-- La sindrome della Cauda equina
Stenosi lombo sacrale degenerativa
La sindrome della cauda equina è un disordine neurologico provocato dalla
stenosi congenita od acquisita del canale vertebrale lombosacrale che comporta
la compressione, distruzione o spostamento, di quei nervi che compongono la cauda
equina o la loro vascolarizzazione.
I cani affetti mostrano dolorabilità e debolezza del treno posteriore.
La razza più colpita da questa patologia è senza dubbio il cane da Pastore Tedesco,
seguita a distanza dal Labrador e Golden Retriever, Schnauzer, Siberian Husky,
Chow Chow, Lasha Apso, Coker e Dobermann.
La cauda equina è una struttura anatomica (vedi tavola nel documento
principale) che comprende le radici ventrali e
dorsali dei nervi spinali, poste caudalmente al cono midollare (estremità
affusolata del midollo spinale che nel cane termina a livello della sesta
vertebra lombare),
che decorrono nel canale ventrale fino a raggiungere i rispettivi fori
intervertebrali di uscita.
I nervi clinicamente importanti sono (vedi
figura):
| il nervo sciatico che origina da L6-L7-S1 (vedi sezione rachide lombare) che fornisce l’innervazione motrice ai muscoli scheletrici dell’anca e del ginocchio ed inoltre raccoglie tutti gli stimoli sensoriali provenienti da tutte le parti distali dell’arto tranne che medialmente | |
| il nervo pudendo, che origina da S1-S2-S3 e che fornisce l’innervazione motrice allo sfintere anale esterno e raccoglie gli stimoli sensoriali del prepuzio, perineo, vulva e scroto) | |
| il nervo pelvico, parasimpatico, che origina da S1-S2 e fornisce l’innervazione motrice della muscolatura liscia della vescica e del retto | |
| il nervo caudale che innerva sia dal punto di vista motore che sensitivo la coda |
Le anomalie congenite o acquisite possono essere così classificate:
| artrite degenerativa: è la lesione più frequente) | |
| stenosi ossea primitiva del canale (Tarvin e Prata 1980) dovuta ad ispessimento ed accorciamento dei peduncoli, ispessimento e sclerosi delle lamine e delle faccette articolari, ispessimento e ripiegamento del legamento interarcuato e sclerosi e deformazione delle faccette articolari. Queste alterazioni derivano dall’insufficiente sviluppo dell’arco neurale. | |
| malformazioni vertebrali. Lo scarso numero di patologie lombosacrali nei cani al di sotto di un anno di età indica che la sola presenza di anomalie di sviluppo in genere non provoca la comparsa dei sintomi clinici. | |
| lesioni vascolari | |
| ispessimento degli archi vertebrali e di quelli articolari (Naylor 1979) | |
| lombarizzazione della I° vertebra sacrale o la sacralizzazione della VII° lombare (Morgan 1968-1972) | |
| displasia delle faccette articolari | |
| ipertrofia del legamento flavum detto anche, legamento interarcuato | |
| ipertrofia delle capsule articolari | |
| instabilità lombo-sacrale | |
| degenerazione del disco lombo sacrale | |
| traumi | |
| alterazioni post-infettive che consistono nella formazione di nuovo osso intorno allo spazio intervertebrale e di tessuto connettivo fibroso nella zona della cauda equina | |
| neoplasie: nella maggior parte dei casi il tessuto di origine del tumore
è costituito dall’osso vertebrale. Le forme metastatiche spesso
provengono da adenocarcinomi prostatici e da quelli delle ghiandole
perianali. Sintomi La compressione della cauda equina o della sua vascolarizzazione da parte di un insieme di strutture (disco, legamento, capsula articolare, osso e tessuto cicatriziale) provoca la seguente sintomatologia: | |
| debolezza che peggiora in seguito all’esercizio fisico per l’incapacità del circolo sanguigno di soddisfare l’aumentata richiesta circolatoria del midollo spinale a causa dello schiacciamento delle arterie spinali a livello dei fori intervertebrali | |
| zoppia mono o bilaterale | |
| dolore alla palpazione della regione lombosacrale. La palpazione consiste in una pressione della zona con il cane in stazione quadrupedale | |
| deficit della 1propriocezione | |
| riluttanza a saltare od alzarsi. Con una palpazione attenta è possibile rilevare l’atrofia dei muscoli glutei e dei muscoli posteriori della coscia. | |
| dermatosi auto inflitte | |
| flaccidità della coda | |
| disfunzioni a carico di intestino e vescica (1/4 di probabilità dei casi) |
1Propriocezione: insieme dei messaggi inviati al sistema nervoso centrale da terminazioni specializzate (propriocettori), localizzate nella capsula articolare, legamenti, tendini e muscoli.
Il Sistema Propriocettivo è formato dai recettori periferici:
Questi recettori periferici, insieme a quelli visivi (informazioni sulla situazione ambientale) e vestibolari (informazione sulle accelerazioni lineari ed angolari), mandano costantemente informazioni al sistema nervoso centrale.
Diagnosi
La radiografia in bianco e con mezzo di contrasto è il metodo principale
per formulare una diagnosi.
Più precisamente nella pratica veterinaria molto utili risultano
principalmente l’epidurografia e la discografia oltre che alla mielografia
e alla venografia.
La TAC (tomografia assiale computerizzata) e la RNM (rieducazione neuro
motoria) forniscono informazioni molto più precise ma per il momento hanno
ancora un impiego limitato nella diagnostica veterinaria. Per quanto riguarda le radiografie è necessario eseguire una serie di tre
immagini della colonna lombosacrale effettuandole:
| in posizione normale | |
| in posizione di massima flessione | |
| in posizione di massima estensione. Gli arti posteriori funzionano come una leva il cui fulcro è rappresentato dallo spazio vertebrale lombo-sacrale. Le radiografie in bianco permettono di evidenziare: | |
| discospondilite | |
| stenosi lombosacrale | |
| vertebre di transizione | |
| neoplasia ossea | |
| osteocondrosi sacrale | |
| fratture | |
| lussazioni |
"Una diagnosi corretta permette lo svolgimento di una terapia
adeguata".
Terapia
L’intervento chirurgico di decompressione midollare (asportazione di parti
facenti parte della lamina dorsale) associata alla correzione vertebrale è
indicato per risolvere la patologia di quei cani che dimostrano deficit
neurologici oltre che dolorabilità.
La terapia medica (riposo, farmaci analgesici e antinfiammatori) è invece
consigliata quando l’unico sintomo è il dolore o quando sono interessati
più spazi intervertebrali.
Le tecniche prese in esame sono le seguenti:
1) Radiografia standard o diretta:
| - difficile una corretta interpretazione dell’immagine con frequenti diagnosi falsamente positive, a causa della complessità anatomica della regione e della mancata specificità dei segni radiografici. | |
| - consente comunque di identificare un elevato numero di patologie lombo-sacrali: discospondilite, stenosi lombo-sacrale idiopatica, stenosi lombo-sacrale degenerativa, vertebre di transizione, neoplasie ossee, osteocondrosi sacrale, fratture traumatiche, sublussazioni. | |
| - il 56 % dei casi di cani con fenomeni degenerativi lombo-sacrali e vertebre di transizione presentano sindrome da cauda equina. |
2) Radiografia “posizionale”:
| - riprese radiografiche in posizione standard, flessa ed estesa. | |
| - la flessione ed estensione dell’articolazione lombo-sacrale determina la rispettiva apertura e chiusura dell’angolo lombo-sacrale con conseguente variazione del diametro del canale vertebrale. | |
| - risultati discordanti degli studi che hanno valutato le differenze di angolazione tra animali sani e malati e quindi la possibile correlazione tra un angolo lombo-sacrale più piccolo e la sindrome da cauda equina. |
3) Tomografia lineare:
| - sostituita oggi dalla TAC e RNM | |
| - immagine ottenuta con tubo e cassetta in movimento orizzontale in direzione opposta, in modo tale che il punto focale si trovi in corrispondenza della regione lombo sacrale. | |
| - consente migliore rappresentazione della regione lombo-sacrale in quanto elimina la sovrapposizione delle strutture pelviche. |
4) Mielografia:
| - iniezione del mezzo di contrasto non ionico a livello della cisterna magna o lombare (L5-L6). | |
| - nel cane non sempre il sacco durale raggiunge l’articolazione lombo-sacrale, quindi a volte non arriva sufficiente mdc a questo livello; ciò non può essere previsto prima dell’esame. | |
| - in caso di accesso dalla cisterna magna l’esame consente di escludere altre lesioni spinali più prossimali, ma se queste sono presenti il mezzo di contrasto può non riempire adeguatamente lo spazio subaracnoideo lombo-sacrale. | |
| - in caso di accesso lombare il mezzo di contrasto a volte si diffonde anche nello spazio epidurale. | |
| - utili le proiezioni in posizione standard, flessa ed estesa. | |
| - non consente la valutazione di compressioni dorsali o laterali che interessano i foramina intervertebrali o i recessi laterali, attraverso cui transitano le radici dei nervi spinali. |
5) Epidurografia:
| - iniezione del mezzo di contrasto non ionico a livello S3- C1 oppure L7-S1. La seconda opzione è più semplice tecnicamente ma meno indicata in quanto si inietta il mdc direttamente nel punto di maggior interesse per l’esame, anche se può essere utile per effettuare contemporaneamente anche una eventuale discografia. | |
| - la ripresa radiografica va effettuata nelle ultime fasi o alla fine della iniezione del mdc, mediante proiezioni standard e stressate. | |
| - il mdc deve riempire uniformemente lo spazio epidurale ed essere ben visibile nel pavimento del canale vertebrale; sono considerati quadri certamente patologici deviazioni, assottigliamenti, ostruzioni del mdc che interessano più del 50% del diametro del canale vertebrale, dubbi se ne interessano meno del 50%. | |
| - possibile diffusione del mdc contemporanemente anche nei seni venosi vertebrali e paravertebrali; ciò si verifica più frequentemente in caso di compressione lombo-sacrale, in quanto aumenta la pressione, e quindi la resistenza nel canale vertebrale. |
6) Discografia:
| - iniezione del mezzo di contrasto nel nucleo polposo del disco intervertebrale L7-S1, inserendo l’ago verticalmente a livello dello spazio intervertebrale lombo-sacrale. | |
| - se il disco è normale, è possibile iniettare solo 0,3 ml di mdc, se è alterato il mdc si accumula all’interno del disco, si distribuisce in modo disomogeneo ed esce nel canale vertebrale. | |
| - utile per valutare ernie laterali del disco | |
| - possibili complicazioni (lesioni nervose, ernia completa del disco). |
7) Venografia:
| - iniezione del mdc nei seni venosi vertebrali | |
| - decorso alterato il corso di lesioni compressive nel canale vertebrale | |
| - falsi positivi (per variazioni anatomiche o in caso di non ottimale riempimento) |
8) TAC
| - migliore risoluzione di contrasto rispetto alla radiologia convenzionale, quindi migliore esame dei tessuti molli | |
| - immagine di scansione | |
| - consente esame dei recessi laterale, dei foramina intervertebrali e dei processi articolari, inoltre delle radici nervose (grazie al contrasto fornito dal tessuto adiposo); non si può distinguere tra anello fibroso e nucleo polposo del disco. | |
| - meglio senza mdc | |
| - in corso di sindrome di cauda equina si può osservare: riduzione del grasso epidurale, aumento della densità dei tessuti molli a livello dei foramina, spostamento dorsale del disco intervertebrale, spondilosi, riduzione di dimensione dei foramina e del canale vertebrale, ispessimento e sublussazione dei processi articolari, presenza di osteofiti. |
9) RNM
| - migliore risoluzione di contrasto per i tessuti molli rispetto alla TAC | |
| - diretta visualizzazione del midollo spinale, del liquido cerebrospinale, del disco intervertebrale, dei legamenti e delle radici nervose | |
| - lesioni presenti in corso di cauda equina: prolasso del disco intervertebrale dorsalmente ed a livello dei foramina, osteofitosi dei processi articolari, frattura dei processi articolari, compressione sulle radici nervose. |
Conclusioni
Le nuove tecniche (TAC, RNM) consentono un esame più accurato in corso di patologie lombo-sacrali grazie alla loro migliore qualità di immagine e sensibilità. In ogni caso la scarsa disponibilità delle apparecchiature ed i costi elevati rendono ancora molto interessanti per il veterinario pratico alcune delle altre tecniche diagnostiche; fra tutte vengono raccomandate l’epidurografia (con le proiezioni standard e stressate) e la discografia.
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Cauda Equina
|
| fratture e lussazioni vertebrali | |
| discospondilite | |
| osteomielite vertebrale | |
| osteocondrosi sacrale | |
| discopatia cronica | |
| neoplasie delle vertebre L7-S1, | |
| circondanti tessuti molli o le radici nervose |
| vertebra di transizione | |
| stenosi congenita del canale spinale |
Per sindrome si intende un insieme di sintomi. "La sindrome della cauda equina è caratterizzata da un complesso di segni neurologici determinati dalla compressione della cauda equina, parte terminale del midollo spinale, posta all'interno del canale vertebrale lombosacrale".
Le problematiche a livello della cauda equina sono state in passato
ampiamente trascurate e quindi non efficacemente diagnosticate per una
concomitanza di fattori.
L'età e la razza dei soggetti affetti, sono comuni ad altre condizioni
patologiche che causano disfunzione degli arti posteriori, più facilmente
diagnosticabili e maggiormente note. Tra queste malattie alcune sono di natura
neurologica, come la mielopatia degenerativa e l'ernia del disco a livello toracico-lombare,
altre sono di tipo ortopedico, come la displasia dell'anca e la rottura del
legamento crociato anteriore del ginocchio.
Spesso, le malattie elencate coesistono in grado variabile nello stesso cane e, la
probabilità di identificare il problema clinico più significativo, dipende
dalla profondità dell'indagine diagnostica effettuata per evocare ed
interpretare correttamente i segni clinici.
Occorre inoltre avere ben chiaro, che solo l'identificazione precoce della
malattia, può garantire risultati terapeutici eccellenti, mentre il mancato
intervento o una diagnosi tardiva, possono compromettere totalmente la prognosi,
causando lesioni neurologiche irreversibili.
Questo deve stimolare il proprietario e l'allevatore, come primi vigili
osservatori, ad avere una conoscenza di insieme sulla sindrome della cauda
equina, così da potersi avvalere di qualche strumento in più, per individuarne
precocemente i lievi segni iniziali.
La cauda equina è costituita dalla parte terminale del midollo spinale,
dalle adiacenti radici nervose (dal midollo spinale originano i nervi
indirizzati alla periferia dell'organismo) e dalla loro uscita attraverso i
forami intervertebrali.
Il midollo spinale, nel cane, termina a livello della quinta (L5) o della sesta
vertebra lombare (L6) o della metà craniale della settimana vertebra lombare
(L7): tuttavia il suo rivestimento meningeo più caudale, il "sacco
durale", può spingersi fino a livello del sacro. I corpi vertebrali che
contengono la cauda vanno, a livello lombare, dalla quinta vertebra lombare alla
settima (L5-L7), a livello sacrale dalla prima vertebra sacrale alla terza
(S1-S3), ed a livello della coda dalla prima vertebra coccigea alla quinta
(Cd1-Cd5).
Si distinguono due forme di sindrome della cauda equina: una forma acquisita,
più frequente, che si manifesta nell'animale di media età o anziano, ed una
congenita.
Nella maggior parte dei casi di sindrome acquisita la malattia sembra correlata
ad instabilità articolare, con conseguente degenerazione del disco
intervertebrale tra L7-S1, formazione di becchi d'artrosi sulla placca terminale
di L7-S1 e sulle faccette articolari, riduzione dello spazio tra L7-S1,
sublussazione vertebrale tra L7-S1 (il sacro si lussa parzialmente in direzione
ventrale), ispessimento delle strutture legamentose adiacenti.
E' stato visto che la giunzione lombosacrale è dotata di una particolare
mobilità ed ha un disco intervertebrale piuttosto grosso: questo perché
rappresenta la prima zona in cui vengono assorbite le forze propulsive generate
dagli arti posteriori prima che queste si scarichino sul resto della colonna.
Quindi, cani sottoposti ad esercizi ripetitivi di iperestensione cronica della
groppa, come per esempio il saltare sopra recinzioni o il balzare in piedi
durante gli attacchi ai figuranti, pur non avendo alterazioni vertebrali, sono
però predisposti al cedimento dello spazio L7-S1, a causa dei continui stress
biomeccanici. Indipendentemente dalla causa che provoca la sindrome, che sia
congenita o acquisita, l'elemento comune che provoca i disturbi della malattia
è rappresentato dalla compressione dei nervi della cauda equina.
In passato si riteneva che la semplice compressione meccanica delle radici
nervose determinasse il dolore lombosacrale. Questa convinzione è stata poi
contraddetta dall'osservazione che la manipolazione diretta di una radice
nervosa normale non evoca alcuna reazione dolorifica. Oggi si ritiene invece che
la compressione provochi una ridotta irrorazione sanguigna della radice nervosa.
Questo è supportato da due osservazioni: la prima è che tipicamente
l'esercizio aggrava la sintomatologia algica, in quanto la diminuita
vascolarizzazione non è in grado di coprire l'aumentata richiesta metabolica.
Inoltre la microvascolarizzazione della radice nervosa è relativamente
superficiale se confrontata con quella dei nervi periferici e di conseguenza
maggiormente sensibile ai fenomeni compressivi. Anche l'eventuale presenza del
disco erniato contribuisce alla reazione algica.
La forma acquisita è diagnosticata più frequentemente nei cani di grossa taglia, soprattutto Pastori Tedeschi, ma anche in molte razze da caccia, in particolare nei Retrievers e negli Spaniels. Al contrario la forma congenita è riscontrata più spesso nei cani di piccola taglia. Vengono colpiti prevalentemente soggetti di media età o avanzata. Sembra che i maschi abbiano un rischio più alto di sviluppare la forma acquisita rispetto alle femmine.
Il proprietario può notare una progressiva difficoltà del soggetto ad
alzarsi da coricato o un'insolita riluttanza a saltare o sedere sugli arti
posteriori, il trascinamento delle unghie del posteriore, incontinenza urinaria
o fecale, portamento anomalo della coda, atrofia dei muscoli del posteriore ed
eccessivo mordicchiamento della coda o della faccia laterale del piede.
L'attività intensa accentua i segni clinici.
Tipicamente i cani affetti possono presentare un problema cronico di dolore
lombare e zoppia intermittente a carico di uno od entrambi gli arti posteriori
oppure rigidità nell'andatura, fino a debolezza.
I segni neurologici variano in base alla causa, alla gravità della
compressione e possono essere acuti o cronici, intermittenti o continui, stabili
o in evoluzione.
Per quanto riguarda i segni comuni e tipici a tutte le cause, viene descritto in
oltre il 90% dei cani affetti il dolore lombosacrale. Per rilevare tale reperto
il veterinario deve avvalersi di specifiche prove che permettano oltre che di
individuarlo, anche di differenziarlo da un dolore che potrebbe originare da
altre zone della colonna o dalle anche.
La prima prova consiste nella palpazione della colonna, che deve iniziare sempre
lontano da dove si sospetta la zona dolorante, così da rendersi conto della
normale reazione del soggetto a tale manovra per poi confrontarla con una sua
eventuale reazione dolorifica.
Non sempre questa prova dà risultati evidenti, così si passa alla estensione
di ciascuna anca: i cani affetti da displasia in genere sono molto sensibili a
qualsiasi movimento passivo di estensione dell'articolazione colpita, mentre i
soggetti con patologie lombosacrali vi resistono maggiormente.
Si ripete quindi la prova di estensione delle anche esercitando una pressione
sulla regione lombosacrale. Se le manifestazioni algiche (dolorose) sono equivoche, con
l'animale in stazione si sollevano e si estendono entrambi gli arti posteriori,
applicando una progressiva pressione in corrispondenza della articolazione
lombosacrale. Questo test evoca una reazione algica anche nel paziente meno
reattivo affetto da degenerazione lombosacrale clinicamente evidente.
La zoppia degli arti posteriori, monolaterale o bilaterale, è frequente e se
progredisce può portare fino allo sviluppo di debolezza motoria e all'atrofia
muscolare dell'arto posteriore, man mano che l'ischemia della radice nervosa
persiste.
I riflessi possono essere normali o diminuiti. Disturbi dello sfintere anale o
vescicale possono accompagnare il dolore spinale e la paresi del posteriore
quando le radici nervose di S2-S3 vengono compresse. Raramente i pazienti
presentano solo disturbi agli sfinteri. Quando la compressione della radice
nervosa progredisce l'incontinenza diviene evidente (ad es. - gocciolamento). La
disfunzione dello sfintere anale diviene clinicamente manifesta dopo la
disfunzione dello sfintere vescicale e si manifesta con incontinenza fecale ed
ipotonia dello sfintere anale.
Il portamento o la funzionalità della coda possono essere danneggiate quando le
radici nervose caudali sono coinvolte. Nelle razze con portamento eretto la coda
viene portata in posizione più bassa, la capacità di scodinzolare è ridotta o
assente, la manipolazione della coda provoca dolore e si ha una ridotta
sensibilità della stessa. Si possono avere parestesia e disestesia (sensazione
di bruciore o di formicolio nelle aree innervate dalle radici nervose compresse)
a livello di coda, dita laterali, perineo, e genitali che sono evidenziate dal
costante leccamento e mordicchiamento da parte del paziente a carico delle zone
colpite.
L'esame neurologico unito alle informazioni fornite dal proprietario, permette solo di localizzare il problema a livello di cauda equina, ma non è in grado di dare una diagnosi precisa se non viene completato dai risultati forniti dai mezzi diagnostici, che in medicina veterinaria sono rappresentati dall'esame radiografico, dall'esame mielografico, dall'epidurografia e dall'elettromiografia. In alcuni casi selezionati, metodiche più sofisticate come Tomografia Computerizzata (TAC) e Risonanza Magnetica possono costituire un importante ausilio diagnostico.
La valutazione radiografica prevede lo studio della colonna vertebrale nelle sue proiezioni standard (laterolaterale e ventrodorsale) e può mettere in evidenza un quadro apparentemente normale o anomalie dello sviluppo segmentale. Le lesioni compressive o il restringimento del canale vertebrale lombosacrale sono difficilmente valutabili nelle radiografie in bianco. La sovrapposizione di strutture ossee in quest'area rende problematica la valutazione del canale vertebrale. Inoltre la compressione midollare può conseguire ad alterazione dei tessuti molli, non rilevabili con questo esame. La proiezione radiografica in proiezione laterolaterale consente di valutare l'allineamento del canale vertebrale. Nei casi di instabilità è possibile rilevare un gradino per la dislocazione del sacro rispetto alla settima vertebra lombare. Ma la presenza di alterazioni radiografiche, sebbene frequentemente associata a patologia lombosacrale, non può essere considerata diagnostica.
La mielografia è un esame radiografico che si ottiene iniettando del mezzo
di contrasto nello spazio che circonda il midollo spinale.
Questo esame è stato recentemente riabilitato come valido metodo diagnostico
nei casi di sindrome della cauda equina, mentre se ne era sottovalutata l'utilità
in passato partendo dal presupposto che il sacco durale, la copertura meningea
che riveste il midollo spinale, terminasse a livello della sesta e della settima
vertebra lombare, quando invece studi successivi hanno dimostrato come tale
struttura anatomica, nella maggior parte dei soggetti, si esaurisce a livello
del sacro.
Si è visto, inoltre, come sia importante eseguire delle proiezioni
mielografiche in flessione ed in estensione in modo da individuare le
compressioni di tipo dinamico che si manifestano solo quando l'animale compie
determinati movimenti.
Epidurografia
L'epidurografia rappresenta un altro mezzo diagnostico utile per la cauda equina
e consiste nell'iniettare del mezzo di contrasto nello spazio al di fuori del
sacco durale.
Al termine della inoculazione si eseguono le proiezione radiografiche, in
proiezione latero-laterale, di cui una in posizione neutra, una in dorso flessione
ed una in estensione. La latero-laterale fornisce le maggiori informazioni
riguardanti le patologie lombosacrali compressive. L'epidurografia può mostrare
l'ostruzione al deflusso del mezzo di contrasto in direzione craniale oltre la
giunzione lombosacrale e la deviazione dorsale dello spazio epidurale.
L'elettromiografia è un metodo che ci permette di studiare l'attività elettrica dei muscoli. E' consigliabile eseguire questo esame poiché può confermare la diagnosi e consentire la valutazione della gravità e della simmetria del coinvolgimento radicolare. Soprattutto alla base della coda, del diaframma pelvico e dei muscoli innervati dal nervo ischiatico. Può rivelare delle alterazioni dell'innervazione che, associati ai sintomi tipici, ai reperti neurologici e radiologici, possono sostenere una diagnosi di compressione della cauda equina. Inoltre può essere utile, come vedremo in seguito, per scegliere il trattamento chirurgico più idoneo.
I disordini non associati all'articolazione lombosacrale che mimano la sindrome della cauda equina, includono displasia dell'anca, disordini metabolici che provocano debolezza, ernia discale lombare e mielopatia degenerativa. Gli strumenti diagnostici, come indicato precedentemente, includono:
Il trattamento cambia in base alla causa della compressione. I pazienti con
frattura/lussazione, osteomielite vertebrale o discospondilite, neoplasie della
colonna, dei tessuti molli circostanti o delle radici nervose verranno trattati
per ciascun problema specifico.
I pazienti con compressione secondaria a patologia cronica degenerativa del
disco, estrusione del disco intervertebrale erniato o restringimento (stenosi)
lombosacrale congenito verranno trattati in base alla gravità e alla durata dei
segni neurologici e all'evoluzione di esami neurologici seriali.
La terapia medica, consistente nel confinamento in gabbia per 4-6 settimane
associata all'uso di farmaci ad azione analgesica e antinfiammatoria, è
consigliata nei pazienti al primo episodio algico. Eventuali abitudini di vita
che possono essere fattori aggravanti, quali esercizio fisico intenso ed obesità,
devono essere modificate. L'intervento chirurgico precoce è vivamente
consigliato nelle forme ricorrenti, con dolore incoercibile o con chiari segni
neurologici. Il procrastinare l'intervento può aumentare di molto la gravità e
rendere le lesioni neurologiche irreversibili.
La decompressione della cauda equina viene risolta chirurgicamente con la
laminectomia dorsale che consiste nell'asportazione della porzione di vertebra
che ricopre le radici nervose interessate cui si può associare la faccetectomia,
ovvero la rimozione delle faccette articolari, e la foraminotomia.
Quest'ultima in particolare viene eseguita se si evidenzia la compressione della
radice di L7 all'esame elettromiografico. Se è presente il disco erniato, una
volta liberata la cauda, questa viene retratta delicatamente di lato e viene
rimosso il materiale protruso.
Se c'è instabilità articolare occorre stabilizzare l'articolazione con mezzi
da osteosintesi idonei.
Nel periodo postoperatorio il cane deve essere tenuto a riposo per almeno un
mese ed in caso di dolore si possono somministrare dei farmaci antinfiammatori.
Dopo ciò deve seguire un periodo variabile riabilitativo. In genere la prognosi
è favorevole per tutti i segni descritti, eccetto per l'incontinenza urinaria.
Infatti il grado di incontinenza dello sfintere vescicale è un indicatore
prognostico: in presenza di tale segno se l'intervento chirurgico viene
ritardato, si può avere prognosi sfavorevole.