CRONACHE del 02/06/1976

Raduno S.A.S. - sezione di Lucca

 

Sono stato a Lucca il 2 giugno ed ho assistito al Raduno promosso dalla Sezione SAS locale. La manifestazione, organizzata un po'  alla garibaldina in accordo con la personalità del Presidente Sgroi, in un ambiente naturale estremamente bello e in una atmosfera di cordialità e di spontaneo entusiasmo, ha avuto pieno successo in funzione di uno svolgimento corretto e dinamico.

 

Il dott. Walter Gorrieri con il suo inseparabile cappello di paglia

 

Giudicava il dott. Walter Gorrieri, che a seconda del mutar del tempo (ora pioggia, ora sole) si metteva e si toglieva il tradizionale cappellone di paglia e si cambiava le scarpe.

Questo non gli impediva di condurre i giudizi con accuratezza e rapidità, commentandone, al microfono, le motivazioni.

Ho anche chiacchierato a lungo con l’amico Sgroi, sempre entusiasta ed impetuoso e, per fargli giustizia, sento il desiderio e il dovere di trascrivere di seguito un articolo, pubblicato dalla «Nazione» di Firenze, che a mio vedere, riporta considerazioni giuste ed oneste dell’allevatore Sgroi.

 

Il prof Carmelo Lazzaro  intervenuto a giudicare al raduno SAS di Lucca

 

Riconosco che questa mia iniziativa può essere ritenuta promozionale e allora osservo che Sgroi, della pubblicità, se ne fa molta da solo e a pagamento e che il suo discorso, in questo caso, mi sembra avere anche e soprattutto un contenuto di interesse generale.

Non posso, a questo punto, non ricordare che durante la manifestazione di Lucca, un ragazzo, che conduceva un grosso cane da pastore tedesco arrivato ultimo perché tipicamente inferiore agli altri, dimostrava la sua delusione non tanto per lui, quanto per il suo animale; Giuseppe Sgroi, toccato dall’atteggiamento del ragazzo, gli offriva in dono un cucciolo di pastore tedesco selezionato del suo allevamento.                                           

                                                                                                                                                                                A.M.

 

“EL PICADOR”

  L’amico dell’ uomo

 

Articolo tratto dal quotidiano «La Nazione» in occasione dell'evento cinofilo

 

Il cane, fra gli animali, rappresenta da sempre l’amico fedele dell’uomo. Non è una novità questa. Tuttavia, dobbiamo riconoscere che da parte sua l’uomo in tale compagno ha qualcuno su cui poter contare nei momenti talvolta più difficili della vita e per questo ne sente il bisogno anche da un punto di vista affettivo.

 

Possedere un cane, o un animale più genericamente, è diventata oggi come oggi una moda e non a torto abbiamo pensato di introdurre in questa nostra iniziativa il riferimento a uno degli allevamenti più qualificati della zona e dove ognuno può scegliere l’esemplare più adatto e che più si confà alle esigenze e alle richieste. Si tratta dell’allevamento «El Picador» che ha sede sui monti pisani in un ambiente suggestivo e magnifico anche da visitarsi per passeggiata. Si tratta di un centro posto in quel di Filettole, in via di Castello. Si dedica esclusivamente alla selezione e allevamento del Cane da pastore tedesco.

 

 Il signor Giuseppe Sgroi, che con grande passione cura l’allevamento, ci conduce, quale esperto ed apprezzato conoscitore del mondo cinofilo, in una conoscenza un pò più particolareggiata di tale razza di cane e del proprio allevamento.

« Dalla mia esperienza - è il medesimo signor Sgroi che parla - emerge la constatazione che sfruttando le linee di sangue (Quanto von der Wienerau, Canto von der Wienerau, Dick von Adeloga, ecc.) presenti in allevamento, si può ottenere una produzione del pastore tedesco altamente pregevole, sia nel tipo che nelle proporzioni, nonché un carattere molto equilibrato.

 

L’incontro di queste grandi linee di sangue, sapientemente dosate, porta a grandi livelli di produzione. Il principale obbiettivo— continua l’interlocutore — che deve essere conseguito da ogni buon allevatore è di raggiungere un tipo di selezione che racchiuda in se carattere, giuste proporzioni, buona impronta sessuale, groppa e spalla, senza dimenticare, mai, il grande capitolo della displasia. La lunga strada del pastore tedesco da me intrapresa è sotto questa rigida disciplina, convalidata da serietà e onestà, sicuro in tal modo di trovare un consenso da quel vasto pubblico che oggi può vantare il grande cane da pastore tedesco».

 

Nel proseguire la conversazione aggiunge: «Tale successo del pastore tedesco è determinato presso il pubblico, proprio grazie alle grandi capacità di duttilità senza pari sopra ogni altra razza, facendo in modo che si possa denominare il «cane universale», la razza a più ampia diffusione nel mondo, la razza più ampiamente utilizzata per qualsiasi servizio, la razza pii vicina all’uomo ed alla sua famiglia.  

 

Da ricordare, infine, che l’acquisto di un cucciolo deve essere fatto presso un allevamento serio e qualificato, per non pregiudicare la spesa e la riuscita del soggetto e per non avventurarsi in esperienze sicuramente negative.  

Auguro a tutti gli appassionati di possedere un bel esemplare di pastore tedesco con la preghiera di farne il proprio "amico e compagno".

 

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