OSTEOPATIA IPERTROFICA

 

Fig. 1

Si constata che infezioni dei tessuti molli (ascessi, flemmoni) circostanti una struttura ossea, soprattutto se sostenute da germi ad alta virulenza, tendono a distribuirsi in profondità, arrivando ad aggredire le stesse strutture ossee adiacenti o confinanti. Questa situazione è stata osservata e documentata negli arti anteriori di alcuni cani, che in corso di attività sportiva (caccia) o per incidenti causa di traumi dei tessuti molli, avevano riportato contusioni o ferite anche gravi ed estese che si erano successivamente complicate per l’irruzione e il proliferare di germi piogeni, sviluppando forme settiche nella compagine dei tessuti molli.

La Fig. 1 riguarda, così come le successive, il braccio e la sua base scheletrica, l’omero, ripreso nella proiezione ML. Nella compagine dei muscoli anconei si apprezza bene radiopacità superiore alla norma, in conseguenza del processo settico che sta evolvendo a comprendere le corticali diafisaria e metafisarie. Il processo non è ancora tanto avanzato, come quello evidenziato nella Fig. 2

 

Fig. 2.

In questa immagine radiografica si rilevano grosse bolle radiolucenti gassose di forma diversa e irregolari, in parte confluenti, che occupano i tessuti molli attorno all’omero, sia in superficie, sia in profondità, dalla metafisi prossimale sino al gomito incluso. La tela ossea corticale è coinvolta dall’infezione primitivamente insorta nell’ambito dei tessuti molli. La midollare dell’omero per gran parte è già occupata da nubecole radio opache che ricordano la panosteite esosinofilica (qui non presente) e che si possono correttamente interpretare come segno di diffusione endomidollare della sepsi. Le bolle gassose prodotte dal processo settico sostenuto da germi anaerobi, si portano anche verso la superficie cutanea cosicché l’intera regione del braccio è interessata nelle sue componenti scheletriche e muscolari. La condizione è particolarmente grave e richiede adeguato trattamento chirurgico e medico

Fig. 3

La radiografia in  ripete, in parte, la situazione verificata nella Fig. 2: la sepsi da germi anaerobi, iniziata nella compagine dei tessuti molli del braccio, si è diffusa estesamente entro gli stessi e sta ora aggredendo anche la tela ossea dell’omero, sia corticale, sia midollare, portando ad osteomielite settica secondaria –al pari della precedente- trasmessa per contiguità. In entrambi i casi delle Fig. 2 e 3 le condizioni cliniche locali e generali risultano molto serie: la terapia ad un tempo medica per via generale e chirurgica locale, deve essere tempestiva e molto determinata, in quanto appare evidente che gli animali sono prossimi ad uno stato setticemico in conseguenza delle lesioni che stanno evolvendo.

Fig. 4

Riguarda una condizione analoga ma di minore gravità e avviata alla guarigione dopo adeguato trattamento. Persistono aree radiolucenti di scarsa estensione entro i tessuti molli del braccio e alcune altre, radiopache, nella midollare dell’omero. Ma in sostanza la situazione ha avuto evoluzione favorevole per effetto della terapia ed è avviata a favorevole soluzione.

 

Fig. 5

La Rx ML qui riprodotta documenta la grave osteomielite e osteoperiostite che interessa l’omero: la corticale è irregolarmente ispessita in più punti, assottigliata in altri per fenomeni litici indotti dall’infezione e sclerotici prodotti dalla tentativa reazione riparativa. La midollare è quasi totalmente opacizzata per chiazze sclerotiche e addensanti irregolari per forma e distribuzione lungo tutto l’asse maggiore dell’omero. A ridosso della corticale craniale della diafisi si rileva bene una area radiolucente tondeggiante che rappresenta l’immagine della c.d. “cassa da morto” che accoglieva o accoglie un sequestro osseo peraltro non ben osservabile. La fistulografia (non eseguita) in questa situazione potrebbe tracciare l’intero sistema di drenaggio del materiale settico prodotto nel cavo midollare, a partire dalla cavità segnalata. E’ invece poco o nulla palese l’interessamento da sepsi dei tessuti molli, in gran parte riparato da una tempestiva terapia medica che tuttavia non è riuscita a contrastare il diffondersi dell’infezione alla tela ossea sottostante. L’esame per coltura di materiale prelevato dal tragitto, può identificare i germi presenti e con antibiogramma si può (e si deve) scegliere il tipo di antibiotico o chemioterapico più rispondente. Questo eviterebbe la cronicizzazione già avviata dell’infezione, e che ha evidenti riflessi negativi per la parte colpita e per l’animale.

Fig. 6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 7

 

Le figure 6 e 7 riguardano invece un caso di sepsi ossea contratta anch’essa per contiguità con tessuti molli infetti, che ha però prevalentemente interessato la tela corticale dell’omero, scatenando imponente reazione proliferativi periostale a manicotto lungo tutto l’osso e con prevalenza a livello della diafisi. La reazione è assai attiva, con disegno radiografico “a palizzata” tanto fitto e radiopaco, da mascherare in entrambe le proiezioni ML e AP il canale midollare, che pure non è immune dall’attacco dei germi patogeni. Si tratta quindi di osteoperiostite e osteomielite settiche dell’omero, apparentemente più gravi (radiograficamente) dell’infezione che interessa i tessuti molli del braccio. Le immagini presentate documentano una situazione non frequente ma che assume caratteri di gravità rilevanti, durante la quale il ruolo dei tessuti molli infetti diventa prevalente nella diffusione della sepsi al vicino tessuto osseo.