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VALORE GENETICO DEL CANE questa espressione deriva per lo più dallo studio degli animali da reddito, che per ovvi motivi hanno interessato maggiormente la trasmissibilità dei caratteri in ordine alle migliorie zootecniche. Le metodologie e l'impiego degli indici genetici nell’opera di selezione intesa come miglioramento genetico del cane di razza oltre alla ricerca della rispondenza dei soggetti verso specifici requisiti morfologici, comportamentali ed attitudinali, sono state adottate per ridurre l'incidenza delle patologie a base ereditaria (vedi displasia dell'anca).
Dall'impiego di tali strumenti dipende il successo
conseguito nell'allevamento moderno in relazione al miglioramento dei
caratteri genetici.
a) valore genetico medio atteso nella progenie cui l’animale darà origine b) valore fenotipico del riproduttore, inteso come evidenza dei propri caratteri evincibili dalla semplice osservazione Perciò, disponendo di indici genetici stimati é possibile prevedere il fenotipo medio della progenie derivata dall’ipotetico accoppiamento di due riproduttori. A ciò consegue che gli indici genetici, oltre essere utilizzati quale criterio selettivo, costituiscono anche uno strumento di una certa attendibilità per la programmazione degli accoppiamenti.
A sua volta il valore genetico può essere distinto in:
Volendo migliorare geneticamente una popolazione è naturalmente il valore genetico generale che interessa. Il valore genetico generale rappresenta la migliore stima del valore riproduttivo di un individuo.
I metodi più conosciuti per stimarlo sono:
L’INDICE PEDIGREE: stima il valore genetico generale sulla base del fenotipo di uno o più ascendenti.
IL SIBLING-TEST : stima il valore genetico generale sulla base del fenotipo dei collaterali (zii, nipoti ecc.)
IL PROGENY-TEST: valuta il valore genetico generale sulla base del fenotipo dei discendenti. In riferimento ad uno stallone o una fattrice da impiegarsi in riproduzione, l’indice del pedigree e il sibling-test si possono valutare prima dell’accoppiamento.
Il progeny-test, fra i tre certamente il più valido, fornisce i risultati più significativi, lo si valuta a posteriori, richiedendo per la sua elaborazione un tempo minimo di circa un anno. Si basa sulla stima del valore genetico di un individuo mediante il controllo di un gruppo di figli. Nel caso in cui si abbia l’opportunità di valutare in esposizione un gruppo di riproduzione di uno stallone, formato per lo più da mezzi fratelli, cioè da figli dello stesso stallone, ma originati da diverse madri.
In rarissimi casi, la presenza di fratelli pieni, originati da una medesima cucciolata ripetuta non pregiudica l’accuratezza della valutazione. L’osservazione risulta invece più rigorosa se riferita a specifici parametri o caratteristiche la cui ereditabilità sia nota.
Valutazione di un individuo sulla base della riproduzione In conclusione, ecco i metodi di selezione impiegati in allevamento.
Si valuta un campione possibilmente significativo di discendenti provenienti da diverse femmine per evitare di incorrere nell’”effetto madre”. E’ certamente il metodo più valido e preciso anche se difficile da attuare operativamente nel cane.
La superiorità o l’inferiorità della media dei discendenti rispetto alla media della popolazione dipenderà esclusivamente dal maschio. In conclusione, la selezione basata sulla combinazione dei metodi discussi è in assoluto la più conveniente. Va osservato che il criterio di selezione praticata sull’ascendenza é il meno valido fra quelli citati.
LA SCELTA DEL RIPRODUTTORE
E’ la tappa conclusiva del processo di selezione. Essa consegue alle valutazioni sopra descritte ed è inevitabile che i soggetti selezionati per la riproduzione saranno quelli risultati i migliori, o si ritengono tali per vari motivi. Vale la pena precisare che la specie canina presenta un intervallo generazionale ridotto rispetto ad altre specie animali, in quanto ha un breve periodo di gestazione di 62-63 giorni in media e con una variazione massima di 59-66. Il cane raggiunge la pubertà precocemente: mediamente 9 mesi per la femmina (min-max 6-12 ) e invece 10 mesi per il maschio (min-max 7-13). La maturità sessuale dipende anche dalla taglia. Ad esempio, le razze più piccole sono più precoci. L’intervallo interestrale nella femmina varia in media dai 6-8 mesi estremizzando sino a 5-11 mesi.
Visti i criteri tecnici sopra richiamati, merita commentare i Criteri d’allevamento che un Allevatore può usualmente mettere in atto fra i quali occorre ricordare:
L’Allevatore sente, avverte, intuisce, immagina che quello e solo quello è il soggetto idoneo per la sua femmina.
Criterio DI COMODITA’ L’Allevatore si convince che il cane della porta accanto è tutto sommato il più idoneo per la sua femmina, anche se il giorno precedente non la pensava allo stesso modo.
Criterio DEL GUSTO PERSONALE Il maschio in argomento piace molto all’Allevatore al di là di altre considerazioni.
Criterio DEL RIPRODUTTORE E' il riproduttore del momento, magari alla moda per un importante risultato conseguito di recente. Non è certo il metodo più affidabile anche se va ribadito che è molto usato.
Criterio DEL RIPRODUTTORE “PREPOTENTE” E' il riproduttore che per definizione dovrebbe aggiustare tutto, di tale forza riproduttiva da rendersi decisamente miglioratore
Criterio DELL’EMPIRISMO CODIFICATO L’Allevatore sceglie il riproduttore da usare sulla base di passate esperienze, di situazioni vissute più o meno direttamente, ma mai verificate scientificamente.
Criterio DI CORREZIONE O COMPENSAZIONE E' un metodo sul quale molti Allevatori ripongono una smisurata fiducia. Purtroppo geneticamente partendo da due estremi non esce mai il medio. Credo sia a torto il criterio più usato.
Criterio DI SOMMAZIONE Sommazione di pregi. Dovrebbe essere il criterio più usato in quanto sul piano teorico il più redditizio fra quelli elencati. Il limite applicativo è legato alle fattrici che in senso cinotecnico non sono sempre all’altezza.
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