi anni di selezione cinotecnica, non è da celare una tendenza alla produzione di esemplari canini volti ad una produzione di movimento di impiego prettamente scenico, da esposizione. Alludo alle angolazioni del posteriore in particolar modo al posteriore, altezza di garretti esuberante, eccessiva inclinazione della groppa (conseguenza di tale costruzione); elementi costitutivi che di fatto rendono la costruzione del cane da pastore tedesco inidonea ad eseguire col minimo dispendio di energia un trotto radente e funzionale, anche in virtù di uno sforzo continuativo, in resistenza).

 

Inoltre, dagli anni 2001-2002 circa si è avuta una temporanea tolleranza di esemplari nominati persino campioni (con evidenti applicativi in riproduzione) aventi taglia piuttosto esuberante rispetto ai limiti consentiti dallo standard vigente (taglie anche fino i 68-69 cm al garrese!).

Tale anomalia è rientrata anche grazie alle significative direttive imposte nel 2006 dal responsabile per l'allevamento S.V. Sig. Mayer (direttive già fatte circolare nel 2004 a mezzo lettera dal Presidente SV indirizzate sia ai giudici selezionatori come anche alle varie presidenze e cdn delle associazioni nazionali aderenti alla WUSV).

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Il primo Forum d'Italia sul cane da pastore tedesco

 

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