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IL CANE DA PASTORE TEDESCO di Dario Sgroi Pagina 3 |
Guida sommaria alla scelta del cucciolo di qualità raziale: accorgimenti e considerazioni di massima
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Argomenti e consigli utili per il cinofilo Lo sviluppo fisiologico Il cane da pastore tedesco è un soggetto avente formato di taglia medio grande e caratteristiche tipologiche proprie del gruppo dei lupoidi. L'età di accrescimento strutturale è compresa indicativamente sino ai 12 mesi. Dai 12 ai 24 mesi si ha la fase di consolidamento ponderale-strutturale con la definizione delle masse corporee. Suddivisione dei periodi di età:
L'età adulta è raggiunta per definizione a 24 mesi, ma nel pastore tedesco intorno ai 36 mesi di età si apprezza nel soggetto canino una maggiore maturità d'insieme a conferma del consolidamento della struttura ossea formatasi in età giovane-adulta ed un'opportuna distribuzione delle masse muscolari. La testa in particolare, assume definizione e imponenza evidenziando nel soggetto canino il genere sessuale. Il periodo di maggiore fisicità s'individua dai 3 ai 6 anni di età, dopo di ché seguirà seppur gradatamente, il progressivo declino fisiologico che affligge tutti gli esseri viventi (il cane da pastore tedesco entra nella fascia senile dal nono anno di età). In età avanzata é di particolare importanza mantenere il soggetto di cane da pastore tedesco in peso forma senza eccedere nella razione alimentare, anzi approntando la dieta in modo di apportare protidi di alto valore nutrizionale e in quantità adeguata affinché gli amminoacidi essenziali e non essenziali metabolizzati possa trovare impiego nella definizione di nuovi composti proteici per assolvere alla fisiologia dell'organismo.
Cenni sulle componenti dietetiche
I lipidi assunti devono essere attinti da materie prime di qualità, facilmente assimilabili per non affaticare l'apparato digestivo, oltre poi fornire agevolmente energia all'organismo del cane. L'apporto di polisaccaridi deve comprendere cereali di pregio (riso, mais) i quali opportunamente trattati, dovranno apportare al digestivo un moderato contenuto in fibre fermentiscibili. I lipidi sono caratterizzati da un valore energetico pressoché doppio rispetto proteine e zuccheri, a fronte di circa 9 KCal/g, seguono di pari passo, proteine e zuccheri con circa 4 KCal/g. L'apporto energetico fornito dalla dieta dovrà esprimere compiutamente il fabbisogno calorico giornaliero (EM) riferibile a grandi linee al Peso metabolico del cane rapportato alla taglia ed al tenore di vita svolto. Si perviene alla definizione del fabbisogno metabolico giornaliero attraverso un semplice calcolo nel quale il Peso in vivo (PV), massa ponderale dal soggetto espressa in Kg. viene elevato a 0,75 e moltiplicato al coefficiente K definito di volta in volta secondo l'attività fisica intrapresa (Cane inattivo 132; attivo 145; molto attivo 200; sforzo prolungato 300) E.M. = PV 0.75 ´ K
Ad esempio, una femmina adulta del peso di 29 kg in tenore di mantenimento (Metabolismo basale)= fabbisogno energetico + termoregolazione + attività motoria tendente al sedentario) necessiterà di circa 1550-1650 Kcal/die. A sua volta, il fabbisogno calorico basale dovrà essere raggiunto attraverso l'apporto debitamente frazionato fra i nutrienti elettivi (proteine, lipidi, fibre, zuccheri), ecc, ecc. Tali accorgimenti ed altri ancora di tipo gestionale possono salvaguardare il cane da patologie irreversibili relative l'integrità della struttura di sostegno con particolare accenno alle articolazioni gravitarie (articolazioni di anche, gomiti, ecc.), da un prematuro degrado morfologico e funzionale. Ad esempio, la displasia delle anche è un disturbo osteoartrosico di origine poligenetica e multifattoriale con andamento degenerativo in grado d'inficiare la struttura coxoarticolare e relative funzionalità. In maggioranza affligge le razze canine di taglia grande e gigante, avendo corso degenerativo, col procedere degli anni tale disordine articolare può cagionare nell'esemplare interessato un netto e graduale abbassamento della qualità di vita (difetti e/o difficoltà nella deambulazione, algie, disagio psicofisico, stato di stress, ecc, ecc). Molto spesso con l'insorgenza di forme precoci, l'evidenza conclamata di HD impone in soggetti giovani l'adozione di interventi chirurgici ricostruttivi d'una certa invasività (TPO, protesi articolare) con l'intento di ripristinare la condizione articolare con le specifiche funzioni di sostegno e deambulazione. In casi meno gravi, se sottoposto ad un'attenta preservazione della fisiologia articolare, il cane può godere d'una quieta vecchiaia (la displasia dell'anca nella maggioranza delle casistiche rilevate può dirsi in prevalenza di forma acquisita). L'aspettativa di vita per un cane da pastore tedesco si aggira mediamente intorno ai 13/15 anni. Più di rado, alcuni esemplari hanno raggiunto la venerabile età di 18 anni (vedi tabella comparativa con l'età dell'uomo), tuttavia é certo che un'oculata gestione generale dell'esemplare di pastore tedesco (dieta, integrazioni alimentari mirate, cure e attenzioni varie) si rende propedeutica affinché alla soggettiva longevità del cane consti un'altrettanto auspicabile perdurare delle basilari condizioni di benessere psicofisico.
Tabella comparativa età uomo-cane
L'acquisto del cucciolo e le cautele da adottareEstratti concettuali, riferimenti economici, da il "Forum Italiano del pastore tedesco"
Il cane da Pastore tedesco appartiene ad una razza appositamente costituita per essere a completo servizio dell'uomo: spiccata attitudine in particolari impieghi (funzione ausiliaria), compagnia, sorveglianza, guardia e difesa.Il possesso di un cane di razza con tali prerogative deve essere conseguente ad una ponderata presa di coscienza, meno che mai costituire un incentivo economico allo scandaloso mercato ormai diffuso da tempo a danno dell'integrità di razza (vedi produzioni interne prive di ogni controllo e verifica cinotecnica e/o importazione dai paesi dell'est Europa, bacini d'approvvigionamento ai quali non pochi affissi cinofili riconosciuti ENCI/FCI fanno ricorso contravvenendo alle norme del codice etico dell'allevamento - vedi di seguito link ENCI).La figura dell'allevatore dovrebbe evidenziare innanzitutto la profonda passione verso il cane da pastore tedesco, in secondo luogo costituire per il cinofilo il riferimento ideale alla scelta che lo condurrà all'acquisizione del cucciolo di pastore tedesco: rappresentante effettivo dell'etnia canina d'appartenenza come da standard ufficiale della razza.
Non si acquista un cane da pastore tedesco come fosse un genere commerciale inanimato: un'automobile, delle scarpe, un PC o qualsiasi altro bene di valore.Non tutti gli esemplari possono dirsi qualitativamente eguali (ogni allevamento esprime una produzione cinotecnica ben distinta per pregi e doti di razza peculiari). In secondo luogo, il prezzo d'acquisto dovrebbe costituire la risultante in vivo dell'esemplare di razza cui si perviene, ottimizzare la propria spesa può solo corrispondere al raggiungimento di un ottimale rapporto qualità/prezzo.
L'allevatore nell'intraprendere la propria opera di selezione cinotecnica deve essere pienamente conscio di offrire al cinofilo un esemplare
privo di difetti da squalifica, che risponda ai canoni raziali.
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| Cuccioli di pastore tedesco al di sotto dei 60 giorni di vita | ||
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Anche fra i piccolissimi, senza essere esperti della razza, traspare una certa differenza tipologica e morfologica. |
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| (deficit tipologici e morfologici evidenti) | ||
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| Cuccioli di 9-10 settimane di vita, di qualità, sufficientemente autonomi per assolvere al cambio di destinazione. |
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| Anche in questa rassegna di immagini non è complicato rilevare le diverse tipologie d'allevato. | ||
| (deficit di struttura palesi, cuccioli non debitamente trattati avverso le elmintiasi) | ||
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| Note: la consegna del cucciolo, nello stato di salute e forma fisica in cui si trova, riveste un'importanza fondamentale. Molto di frequente, profilassi vaccinali mal eseguite, disturbi intestinali pregressi o non del tutto ben esitati e/o condizioni patologiche che interessano l'apparato GI del cucciolo, sono alcune fra le più ricorrenti evenienze che incidono fortemente sulla sua presa in carico. Lo stress da separazione (dal sito d'allevamento alla nuova destinazione abitativa) è un evento cui il cucciolo necessariamente deve far fronte. Non in pochi casi, a seguito di tale disagio, concorrono sintomatologie di tipo psicosomatico. In questo particolare contesto è opportuno che il cinofilo segua le istruzioni fornite dall'allevatore circa le cautele da adottare affinché il nuovo componente del "branco" familiare abbia ad integrarsi nel modo più consono possibile attraverso il corretto espletamento delle seguenti azioni:
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| Ulteriori tipologie di allevato (qualità cinotecnica deficitaria) | ||
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Al traguardo ideale dei 12 mesi, ovvero, lasso di tempo utile per osservare nel pastore tedesco la definizione del fenotipo a seguito dello sviluppo giovanile, l'ideale raffronto tra le concezioni riproduttive - a prescindere dai relativi costi - risulterà palese e visivamente rilevabile anche al neofita della razza (vedi esempi fotografici).
12 mesi di età: primo significativo step alla completa definizione strutturale
Esemplari di varia qualità (leggi sottotitoli)
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| Spiccate qualità tipologiche. Costruzione d'insieme corretta e armoniosa, tipica di un esemplare in grado di sviluppare un lavoro fisico coerente ed efficace. | Presenti svariati difetti di costruzione, parziale disarmonia d'insieme. Elementi tali da determinare conseguenti deficit nella produzione di movimento. | |
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| Molteplici difetti di costruzione, funzionali alla produzione di un moto efficace, volto ad assolvere sforzi fisici intensi e prolungati (limitazioni fisico-prestazionali ). |
Palesi deficit di tipologia e costruzione. Limitazioni strutturali tali da inficiare la produzione di un efficace movimento e assolvere ad un rendimento prestazionale. |
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| Note: contributi fotografici di giovani esemplari canini tratti dal Forum Italiano del pastore tedesco www.forumpastoretedesco.org | ||
Un esemplare la cui parvenza tipologica ricordi il cane da pastore tedesco da standard, giusto come aspetto esteriore, non può definirsi propriamente tale, anche se provvisto di un certificato d'origine riconosciuto.
In tutta sincerità occorre acuire un appropriato metro di valutazione perché un esemplare possa definirsi compiutamente "cane da pastore tedesco", motivo per il quale, lato cinofilo, prima d'intentare una scelta affrettata, motivata da fattori fuorvianti, sarebbe quantomeno auspicabile formarsi un'idea più definita sull'etnia canina di riferimento, come ad esempio leggere lo standard FCI che regola i parametri morfologici e caratteriali e ancora informarsi adeguatamente prima d'incorrere in esperienze poco soddisfacenti.
Questo sito web, sin dalla sua registrazione in rete, pioneristica per quanto concerne il Cane da pastore tedesco, "tenta" di fornire un'informazione netta, obiettiva e comprensibile a tutti i cinofili affinché giunga chiaro il concetto di razza canina con le rispettive caratteristiche tipologiche, morfologiche e comportamentali.
Ad oggi si generalizza con fin troppa disinvoltura accennando al Cane da pastore tedesco.
Una cosa è certa, non tutti gli esemplari sono eguali, come anche il concetto allevatoriale attraverso il quale essi sono stati generati si differenzia nettamente in relazione all'azione cinotecnica intrapresa.
Nella gran parte dei casi, comportamenti superficiali commisti ad iniziative allevatoriali non del tutto strutturate, scevre dalle ovvie cautele di ordine cinotecnico, hanno cagionato un progressivo scadimento qualitativo della razza in ordine alla degna preservazione delle peculiari caratteristiche etniche (tipologia, morfologia, carattere).
Inoltre, non adottando compiutamente le più elementari norme e cautele inerenti la produzione canina di esemplari di razza, anche per quanto concerne la sanità costituzionale, nell'allevamento non debitamente monitorato incorre il concreto rischio d'incidenza di difetti ereditari a varia eziologia (disturbi articolari e/o rachidei, malattie trasmissibili a carico delle funzionalità digestive, endocrine, cardiocircolatorie, ecc, ecc) mettendo a repentaglio la qualità di vita degli esemplari derivati da accoppiamenti non debitamente verificati da un pregresso monitoraggio generazionale (progeny-test).
Inutile accennare ai patemi d'animo, allo stato di apprensione cui l'ignaro quanto incauto cinofilo dovrà far fronte al determinarsi di *eventi a danno della salute del proprio esemplare di pastore tedesco (o supposto tale). Nella migliore delle ipotesi, qualora gravi patologie e/o disfunzioni organiche non avessero luogo, le intrinseche caratteristiche di tipo, morfologia e caratteri psichici non potrebbero dirsi compiutamente rispettate (leggi standard).
*frequenti ricorsi a prestazioni medico veterinarie, progressivo dispendio in denaro.
Le generazioni iscritte e relativi elementi didascalici (vedi legenda) certificano l'origine, mentre la valutazione delle ascendenze, intrapresa come singolo criterio d'allevamento, può dirsi solo complementare ad ulteriori accorgimenti di ben altra valenza, dal punto di vista cinotecnico.
Quante volte si é inteso proclamare: il tale cucciolo è figlio, di campioni! Poi che l'ascendenza risalga al 3° o al 5° grado di parentela poco tange!
Nella maggioranza dei pedigree emessi, in effetti non é inconsueto rilevare nomi di esemplari eletti campioni nazionali o internazionali. Non è certo il criterio delle ascendenze a costituire sinonimo di qualità nel singolo cucciolo!
Risalendo i percorsi dinastici è persino auspicabile che il proprio cucciolo si rifaccia al primo esemplare di pastore tedesco, Hektor von Linksrhein, o male che vada ad un suo diretto consanguineo come Luchs Sparwasser o Mari Grafrath!
I presupposti selettivi cui far fede sono numerosi e non si limitano alla sola menzione delle ascendenze notorie, alle volte dettate maggiormente da tendenze del momento (linea di sangue o stallone alla moda) ancor più che riconducibili ad effettive esigenze e cautele riproduttive atte al mantenimento delle intrinseche peculiarità raziali.
In conclusione, il cinofilo è soggetto a molte incognite allorquando intenda cimentarsi nella scelta di un cucciolo di razza (nel qual caso il cane da pastore tedesco).
E' di fondamentale importanza riferirsi presso un allevamento dove nette si evincano le competenze cinotecniche e altrettanto palese risulti il rispetto e la passione verso la razza canina prodotta (specializzazione monorazza, preferibilmente).
Allo stesso modo, l'estimatore lecitamente desideroso d'approcciare ad un esemplare di pastore tedesco detentore di indubbi pregi e doti raziali, dovrà essere ascoltato, tenuto nella dovuta considerazione, opportunamente instradato dall'allevatore secondo effettive attitudini cinofile, assistito e supportato opportunamente nella gestione dell'esemplare canino (da verificare la predisposizione della persona nel detenere e relazionare adeguatamente con un cane da pastore di taglia medio grande).
In conclusione
I punti tematici sopra esposti possono dirsi soltanto introduttivi ad un argomento cui si rende opportuna la massima cautela. Un esemplare di pastore tedesco mediamente ha modo di convivere nella famiglia di adozione per almeno 14-15 anni.
Avere l'occasione di entrare a stretto contatto con operatori del settore allevamento la cui competenza ed etica professionale siano pubblicamente riconosciute rappresenta la massima garanzia ottenibile per il passionista neofita del cane da pastore tedesco.
Addirittura si riscontrano diciture inammissibili, pseudovarianti raziali, invenzioni varie:
Pastore tedesco alsaziano o pelo lungo, Pastore tedesco di razza gigante, oppure la variante altendeutsch se non altro per giustificare e probabilmente ingentilire un esemplare canino avente tipologia prossima al cane da pastore tedesco, dalla mole fin troppo esuberante, dal manto non compreso nei modelli annoverati dallo standard. E ancora, pastore tedesco a manto bianco, blu, ecc, ecc, ecc.
Insomma, da diversi anni si assiste ad un mercato per certi aspetti penoso oltre che fuorviante, votato a solo fine di lucro, vista la notevole ignoranza che regna sovrana in materia di Cane da pastore tedesco!
Il tutto va a danno del cane da pastore tedesco e della sua integrità raziale. Basti pensare che a distanza di pochi decenni dalla ratifica ufficiale (1899) divenne la razza canina più nota nei 5 continenti, nonostante prima una e poi la seconda guerra mondiale limitarono notevolmente il corso della selezione sin ad allora ottenuta.
Oggi in Italia si assiste miserevolmente ad un progressivo decremento delle nascite e conseguentemente di nuove iscrizioni. Il cane da pastore tedesco da razza canina quantitativamente più allevata, da qualche anno a questa parte è stata sopravanzata dal Setter (16.000 a fronte di 16.800 unità - vedi statistiche ufficiali FCI anno 2005) facendo registrare una vistosa flessione numerica, se si paragona tale dato statistico alle 24-28.000 unità relative a 5-10 anni indietro!
Non a caso nel web si rinvengono annunci dove si propongono cuccioli di pastori tedesco o reputati tali, addirittura con o senza pedigree a seguito di un ulteriore sgravio sul prezzo d'acquisto! Semplicemente allucinante! Purtroppo, molte persone (non le definirei compiutamente "passionisti del pastore tedesco") incautamente accedono ad un sistema di mera compravendita, che consolidano con comportamenti colpevolmente superficiali. Nel qual caso la concezione di "Cane da pastore tedesco" attenderà solo a riscontri pratici piuttosto approssimativi.
Di seguito sono espressi alcuni punti nodali meritevoli di uno spunto di riflessione relativamente alla scelta dell'esemplare di pastore tedesco.
In bocca al lupo!
Un cucciolo di Pastore Tedesco perché possa essere affidato al privato deve aver compiuto almeno 9-10 settimane per ovvi motivi di cautela (svezzamento dalla madre, assolvimento primissimi step evolutivi, profilassi vaccinale, inoculazione microchip e/o impressione del tatuaggio, relative certificazioni di nascita, libretto sanitario, ecc, ecc) . Diffidare da subito quando il piccolo viene proposto al di sotto di questa età in quanto vengono meno gli interessi del cane e tantomeno quelli del cinofilo! A seguito della cessione l'allevatore dovrebbe essere in grado di coadiuvare adeguatamente il cinofilo a garanzia dell'ottimale sviluppo del cucciolo. Il "supporto allevatoriale specialistico" è di fondamentale importanza al ché il cucciolo abbia ad accrescere sano, robusto senza esitare disturbi o deficit nella definizione osteo-articolare e più ampiamente costituzionale, oltre a costituire utili indicazioni di massima per il corretto sviluppo psicofisico. Demandare da subito e completamente tale compito ad un veterinario, seppur appositamente indicato dall'allevatore, non rientra propriamente nell' etica comportamentale dell'operatore cinotecnico. Ottenere un valido riferimento medico veterinario é essenziale per il cinofilo, tuttavia é auspicio comune che l'effettivo ricorso a tali prestazioni si limiti ai controlli di routine (cicli vaccinali, esami delle feci, radiografie, ecc, ecc).
Al sopravvenire di difetti, vizi e tare molli - cioè difetti lievi come anche gravi, da squalifica - diagnosticati con certezza, segnalati tempestivamente, nei tempi di effettiva evidenza - l'allevatore ha la responsabilità morale e civile di sostituire il cucciolo, tranne che l'acquirente ne faccia esplicita rinuncia (per ovvi motivi affettivi). In ogni caso, fra estimatore del pastore tedesco ed allevatore si devono instaurare dei rapporti di comunicativa chiari e inequivocabili anche quando dovessero sopravvenire eventuali disagi. L'allevatore da par suo deve essere ben conscio dell'idoneità psicofisica della sua produzione cinotecnica. Il cinofilo in genere non ha le competenze per ravvisare nel cucciolo scelto o proposto vizi o difetti ereditari palesi , di varia natura indotti da una parziale o assente adozione delle più ovvie cautele selettive perché presenti in linea materna e/o paterna con andamento progressivo/degenerativo. Ebbene, anche in presenza di eventuali difetti l'allevatore è tenuto espressamente ad informare il cinofilo, altrimenti nell'ambito della transazione si potrebbe configurare l'ipotesi di dolo contrattuale. Una cosa è certa, non si deve approfittare della buona fede e/o poca competenza altrui. Il rapporto intrapreso da allevatore (cedente) e cinofilo (acquirente) si pone alla stregua delle transazioni di un bene (esemplare canino di razza) intrapreso fra soggetti privati, eventuali divergenze non appianabili sono regolate dal codice civile.
In conclusione, la vera garanzia cui il cinofilo ha ragione di ambire é data dalla cristallina competenza, dal comportamento etico e soprattutto dalla grande passione verso il cane da pastore tedesco che anima gli atti del titolare d'affisso cinofilo riconosciuto ENCI/FCI. Sarà perciò nel pieno interesse del medesimo allevatore produrre dei cuccioli di indiscusso pregio tutelando l'integrità di razza e soddisfacendo appieno le aspettative dell'appassionato di Cane da pastore tedesco.
A cura di Dario Sgroi - aggiornato agosto 2010
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