VALORE GENETICO DI UN ANIMALE

 

Valore fenotipico: stimato su come l’animale appare all’esaminatore

Valore genotipico: stimato in via indiretta, orienta su come sarà probabilmente la progenie dell’individuo in esame

 

A sua volta il valore genetico può essere distinto in:

 

 

Volendo migliorare geneticamente una popolazione è naturalmente il valore genetico generale che interessa.

Il valore genetico generale rappresenta la migliore stima del valore riproduttivo di un individuo.

 

I metodi più conosciuti per stimarlo sono:

 

L’INDICE PEDIGREE:

stima il valore genetico generale sulla base del fenotipo di uno o più ascendenti.

 

IL SIBLING-TEST :

stima il valore genetico generale sulla base del fenotipo dei collaterali (zii, nipoti ecc.)

 

IL PROGENY-TEST:

valuta il valore genetico generale sulla base del fenotipo dei discendenti.

 

 

Se ci riferiamo ad un certo stallone o ad una fattrice che decidiamo di usare in riproduzione , l’indice del

pedigree e il sibling-test si possono evidentemente valutare prima dell’accoppiamento. Mentre il progeny-test,

che fra i tre è certamente il più valido dando i risultati più significativi, non può che essere valutato a posteriori e

richiede per la sua elaborazione un tempo minimo di circa un anno.

 

Nel caso in cui si abbia l’opportunità di valutare in una certa manifestazione un gruppo di riproduzione di un dato

stallone, formato per lo più da mezzi fratelli, figli cioè dello stesso stallone ma di madri diverse, per una rigorosa

valutazione bisogna tenere presente che il campione risulta sempre preselezionato.

 

La presenza in rarissimi casi di fratelli pieni, provenienti cioè da una cucciolata ripetuta non pregiudica

l’accuratezza della valutazione. L’osservazione risulta invece più rigorosa se riferita a specifici parametri o caratteristiche

la cui ereditabilità sia nota.

 

Valutazione di un individuo sulla base della riproduzione

In conclusione, ecco i metodi di selezione impiegati in allevamento.

 

 Selezione sull’INDIVIDUO

E’ il metodo più antico. Si basa sulla presunta corrispondenza fra genotipo e fenotipo. Valido solo per le

caratteristiche ad alta ereditabilità.

 

 Selezione sull’ASCENDENZA

Presuppone che un individuo abbia buone probabilità di assomigliare geneticamente ai suoi ascendenti. Meno valido

di quello sull’individuo.

 

 Selezione sui COLLATERALI

Presuppone che un individuo abbia buone probabilità di trasmettere le qualità che si riscontrano nei collaterali. La

precisione del metodo aumenta con l’entità del campione osservato. Si confrontano quindi le diverse famiglie e si

effettua la selezione famigliare che può essere pericolosa se in consanguineità stretta. E’ comunque preferibile la

selezione “collaterali più individuo”.

 

 Selezione sulla DISCENDENZA

 

Si valuta un campione possibilmente significativo di discendenti provenienti da diverse femmine per evitare di

incorrere nell’”effetto madre”. E’ certamente il metodo più valido e preciso anche se difficile da attuare

operativamente nel cane.

 

La superiorità o l’inferiorità della media dei discendenti rispetto alla media della

popolazione dipenderà esclusivamente dal maschio.

In conclusione, la selezione basata sulla combinazione dei metodi discussi è in assoluto la più conveniente.

Va osservato che il criterio di selezione praticata sull’ascendenza, come sopra definito essere il meno valido fra

quelli citati.

 

 

LA SCELTA DEL RIPRODUTTORE

 

E’ la tappa conclusiva del processo di selezione. Essa consegue alle valutazioni sopra descritte ed è inevitabile

che i soggetti selezionati per la riproduzione saranno quelli che sono risultati i migliori, o si ritengono tali per vari motivi.

Vale la pena precisare che la specie canina presenta un intervallo generazionale ridotto rispetto ad altre specie

animali, in quanto, ha un breve periodo di gestazione 62-63 giorni in media e con una variazione massima di 59-66.

Il cane raggiunge la pubertà precocemente: mediamente 9 mesi per la femmina (min-max 6-12 ) e invece 10

mesi per il maschio (min-max 7-13).

La maturità sessuale dipende anche dalla taglia, ad esempio le razze più piccole sono più precoci.

L’intervallo interestrale nella femmina varia in media dai 6-8 mesi estremizzando sino a  5-11 mesi.

 

Visti i criteri tecnici sopra richiamati, merita commentare i Criteri d’allevamento che un Allevatore può usualmente mettere

in atto fra i quali occorre ricordare:

 

Criterio ISTINTUALE

L’Allevatore sente, avverte, intuisce, immagina che quello e solo quello è il soggetto idoneo per la sua femmina.

 

Criterio DI COMODITA’

L’Allevatore si convince che il cane della porta accanto è tutto sommato il più idoneo per la sua femmina, anche se il giorno

precedente non la pensava allo stesso modo.

 

Criterio DEL GUSTO PERSONALE

Il maschio in argomento piace molto all’Allevatore al di là di altre considerazioni.

 

Criterio DEL RIPRODUTTORE

E' il riproduttore del momento, magari alla moda per un importante risultato conseguito di recente. Non è certo il metodo

più affidabile anche se va ribadito che è molto usato.

 

Criterio DEL RIPRODUTTORE “PREPOTENTE”

E' il riproduttore che per definizione dovrebbe aggiustare tutto, di tale forza riproduttiva da rendersi decisamente miglioratore

 

Criterio DELL’EMPIRISMO CODIFICATO

L’Allevatore sceglie il riproduttore da usare sulla base di passate esperienze, di situazioni vissute più o meno direttamente,

ma mai verificate scientificamente.

 

Criterio DI CORREZIONE O COMPENSAZIONE

E' un metodo sul quale molti Allevatori ripongono una smisurata fiducia. Purtroppo geneticamente partendo da due estremi

non esce mai il medio. Credo sia a torto il criterio più usato.

 

Criterio DI SOMMAZIONE

Sommazione di pregi. Dovrebbe essere il criterio più usato in quanto sul piano teorico il più redditizio fra quelli elencati.

Il limite applicativo è legato alle fattrici che in senso cinotecnico non sono sempre all’altezza.