IL CANE DA PASTORE TEDESCO di Dario Sgroi

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Guida sommaria alla scelta del cucciolo di qualità raziale: accorgimenti e considerazioni di massima

 

 

Scegliere il cucciolo di pastore tedesco: cosa dover sapere e le cautele da adottare

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LA RAZZA

 

Origine della razza

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Supporto allevatoriale ©

Assistenza alla nutrizione

 

Forum © - 2006

 

 

Siegerschau Karlsruhe 2002

 

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Risultati con  schede corredate di fotografia ed estratto genealogico

EVOLUZIONE
 Ceppi di origine
 Horand v. Grafrath
 Primi Sieger
 La svolta nel 1920
 Klodo v. Boxberg

MORFOLOGIA

  Il Tipo

  La Struttura

  La Linea Superiore

Cap. Max von Stephanitz

  
CINOGNOSTICA
Chiusura dentale
Displasia
Ang. di Norberg Olsson
Cauda Equina sindrome
Sindrome di Wobbler 
Spondilartosi 
Parametri generali
Elementi di giudizio

 

REGOLAMENTI

  Controllo HD
  Norme ENCI  
  Brevetti SchH  
 
 
VARIE
  TEST CARATTERIALE
  TEST GENETICO
  Vaccinazioni
  CONSENSUS CONFERENCE
 
 

CAMPIONI S.V. ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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Sieger S.V. 1906
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Sieger S.V. 2000
Sieger S.V. 2001
Sieger S.V. 2002
Siegerin S.V. 1899 1998

 

Allevamento del Cane

 da pastore tedesco

 

 

"di Fossombrone"

 

 

 

 

 

 

 

 

 ANATOMIA

Argomenti e consigli utili per il cinofilo

Lo sviluppo fisiologico

Il cane da pastore tedesco è un soggetto avente formato di taglia medio grande e caratteristiche tipologiche proprie del gruppo dei lupoidi. L'età di accrescimento strutturale è compresa indicativamente sino ai 12 mesi. Dai 12 ai 24 mesi si ha la fase di consolidamento ponderale-strutturale  con la definizione delle masse corporee.

Suddivisione dei periodi di età:

  •   cucciolo (da 0 a 3 mesi),

  •   cucciolone (3 - 6 mesi),

  •   giovanissimo  (6 - 12 mesi),

  •   giovane (12 - 24 mesi),

  •   adulto (da 24-36 mesi d'età)

  •   età senile (da 9 anni in poi)

L'età adulta è raggiunta per definizione a 24 mesi, ma nel pastore tedesco intorno ai 36 mesi di età si apprezza nel soggetto canino una maggiore maturità d'insieme a conferma del consolidamento della struttura ossea formatasi in età giovane-adulta ed un'opportuna distribuzione delle masse muscolari. La testa in particolare, assume definizione e imponenza evidenziando nel soggetto canino il genere sessuale.

Il periodo di maggiore fisicità s'individua dai 3 ai 6 anni di età, dopo di ché seguirà seppur gradatamente, il progressivo declino fisiologico che affligge tutti gli esseri viventi (il cane da pastore tedesco entra nella fascia senile dal nono anno di età).

In età avanzata é di particolare importanza mantenere il soggetto di cane da pastore tedesco in peso forma senza eccedere nella razione alimentare, anzi approntando la dieta in modo di apportare protidi di alto valore nutrizionale e in quantità adeguata affinché gli amminoacidi essenziali e non essenziali metabolizzati possa trovare impiego nella definizione di nuovi composti proteici per assolvere alla fisiologia dell'organismo.

 

Cenni sulle componenti dietetiche

 

I lipidi assunti devono essere attinti da materie prime di qualità, facilmente assimilabili per non affaticare l'apparato digestivo, oltre poi fornire agevolmente energia all'organismo del cane. L'apporto di polisaccaridi deve comprendere cereali di pregio (riso, mais) i quali opportunamente trattati, dovranno apportare al digestivo un moderato contenuto in fibre fermentiscibili.

I lipidi sono caratterizzati da un valore energetico pressoché doppio rispetto proteine e zuccheri, a fronte di circa 9 KCal/g, seguono di pari passo, proteine e zuccheri con circa 4 KCal/g.

L'apporto energetico fornito dalla dieta dovrà esprimere compiutamente il fabbisogno calorico giornaliero (EM) riferibile a grandi linee al Peso metabolico del cane rapportato alla taglia ed al tenore di vita svolto. Si perviene alla definizione del fabbisogno metabolico giornaliero attraverso un semplice calcolo nel quale il Peso in vivo (PV), massa ponderale  dal soggetto espressa in Kg. viene elevato a 0,75  e moltiplicato al coefficiente K definito di volta in volta secondo l'attività fisica intrapresa (Cane inattivo 132; attivo 145; molto attivo 200; sforzo prolungato 300)

E.M. = PV 0.75 ´ K

 

Ad esempio, una femmina adulta del peso di 29 kg in tenore di mantenimento (Metabolismo basale)= fabbisogno energetico + termoregolazione + attività motoria tendente al sedentario) necessiterà di circa 1550-1650 Kcal/die. A sua volta, il fabbisogno calorico basale dovrà essere raggiunto attraverso l'apporto debitamente frazionato fra i nutrienti elettivi (proteine, lipidi, fibre, zuccheri), ecc, ecc.

Tali accorgimenti ed altri ancora di tipo gestionale possono salvaguardare il cane da patologie irreversibili relative l'integrità della struttura di sostegno con particolare accenno  alle articolazioni gravitarie (articolazioni di anche, gomiti, ecc.), da un prematuro degrado morfologico e funzionale.

Ad esempio, la displasia delle anche è un disturbo osteoartrosico di origine poligenetica e multifattoriale con andamento degenerativo in  grado d'inficiare  la struttura coxoarticolare e relative funzionalità.

In maggioranza affligge le razze canine di taglia grande e gigante, avendo corso degenerativo, col procedere degli anni tale disordine articolare può cagionare nell'esemplare interessato un netto e graduale abbassamento della qualità di vita (difetti e/o difficoltà nella deambulazione, algie, disagio psicofisico, stato di stress, ecc, ecc).

Molto spesso con l'insorgenza di forme precoci, l'evidenza conclamata di HD impone in soggetti giovani l'adozione di interventi chirurgici ricostruttivi d'una certa invasività (TPO, protesi articolare) con l'intento di ripristinare la condizione articolare con le specifiche funzioni di sostegno e deambulazione. In casi meno gravi,  se sottoposto ad un'attenta preservazione della fisiologia articolare, il cane può  godere d'una quieta vecchiaia (la displasia dell'anca nella maggioranza delle casistiche rilevate può dirsi in prevalenza di forma acquisita).

L'aspettativa di vita per un cane da pastore tedesco si aggira mediamente intorno ai 13/15 anni. Più di rado, alcuni esemplari hanno raggiunto la venerabile età di 18 anni (vedi tabella comparativa con l'età dell'uomo), tuttavia é certo che un'oculata gestione generale dell'esemplare di pastore tedesco (dieta, integrazioni alimentari mirate, cure e attenzioni varie) si rende propedeutica affinché alla soggettiva longevità del cane consti un'altrettanto auspicabile perdurare delle basilari condizioni di benessere psicofisico.

 

Tabella comparativa età uomo-cane

 

 

L'acquisto del cucciolo e le cautele da adottare

Estratti concettuali, riferimenti economici, da il "Forum Italiano del pastore tedesco"

 

 

Il cane da Pastore tedesco appartiene ad una razza appositamente costituita per essere a completo servizio dell'uomo: spiccata attitudine in particolari impieghi (funzione ausiliaria), compagnia, sorveglianza, guardia e difesa.

Il possesso di un cane di razza con tali prerogative deve essere conseguente ad una ponderata presa di coscienza, meno che mai costituire un incentivo economico allo scandaloso mercato ormai diffuso da tempo a danno dell'integrità di razza  (vedi produzioni interne prive di ogni controllo e verifica cinotecnica e/o  importazione dai paesi dell'est Europa, bacini d'approvvigionamento  ai quali non pochi affissi cinofili riconosciuti ENCI/FCI fanno ricorso contravvenendo alle norme del codice etico dell'allevamento - vedi di seguito link ENCI).

 

La figura dell'allevatore dovrebbe evidenziare innanzitutto la profonda passione verso il cane da pastore tedesco, in secondo luogo costituire per il cinofilo il riferimento ideale alla scelta che lo condurrà all'acquisizione del cucciolo di pastore tedesco: rappresentante effettivo dell'etnia canina d'appartenenza come da standard ufficiale della razza.

 

Non si acquista un cane da pastore tedesco come fosse un genere commerciale inanimato:  un'automobile, delle scarpe, un PC o qualsiasi altro bene di valore.

Non tutti gli esemplari possono dirsi qualitativamente eguali (ogni allevamento esprime una produzione cinotecnica ben distinta per pregi e doti di razza peculiari). In secondo luogo, il prezzo d'acquisto dovrebbe costituire la risultante in vivo dell'esemplare di razza cui si perviene, ottimizzare la propria spesa può solo corrispondere al raggiungimento di un ottimale rapporto qualità/prezzo.

 

L'allevatore nell'intraprendere la propria opera di selezione cinotecnica deve essere pienamente conscio di offrire al cinofilo un esemplare privo di difetti da squalifica, che risponda ai canoni raziali.
La conoscenza del bagaglio genetico dei soggetti che alleva e utilizza a fini riproduttivi dovrà esitare in una produzione di esemplari canini in possesso di pregi e doti tipiche del cane da pastore tedesco.

Non in ultimo, questi ha il compito di supportare il cinofilo anche a posteriori durante la fase di crescita del cucciolo.

 

I diritti/doveri dell'allevatore non terminano qui, bensì, alla cessione del proprio prodotto d'allevamento deve assicurarsi che risponda un'adeguata sistemazione abitativa e sociale (ambiente di vita, cure e attenzioni).

 

Il cinofilo deve realizzare appieno il concetto di convivenza e gestione di un Cane da pastore tedesco perciò l'allevatore ancor prima di considerare la cessione del proprio cucciolo é tenuto ad assicurarsi circa l'effettiva attitudine del richiedente, e in caso negativo recedere qualora le condizioni ambientali di ospitalità e/o le capacità individuali e attitudini del tale "appassionato" dovessero disattendere i criteri basilari del "benessere animale".

 

(Art. 21 - Codice etico dell'allevatore: "assicurarsi che l’acquirente si renda conto della responsabilità di detenere un cane e sia conscio delle caratteristiche morfologiche e comportamentali della razza").

 

Il soddisfacimento delle condizioni economiche utili per dar seguito alla transazione fra le parti  costituisce solo la fase di definizione nell'ambito del rapporto allevatore/cinofilo in occasione della cessione di un cucciolo di razza certificata.

L'etica allevatoriale impone tutta una serie di verifiche alle quali pervenire, difatti, concorrono diversi fattori elettivi o requisiti cinofili da considerare nel potenziale estimatore della razza canina, come le capacità psico-fisiche, la propensione attitudinale alla gestione del cane, l'idoneità dell'ambiente di destinazione e gli eventuali utilizzi, ecc, ecc.

 

Purtroppo non pochi sono i casi dove il cinofilo, quasi sempre novizio della razza, realizzi a posteriori di non aver ottenuto piena soddisfazione dalla transazione intrapresa col tale allevatore ("allevatore" oggi è un termine alquanto abusato).

Non è infrequente che l'appassionato non veda coronare appieno le aspettative riposte sull'esemplare di pastore tedesco desiderato, nonostante aver sostenuto una spesa da intendersi "confacente" all'ottenimento di un soggetto sano, in possesso di buoni pregi di razza.

 

Codice etico dell'allevatore

(sottoscritto dal titolare all'atto della concessione dell'affisso cinofilo ENCI)

http://www.enci.it/documenti/norme_tecniche/norme_tecniche_codice_etico.php

 

L'allevatore deve essere in possesso di grande passione, serietà, esperienza e competenza, oltre ad esercitare una scrupolosa verifica dei criteri di selezione del cane da pastore tedesco. Questi ed altri ancora sono i  validi presupposti affinché affidabili siano i riscontri circa la produzione cinotecnica.

La maggiore gratificazione per l'allevatore di pastore tedesco consta nel dotare i cinofili di un animale d'affezione sano di costituzione e carattere, in linea con i dettami della razza come da standard.

Nella gran parte dei casi purtroppo, tali regole non vengono assolutamente osservate.

Si preferisce agire diversamente, producendo esemplari canini (seppur dotati di pedigree, nella migliore delle ipotesi) senza che vengano osservate le più elementari cautele di cinotecnia applicata.

A fare le spese degli scellerati comportamenti di coloro che si autodefiniscono allevatori è l'integrità di razza del cane da pastore tedesco e di conseguenza il tale esemplare canino, frutto di metodiche riproduttive totalmente disattese, segue poi l'ignaro cinofilo, ovvero l'acquirente del cane sul quale  ricadono i pesanti oneri di una produzione canina intrapresa con metodiche poco ortodosse (frequenti visite presso il veterinario di zona, ricorso a costosi farmaci, terapie vitalizie, svariati esami specialistici, adozione di costosi alimenti specifici, interventi chirurgici, ecc. ecc.).

 

Il buon senso impone di riferirsi agli specialisti del settore:

esperti ed affermati allevatori ai quali potersi affidare concretamente, senza temere di vedersi disattese le proprie aspettative e quindi ottenere il tanto desiderato esemplare di cane da pastore tedesco di qualità!

 

"Una cosciente passione cinofila improntata verso una particolare razza canina la si può principiare e sviluppare solo dotandosi d'un esemplare che rappresenti appieno peculiarità identificative, come da standard". (Dario Sgroi)

 

Il cinofilo che approccia ad un allevamento di rango, ove da lungo tempo sono riconosciute, nette e palesi le competenze in materia cinotecnica, da par suo deve poter ambire ad un esemplare di pastore tedesco in grado di soddisfare appieno le proprie aspettative, istintuali o idealizzate che siano.

Il cinofilo neofita ha modo di ravvisare le peculiarità raziali dell'esemplare acquisito da cucciolo una volta sviluppato in età matura. A quel punto evidente risulterà l'esito della scelta iniziale dove il raffronto con i suoi consimili risulterà nettamente esemplificativo: i cuccioli sono tutti splendidi e amorevoli, tuttavia accennando all'allevamento del Cane da pastore tedesco, il selezionatore  é tenuto a rispettare i parametri morfologico-caratteriali  come disciplinati dallo standard ufficiale FCI nr. 166/91 (tutela dell'integrità di razza).

 

 

La concessione dell' affisso cinofilo: un iter meramente "burocratico".

 

Non sono previsti per l'aspirante allevatore esami attitudinali che ufficializzino l'opera di allevamento (struttura d'accoglienza idonea, adozione delle più elementari misure di profilassi sanitaria, competenze nutrizionali, conoscenze di base medico veterinarie, ecc, ecc).

Meno che mai figura alcun test o corso attitudinale introduttivo alle conseguimento di competenze specifiche che abilitino l'aspirante allevatore alla selezione raziale (criteri d'allevamento, scelta del riproduttore o fattrice, monitoraggio generazionale in merito ai requisiti di costituzione e psichici, loro funzionalità e applicativi, ecc, ecc).

 
I requisiti di base sono solo circostanziali, ad esempio il solo possesso di 2 fattrici, aver prodotto 3 cucciolate, aver conseguito presso esposizioni non propriamente specialistiche per il Cane da pastore tedesco (ENCI) risultati giudicali basici e infine, il pagamento di un bollettino in ccp di 600 euro sono gli elementi che sanciscono la definizione della pratica per la concessione di affisso cinofilo riconosciuto ENCI/FCI (vedi descrizione organismi internazionali per la cinofilia - pag.1) requisito formale che fornisce al conduttore titolo ad allevare "tutte le razze canine riconosciute dalla FCI" (ad oggi circa 400!).

Basta dare un'occhiata alla vigente classificazione cinologica FCI - evidente risulta la netta diversità tipologica, morfologica e attitudinale delle varie etnie canine per comprendere la velleitaria incongruenza di fondo della concessione generalizzata di Affisso cinofilo.

Ebbene con tali presupposti appare chiara la mancanza di effettive garanzie cui il cinofilo incorre riferendosi presso un allevamento con affisso cinofilo riconosciuto ENCI/FCI  - la qualità dell'esemplare canino di razza cui ambisce non può dirsi sufficientemente cautelata dai succitati requisiti formali oppure a prescindere dal prezzo d'acquisto del cucciolo di Cane da pastore tedesco. Invero manca un Albo riconosciuto per allevatori di Cane da pastore tedesco, elemento peculiare che dovrebbe (il condizionale é d'obbligo) essere rilasciato dall'ENCI in accordo con la SAS (società canina dedicata al nostro cane da pastore tedesco in Italia) agli operatori scrupolosi. Ciò a garanzia della qualità dell'allevamento nazionale, ma sopratutto a tutela dell'appassionato della razza, vero destinatario dell'accurata opera di selezione.

 

 
L'acquisto del pastore tedesco da singoli "passionisti"  o "allevatori improvvisati"

In quanto al panorama generale nazionale, l'allevamento del Cane da pastore tedesco non può dirsi sufficientemente cautelato.

La produzione di una significativa quota di soggetti canini iscritti al libro genealogico é originata da scarse competenze cinotecniche. Copiose sono le inserzioni di offerta presenti nelle bacheche virtuali o in forma cartacea ove si propongono con una certa enfasi propositiva cuccioli di "razza pura", figli di campioni nazionali, internazionali, ecc, ecc.

Il prezzo d'acquisto quasi sempre è modico (400-600 euro/ cucciolo) giusto per invogliare il neofita della razza "poco esigente" ad usufruire di esemplari di pastore tedesco avendo oltretutto l'opportunità di risparmiare in modo consistente rispetto un allevamento riconosciuto Enci/Fci.

Nei contesti "allevatore fai da te" la consegna del cucciolo quasi sempre avviene al di sotto dei 60 giorni, affinché persino la profilassi vaccinale (sverminazione + primissime vaccinazioni) figuri a carico dell'ignaro acquirente, senza considerare che affidando a terzi un cuccioletto quasi svezzato dalle cure materne si mette a repentaglio la sua stessa esistenza (cucciolo non del tutto autonomo in quanto a tipo di alimentazione, coperto del range anticorpale in via di definizione, ecc, ecc).

Ma non solo. Le tappe evolutive, ovvero le progressive fasi stadiali inerenti lo sviluppo evolutivo del cucciolo, se non hanno modo di essere compiutamente assolte possono influenzare negativamente la maturazione dei caratteri psichici e il conseguente comportamento sociale.

Senza perciò voler generalizzare negativamente, ammesso pure che una minima percentuale di tali iniziative vengano intraprese assolvendo gli accorgimenti basilari, quanto ciò non può dirsi certo sufficiente per garantire un'oculata procedura riproduttiva.

Nella migliore delle ipotesi, ammesso vengano impiegati esemplari:

  • tipici della razza,
  • dotati di pedigree (Enci o in ogni caso riconosciuto FCI),
  • di aspetto gradevole alla vista,
  • strutturalmente robusti e imponenti,
  • dai vivi colori di manto,
  • ritenuti idonei alla riproduzione almeno secondo il solo criterio diagnostico della displasia dell'anca (A sul certificato), ecc, ecc,

ebbene questi pochi requisiti formali presi da soliin nessun caso possono garantire il cinofilo!

L'atto riproduttivo preso singolarmente prevede l'adozione di preliminari misure di cui la fattrice, dovrà risultare beneficiaria quanto meno in riferimento ai minimi requisiti di razza, obblighi burocratici e controlli medico veterinari di sanità costituzionale e abilitazione alla riproduzione:

1) fattrice in possesso di pedigree ENCI/FCI con attestazione della A (attitudine alla riproduzione per quanto concerne la displasia dell'anca - previa esecuzione radiografia presso gabinetto veterinario autorizzato e contestuale invio del pedigree ad una Centrale di lettura riconosciuta ENCI/FCI).

2) Controllo veterinario di buona salute, verifica del libretto sanitario

a) vaccinazioni avverso le patologie virali più comuni,

b)trattamento annuale per le patologie endemiche, ecc, ecc);

c) trattamento vaccinale preliminare avverso herpes virus,

d) dieta ottimale  nel periodo gestionale che fornisca alla prole una fase di lattazione ideale, ecc, ecc.

A titolo d'informazione il controllo radiografico, l'assolvimento dei controlli di routine comportano una spesa di qualche centinaio di euro.

L'adozione di ulteriori cautele (strisci ormonali, ecografie, ecc, ecc,) sono ulteriori atti economicamente onerosi, prerogativa degli allevamenti di rango al fine di ottenere incontestabili dati sull'effettiva gravidanza della fattrice, visto il pregio raziale della produzione cinotecnica. Una volta partorito i cuccioli dovranno essere oggetto di alcuni passi essenziali:

Identità certificata dei cuccioli prodotti (presentazione modelli ENCI A e B, pagamento presso Ass. prov. Enci e relativa quota d'iscrizione x cucciolata/12-34,10 euro x cucciolo cui assommare il costo per l'inoculazione sottocutanea del microchip identificativo/ca 20,oo euro).

Composizione Libretto sanitario (ove indicata la profilassi vaccinale del singolo cucciolo che consiste in controllo delle feci, trattamento antielmintico, almeno 4 vaccini regolati da apposito protocollo di inoculazione con relativa tempistica/costo medio 60 euro/cucciolo). 

Ebbene sino ad ora non si è fatto cenno alle qualità di razza, e sebbene il pedigree possa certificare etnia, dati anagrafici e ascendenze dello stallone o della fattrice impiegati, in quanto a tipologia, morfologia e caratteri psichici nessuna particolare indicazione può essere desunta se chi consulta tale documento non possiede dirette conoscenze cinotecniche. Ciò non di meno potremmo anche essere parecchio distanti da quanto effettivamente consta il Cane da pastore tedesco propriamente detto; il criterio selettivo secondo le ascendenze rientra nel novero degli accorgimenti cinotecnici complementari allorquando si intenda procedere secondo una linea produttiva coscienziosa.

Sia chiaro, qui di sopra enunciate sono solo alcune delle cautele da intraprendere a fini riproduttivi  - nell'allevamento sistematico, osservante di un'oculata selezione cinotecnica, i criteri da adottare si intendono mirati, specifici, tesi a garantire una qualità produttiva (valore genetico animale) in linea con i canoni raziali, come indicati dallo standard.

 

Il pastore tedesco di qualità é alla portata di tutti!

L'impiego di esemplari "giudicati" presso esposizioni specialistiche riconosciute dalla rispettiva associazione cinofila per la razza, che abbiano ottenuto una serie di valutazioni certificate di tipo morfologico e caratteriale, potrebbe condurre ad una più certa definizione qualitativa dell'allevato. Ma non è sufficiente neanche tale accorgimento per giungere ad un allevato di qualità!

Il solo raggiungimento di positive valutazioni cinognostiche (disponendo di un esemplare canino effettivamente meritorio) comporta un dispendio in tempo e denaro non indifferente.

Un esemplare di pastore tedesco "potenzialmente meritevole" di giudizi cinognostici quantomeno rassicuranti in riferimento a struttura corporea e caratteri psichici, ritengo sia argomento da trattarsi in altra sede, in ogni caso prerogativa di una produzione cinotecnica mirata.

E' opinione diffusa fra le persone superficialmente attratte dai modelli idealizzati di cane da pastore tedesco (vedi interpreti a 4 zampe dei vari film, serie di telefilm ecc. ecc), non ambire ad esemplari che abbiano la concreta possibilità di ben figurare presso i raduni cinofili specialistici in quanto al cane da pastore tedesco di particolare qualità é associato un prezzo d'acquisto  "esuberante" per le consuete esigenze di un cinofilo.

Naturalmente tale preconcetto trova una sua stravagante convinzione nel cinofilo superficiale e poco attento il quale perviene erroneamente ad una distinzione sommaria circa la determinazione dell'effettivo modello canino cui far riferimento solo in base alla discriminante economica. Tali persone non possono dirsi estimatori del Cane da pastore tedesco visto e considerato che non sono in grado di riconoscere le caratteristiche di razza, meno che mai apprezzarle degnamente.

Invero, la diffusione senza regole di un sottomercato non specialistico  ha decretato nell'ambito cinofilo molta confusione, specie in coloro che almeno a parole si definisco appassionati del pastore tedesco mentre quanto non sembra ancora essere ben fissato consta nel fatto che: ognuno ha modo di approcciare al meglio per quanto concerne il cane da pastore tedesco in possesso di requisiti raziali da Eccellente, a prescindere dalle proprie possibilità economiche.

La differenza economica che sussiste fra un cucciolo di pastore tedesco prodotto senza alcuna cautela di tipo allevatoriale ed un altro originato da un'oculata opera cinotecnica potrebbe risultare immediata ed evidente.

Giusto per esprimersi in concreto il range 1200/1500 euro si rende esemplificativo della media nazionale per un cucciolo femmina e/o maschio espressione di un allevato di buona qualità - tuttavia la spesa, se a primo impatto ritenuta importante non deve dissuadere l'aspirante cinofilo dal compiere la scelta giusta che lo preservi dal compiere esperienze non del tutto piacevoli.

Un cuccioletto proposto a 400-600 euro, in tutta obiettività dovrebbe essere regalato o quantomeno corrispondere economicamente al massimo del rimborso delle spese vive per la sua nascita e immediata profilassi vaccinale (100-200 euro).

Il range di prezzo fino agli 800 euro è subdolo. Attrae la moltitudine di cinofili che ritengono di effettuare una scelta economicamente congrua per approdare razionalmente ad un soggetto di sufficiente qualità, ma nella maggioranza dei casi così non é.

Non a caso,  giusto per evidenziare la poca informazione vigente fra i "passionisti di pastore tedesco",  a questa fascia di prezzo vengono ceduti sinanco esemplari a manto lungo, ovvero soggetti a squalifica dalla razza (vedi standard) proposti in modo fraudolento con l'appellativo di Altendeutsch! (vedi definizioni usate per indicare pseudo varietà di PT).

 

Intendiamoci..è possibile riferirsi presso il tale allevamento e spendere oltre 1000 euro e al contempo pervenire ad un esemplare di scarsa qualità raziale!

Non è semplice per il cinofilo estimatore di pastore tedesco ottenere il cucciolo in possesso di indubbi pregi e doti di razza cui egli ambisce da tempo. In effetti, osservare il solo parametro economico non sempre conduce alla scelta ottimale.

 

 

La scelta del cucciolo in rapporto a  Prezzo/Qualità

Godere dell''assistenza competente dell'allevatore

Nell'arco dei primi 12 mesi esaminando la situazione dal solo punto di vista economico, il divario dei costi sopra considerati tenderà ad invertirsi. Nella gran parte dei casi il cucciolo non opportunamente selezionato e/o allevato, acquistato presso un'entità non debitamente qualificata per quanto concerne l'allevamento della razza, diviene oggetto di molteplici spese per far fronte alla sua gestione generale (consulenza veterinaria, esami, trattamenti, adozione alimenti particolari, ecc, ecc.).

Assommando il prezzo d'acquisto iniziale seppur apparentemente modesto ai costi d'esercizio occorsi quantomeno durante il primo anno di vita, ebbene il cinofilo realizzerà una spesa complessiva pari se non superiore rispetto il prezzo mediamente praticato negli allevamenti di qualità per l'acquisizione di un cucciolo di pastore tedesco in possesso dei requisiti di razza!

Le cause adducibili all'attuarsi di tale condizione possono essere molteplici. In prima battuta dovute alla mancanza d'assistenza allevatoriale ove il cinofilo, non debitamente assistito durante la fase di accrescimento del cucciolo, viene lasciato libero di commettere (seppur involontariamente) errori grossolani a danno della salute del cucciolo.

Numerosi e conseguenti saranno i consulti medico veterinari, motivati da futili motivi (eccessiva apprensione) come anche giustificati da terapie, esami specialistici, qualora esitino le condizioni patologiche del caso.

Altra formidabile tendenza di questi ultimi anni (un serio rimprovero ai veterinari) vede consigliare il cinofilo affinché il proprio cucciolo venga sterilizzato (se femmina) e operato "a titolo preventivo" di "sinfisiodesi ischiopubica" per ridurre l'incorrere in divenire di un "eventuale" disturbo coxoarticolare, a prescindere dall'effettiva esigenza!

Niente di più deleterio, specie se a farne le spese sono esemplari di particolare pregio di razza (valutazione che non può essere apprezzata da un veterinario scevro da competenze di ordine cinognostico) che si vedono interdetta la possibilità di riprodursi.

In definitiva: l'assistenza dell'allevatore competente è quanto di meglio il cinofilo possa ambire oltre l'ottenimento di un cucciolo di effettivo pregio raziale e valore genetico.

 

I cuccioli di pastore tedesco indistintamente dai pregi di razza sono tutti bellissimi!

Cosa dire dei contributi fotografici qui di seguito proposti?

E' ovvio, persino scontato che il cinofilo neofita della razza canina cada in plausibili errori di valutazione qualora gli vengano proposti dei cuccioli paffuti, dallo sguardo languido, bisognosi d'affetto!

A prescindere dall'attrazione istintuale non è consigliabile entrare in possesso di un cucciolo al di sotto dei fisiologici 60 giorni d'età.

 

Motivi di ordine pratico-gestionale (svezzamento alimentare), sanitario (profilassi vaccinale) ed etologico (svolgimento tappe evolutive) prevedono che lo stesso allevatore si esuli dal cedere a terzi il cucciolo prodotto, mai al di sotto delle 9 settimane!

 

Anche agli occhi di un neofita obiettivo paiono da subito evidenti le differenze tipologiche e morfologiche riconducibili ad un cucciolo rappresentativo di un concreto imprimatur selettivo rispetto una tipologia d'allevato generico o quantomeno non sufficientemente tutelata nelle imprescindibili caratteristiche di razza.

 

Le immagini proposte secondo fascia d'età si commentano autonomamente ad attestare senza ombra di dubbio che all'accezione "cane da pastore tedesco" corrispondono nel pratico molteplici entità e tipologie allevatoriali.

 

Generalizzare su questo fondamentale assunto costituirebbe un grave errore di valutazione qualora l'estimatore della razza canina intenda pervenire ad un esemplare di effettiva qualità cinotecnica.

 

Cuccioli di pastore tedesco al di sotto dei 60 giorni di vita
     

 

 

   

Anche fra i piccolissimi, senza essere esperti della razza, traspare una certa differenza tipologica e morfologica.

(deficit tipologici e morfologici evidenti)
     

 
 
 

Cuccioli di 9-10 settimane di vita, di qualità, sufficientemente autonomi per assolvere al cambio di destinazione.

 

 

Anche in questa rassegna di immagini non è complicato rilevare le diverse tipologie d'allevato.
(deficit di struttura palesi, cuccioli non debitamente trattati avverso le elmintiasi)
     

 

Note: la consegna del cucciolo, nello stato di salute e forma fisica in cui si trova,  riveste un'importanza fondamentale. Molto di frequente, profilassi vaccinali mal eseguite, disturbi intestinali pregressi o non del tutto ben esitati e/o condizioni patologiche che interessano l'apparato GI del cucciolo, sono alcune fra le più ricorrenti evenienze che incidono fortemente sulla sua presa in carico.

Lo stress da separazione (dal sito d'allevamento alla nuova destinazione abitativa) è un evento cui il cucciolo necessariamente deve far fronte. Non in pochi casi, a seguito di tale disagio, concorrono sintomatologie di tipo psicosomatico.

In questo particolare contesto è opportuno che il cinofilo segua le istruzioni fornite dall'allevatore circa le cautele da adottare affinché il nuovo componente del "branco" familiare abbia ad integrarsi nel modo più consono possibile attraverso il corretto espletamento delle seguenti azioni:

 

  • contatto (percezione tattile in grado di attestare presenza);

  • calore (il contatto corporeo veicola calore, percezione sensoriale che induce nel cucciolo sicurezza, protezione, e specie nei mesi freddi, supporto della funzione termoregolatrice);

  • soddisfazione alimentare (bisogno primario. Il cucciolo di PT è molto vorace, deve far fronte ad un fabbisogno energetico perché egli possa svilupparsi adeguatamente. La dieta da somministrare dovrà rendersi disponibile ad orari ben precisi della giornata, essere appetibile ed esaustiva nell'apporto di nutrienti, dal punto di vista quantitativo - qualitativo).

  • attività ludico-motoria-sociale (insieme di attività fisiche e interazioni socializzanti alle quali il cucciolo dovrà rapportarsi di concerto ai componenti del "branco" d'adozione).

  • riposo (il cucciolo di PT richiede di molte ore di riposo - è opportuno lasciargliele disporre).

     
Ulteriori tipologie di allevato (qualità cinotecnica deficitaria)
     

     

     
     

Al traguardo ideale dei 12 mesi, ovvero, lasso di tempo utile per osservare nel pastore tedesco la definizione del fenotipo a seguito dello sviluppo giovanile, l'ideale raffronto tra le concezioni riproduttive - a prescindere dai relativi costi -  risulterà palese e visivamente rilevabile anche al neofita della razza (vedi esempi fotografici).

 

12 mesi di età: primo significativo step alla completa definizione strutturale

Esemplari di varia qualità (leggi sottotitoli)

 

 

Spiccate qualità tipologiche. Costruzione d'insieme corretta e armoniosa, tipica di un esemplare in grado di sviluppare un lavoro fisico coerente ed efficace.   Presenti svariati difetti di costruzione, parziale disarmonia d'insieme. Elementi tali da determinare conseguenti deficit nella produzione di movimento.
     

 

Molteplici difetti di costruzione, funzionali alla produzione di un moto efficace, volto ad assolvere sforzi fisici intensi e prolungati (limitazioni fisico-prestazionali ).

Palesi deficit di tipologia e costruzione. Limitazioni strutturali tali da inficiare la produzione di un efficace movimento e assolvere ad un rendimento prestazionale.

Note: contributi fotografici di giovani esemplari canini tratti dal Forum Italiano del pastore tedesco www.forumpastoretedesco.org

 

Un esemplare la cui parvenza tipologica ricordi il cane da pastore tedesco da standard, giusto come aspetto esteriore, non può definirsi propriamente tale, anche se provvisto di un certificato d'origine riconosciuto.

In tutta sincerità occorre acuire un appropriato metro di valutazione perché un esemplare possa definirsi compiutamente "cane da pastore tedesco", motivo per il quale, lato cinofilo, prima d'intentare una scelta affrettata, motivata da fattori fuorvianti, sarebbe quantomeno auspicabile formarsi un'idea più definita sull'etnia canina di riferimento, come ad esempio leggere lo standard FCI che regola i parametri morfologici e caratteriali e ancora informarsi adeguatamente prima d'incorrere in esperienze poco soddisfacenti.

Questo sito web, sin dalla sua registrazione in rete, pioneristica per quanto concerne il Cane da pastore tedesco, "tenta" di fornire un'informazione netta, obiettiva e comprensibile a tutti i cinofili affinché giunga chiaro il concetto di razza canina con le rispettive caratteristiche tipologiche, morfologiche e comportamentali.

Ad oggi si generalizza con fin troppa disinvoltura accennando al Cane da pastore tedesco.

Una cosa è certa, non tutti gli esemplari sono eguali, come anche il concetto allevatoriale attraverso il quale essi sono stati generati si differenzia nettamente in relazione all'azione cinotecnica intrapresa.

Nella gran parte dei casi, comportamenti superficiali commisti ad iniziative allevatoriali non del tutto strutturate, scevre dalle ovvie cautele di ordine cinotecnico, hanno cagionato un progressivo scadimento qualitativo della razza in ordine alla degna preservazione delle peculiari caratteristiche etniche (tipologia, morfologia, carattere).

Inoltre, non adottando compiutamente le più elementari norme e cautele inerenti la produzione canina di esemplari di razza, anche per quanto concerne la sanità costituzionale, nell'allevamento non debitamente monitorato incorre il concreto rischio d'incidenza di difetti ereditari a varia eziologia (disturbi articolari e/o rachidei, malattie trasmissibili a carico delle funzionalità digestive, endocrine, cardiocircolatorie, ecc, ecc) mettendo a repentaglio la qualità di vita degli esemplari derivati da accoppiamenti non debitamente verificati da un pregresso monitoraggio generazionale (progeny-test).

Inutile accennare ai patemi d'animo, allo stato di apprensione cui l'ignaro quanto incauto cinofilo dovrà far fronte al determinarsi di *eventi a danno della salute del proprio esemplare di pastore tedesco (o supposto tale). Nella migliore delle ipotesi, qualora gravi patologie e/o disfunzioni organiche non avessero luogo, le intrinseche caratteristiche di tipo, morfologia e caratteri psichici non potrebbero dirsi compiutamente rispettate (leggi standard).

*frequenti ricorsi a prestazioni medico veterinarie, progressivo dispendio in denaro.

 

 
Un ultimo accenno all'iscrizione dei cuccioli ed al rilascio di un pedigree ufficiale ENCI
 
La lettura di un pedigree non è molto chiara ai neofiti della cinofilia.

Le generazioni iscritte e relativi elementi didascalici (vedi legenda) certificano l'origine, mentre la valutazione delle ascendenze, intrapresa come singolo criterio d'allevamento, può dirsi solo complementare ad ulteriori accorgimenti di ben altra valenza, dal punto di vista cinotecnico.

Quante volte si é inteso proclamare: il tale cucciolo è figlio, di campioni! Poi che l'ascendenza risalga al 3° o al 5° grado di parentela poco tange!

Nella maggioranza dei pedigree emessi, in effetti non é inconsueto rilevare nomi di esemplari eletti campioni nazionali o internazionali. Non è certo il criterio delle ascendenze a costituire sinonimo di qualità nel singolo cucciolo! 

Risalendo i percorsi dinastici è persino auspicabile che il proprio cucciolo si rifaccia al primo esemplare di pastore tedesco, Hektor von Linksrhein, o male che vada ad un suo diretto consanguineo come Luchs Sparwasser o Mari Grafrath!

I presupposti selettivi cui far fede sono numerosi e non si limitano alla sola menzione delle ascendenze notorie, alle volte dettate maggiormente da tendenze del momento (linea di sangue o stallone alla moda) ancor più che riconducibili ad effettive esigenze e cautele riproduttive atte al mantenimento delle intrinseche peculiarità raziali.

In conclusione, il cinofilo è soggetto a molte incognite allorquando intenda cimentarsi nella scelta di un cucciolo di razza (nel qual caso il cane da pastore tedesco).

E' di fondamentale importanza riferirsi presso un allevamento dove nette si evincano le competenze cinotecniche e altrettanto palese risulti il rispetto e la passione verso la razza canina prodotta (specializzazione monorazza, preferibilmente).

Allo stesso modo, l'estimatore lecitamente desideroso d'approcciare ad un esemplare di pastore tedesco detentore di indubbi pregi e doti raziali, dovrà essere ascoltato, tenuto nella dovuta considerazione, opportunamente instradato dall'allevatore secondo effettive attitudini cinofile, assistito e supportato opportunamente nella gestione dell'esemplare canino (da verificare la predisposizione della persona nel detenere e relazionare adeguatamente con un cane da pastore di taglia medio grande).

 

In conclusione

I punti tematici sopra esposti possono dirsi soltanto introduttivi ad un argomento cui si rende opportuna la massima cautela. Un esemplare di pastore tedesco mediamente ha modo di convivere nella famiglia di adozione per almeno 14-15 anni.

Avere l'occasione di entrare a stretto contatto con operatori del settore allevamento la cui competenza ed etica professionale siano pubblicamente riconosciute rappresenta la massima garanzia ottenibile per il passionista neofita del cane da pastore tedesco.

 
I proclami altisonanti, ridondanti, riscontrabili in molteplici siti web relativi a svariati contesti allevatoriali non devono trarre in inganno il cinofilo. Molte sono le contraddizioni e persino le inesattezze in materia cinotecnica, cinognostica, cinologica, rilevabili dalla semplice lettura dei loro contenuti.

Addirittura si riscontrano diciture inammissibili, pseudovarianti raziali, invenzioni varie:

Pastore tedesco alsaziano o pelo lungo, Pastore tedesco di razza gigante, oppure la variante altendeutsch se non altro per giustificare e probabilmente ingentilire un esemplare canino avente tipologia prossima al cane da pastore tedesco, dalla mole fin troppo esuberante, dal manto non compreso nei modelli annoverati dallo standard. E ancora, pastore tedesco a manto bianco, blu,  ecc, ecc, ecc.

Insomma, da diversi anni si assiste ad un mercato per certi aspetti penoso  oltre che fuorviante, votato a solo fine di lucro, vista la notevole ignoranza che regna sovrana in materia di Cane da pastore tedesco!

Il tutto va a danno del cane da pastore tedesco e della sua integrità raziale. Basti pensare che a distanza di pochi decenni dalla ratifica ufficiale (1899) divenne la razza canina più nota nei 5 continenti, nonostante prima una e poi la seconda guerra mondiale limitarono notevolmente il corso della selezione sin ad allora ottenuta.

Oggi in Italia si assiste miserevolmente ad un progressivo decremento delle nascite e conseguentemente di nuove iscrizioni. Il cane da pastore tedesco da razza canina quantitativamente più allevata, da qualche anno a questa parte è stata sopravanzata dal Setter (16.000 a fronte di 16.800 unità - vedi statistiche ufficiali FCI anno 2005) facendo registrare una vistosa flessione numerica, se si paragona tale dato statistico alle 24-28.000 unità relative a 5-10 anni indietro!

Non a caso nel web si rinvengono annunci dove si propongono cuccioli di pastori tedesco o reputati tali, addirittura con o senza pedigree a seguito di un ulteriore sgravio sul prezzo d'acquisto! Semplicemente allucinante! Purtroppo, molte persone (non le definirei compiutamente "passionisti del pastore tedesco") incautamente accedono ad un sistema di mera compravendita, che consolidano con comportamenti colpevolmente superficiali. Nel qual caso la concezione di "Cane da pastore tedesco" attenderà solo a riscontri pratici piuttosto approssimativi.

Di seguito sono espressi alcuni punti nodali meritevoli di uno spunto di riflessione relativamente alla scelta dell'esemplare di pastore tedesco.

In bocca al lupo!

Vademecum per l'acquirente del cucciolo di pastore tedesco

  • Non aver fretta nel decidere l'acquisto del cane. Occorre ponderare tutti i vari aspetti  conseguenti la gestione ottimale (ambiente idoneo, tempo a disposizione, supporto allevatoriale specialistico durante la fase di sviluppo).

  • Documentarsi riguardo il settore cinofilo d'elezione (lettura e comprensione dello standard ufficiale della razza, acculturamento generale sul cane da pastore tedesco, excursus conoscitivo sugli allevamenti di chiara fama ed etica professionale, lettura testi specifici, navigazione web presso siti che assicurino un opportuno livello informativo (niente gossip cinofilo..).

  • Affidarsi a veri professionisti del settore. La vera garanzia a conti fatti è costituita dalla passione che anima l'opera di allevamento, le capacità cinotecniche espresse nel tempo possibilmente in modo continuativo, la nomea dell'affisso cinofilo, la sua tradizione. Un distinguo merita la valenza dei risultati conseguiti in ambito agonistico-espositivo in Italia e in Germania (madrepatria del pastore tedesco - massimo Campionato per l'allevamento), sebbene il conseguimento esclusivo di risultati espositivi non assicuri  in modo sistematico  l'ottenimento di un buon esemplare (estremizzazione del trend allevatoriale, pochi esemplari di pregio votati alla carriera agonistica a fronte di una produzione generale di medio-bassa qualità raziale). Invero è interesse primario dell'Allevamento dotare il semplice appassionato d'un esemplare canino che soddisfi pienamente le sue aspettative (quale miglior pubblicità?), assisterlo concretamente affinché il cucciolo evolva in età matura in condizioni ottimali.

  • Non relazionarsi in modo preconcetto o prevenuto nei confronti dell'allevatore o peggio ritenere d'essere esperti provetti per il solo fatto di aver letto alcuni testi o essere abbonati a qualche rivista cinofila! (un po' di umiltà). Ascoltate con attenzione quanto viene consigliato, e anzi interloquire in modo che le vostre esigenze cinofile finalizzate all'acquisto di un buon cucciolo di cane pastore tedesco trovino una concreta risposta.

  • Una semplice occhiata alla location dell'allevamento é indicativa, tuttavia passione cinofila, competenza cinotecnica ed etica professionale non sono qualità che albergano di concerto in un unico contesto allevatoriale.

  • Il soggetto canino di qualità ha un costo definito. Diffidare da chi mercanteggia sul prezzo ( un  cucciolo di Cane da Pastore tedesco di buona qualità costa mediamente 1300/1500 €). Il prodotto di un'oculata selezione cinotecnica non prevede sconti da saldi!

  •  Un esemplare di pastore tedesco ha modo di allietare la vita del nucleo familiare cui sarà destinato per almeno 13/15 anni. Un estimatore della razza che si reputi tale avrà l'ambizione di accogliere un Cane da Pastore tedesco propriamente detto, per sanità costituzionale, pregi morfologici e doti caratteriali  (come da standard).

  • Un cucciolo di Pastore Tedesco perché possa essere affidato al privato deve aver compiuto almeno 9-10 settimane per ovvi motivi  di cautela (svezzamento dalla madre, assolvimento primissimi step evolutivi, profilassi vaccinale, inoculazione microchip e/o impressione del tatuaggio, relative certificazioni di nascita, libretto sanitario, ecc, ecc) . Diffidare da subito quando il piccolo viene proposto al di sotto di questa età in quanto  vengono meno gli interessi del cane e tantomeno quelli del cinofilo! A seguito della cessione  l'allevatore dovrebbe essere in grado di coadiuvare adeguatamente il cinofilo a garanzia dell'ottimale sviluppo del cucciolo.  Il "supporto allevatoriale specialistico" è di fondamentale importanza al ché il cucciolo abbia ad accrescere sano, robusto senza esitare disturbi o deficit nella definizione osteo-articolare e più ampiamente costituzionale, oltre a costituire utili indicazioni di massima per il corretto sviluppo psicofisico. Demandare da subito e completamente tale compito ad un veterinario, seppur appositamente indicato dall'allevatore, non rientra propriamente nell' etica comportamentale dell'operatore cinotecnico. Ottenere un valido riferimento medico veterinario é essenziale per il cinofilo, tuttavia é auspicio comune che l'effettivo ricorso a tali prestazioni si limiti ai controlli di routine (cicli vaccinali, esami delle feci, radiografie, ecc, ecc).

  • Al sopravvenire di difetti, vizi e tare molli - cioè difetti lievi come anche gravi, da squalifica  -  diagnosticati con certezza, segnalati tempestivamente, nei tempi di effettiva evidenza  - l'allevatore ha la responsabilità morale e civile di sostituire il cucciolo, tranne che l'acquirente ne faccia esplicita rinuncia (per ovvi motivi affettivi). In ogni caso, fra estimatore del pastore tedesco ed allevatore si devono instaurare dei rapporti di comunicativa chiari e inequivocabili anche quando dovessero sopravvenire eventuali disagi. L'allevatore da par suo deve essere ben conscio dell'idoneità psicofisica della sua produzione cinotecnica. Il cinofilo in genere non ha le competenze per ravvisare nel cucciolo scelto o proposto vizi o difetti ereditari palesi , di varia natura indotti da una parziale o assente adozione delle più ovvie cautele selettive perché presenti in linea materna e/o paterna con andamento progressivo/degenerativo. Ebbene, anche in presenza di eventuali difetti l'allevatore è tenuto espressamente ad informare il cinofilo, altrimenti nell'ambito della transazione si potrebbe configurare l'ipotesi di dolo contrattuale. Una cosa è certa, non si deve approfittare della buona fede e/o poca competenza altrui. Il rapporto intrapreso da allevatore (cedente) e cinofilo (acquirente) si pone alla stregua delle transazioni di un bene (esemplare canino di razza) intrapreso fra soggetti privati, eventuali divergenze non appianabili sono regolate dal codice civile.

 

  • In conclusione, la vera garanzia cui il cinofilo ha ragione di ambire é data dalla cristallina competenza, dal comportamento etico e soprattutto dalla grande passione verso il cane da pastore tedesco che anima gli atti del titolare d'affisso cinofilo riconosciuto ENCI/FCI. Sarà perciò nel pieno interesse del medesimo allevatore produrre dei cuccioli di indiscusso pregio tutelando l'integrità di razza e soddisfacendo appieno le aspettative dell'appassionato di Cane da pastore tedesco.

            A cura di Dario Sgroi - aggiornato agosto 2010

 

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