IL CANE DA PASTORE TEDESCO di Dario Sgroi

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Guida sommaria alla scelta del cucciolo di qualità razziale: accorgimenti e considerazioni di massima

 

 

Scegliere il cucciolo di pastore tedesco: cosa dover sapere e le cautele da adottare

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LA RAZZA

 

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Forum © - 2006

 

 

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EVOLUZIONE
 Ceppi di origine
 Horand v. Grafrath
 Primi Sieger
 La svolta nel 1920
 Klodo v. Boxberg

MORFOLOGIA

  Il Tipo

  La Struttura

  La Linea Superiore

Cap. Max von Stephanitz

  
CINOGNOSTICA
Chiusura dentale
Displasia
Ang. di Norberg Olsson
Cauda Equina sindrome
Sindrome di Wobbler 
Spondilartosi 
Parametri generali
Elementi di giudizio

 

REGOLAMENTI

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VARIE
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CAMPIONI S.V. ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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Sieger S.V. 2000
Sieger S.V. 2001
Sieger S.V. 2002
Siegerin S.V. 1899 1998

 

Allevamento del Cane

 da pastore tedesco

 

 

"di Fossombrone"

 

 

 

 

 

 

 

 

 ANATOMIA

Argomenti e consigli utili per il cinofilo

Lo sviluppo fisiologico

Il formato del cane da pastore tedesco corrisponde alla taglia medio grande e presenta caratteristiche tipologiche proprie del gruppo dei lupoidi. L'accrescimento strutturale si attesta in buona parte ai 12 mesi, età minima per eseguire la verifica radiografica alle anche. Dai 12 ai 24 mesi si ha modo di osservare la fase di consolidamento ponderale e strutturale, con un'equa ripartizione delle masse corporee.

Suddivisione dei periodi di età:

  •   cucciolo (da 0 a 3 mesi),

  •   cucciolone (3 - 6 mesi),

  •   giovanissimo  (6 - 12 mesi),

  •   giovane (12 - 24 mesi),

  •   adulto (da 24-36 mesi d'età)

  •   età senile (da 9 anni in poi)

 

 

Per definizione l'età adulta è raggiunta a 24 mesi, tuttavia occorre attendere altri 6-12 mesi perché nell'esemplare maschio sia particolarmente apprezzabile  la maturità d'insieme, ovvero il consolidamento muscolare e l'ottimale distribuzione delle masse magre e grasse nell'ambito della struttura ossea.

La testa assume la propria definizione evidenziandosi come indiscutibile elemento di tipicità, nonché indiscutibile identificativo del genere sessuale (impronta).

Il periodo di maggiore tonicità fisica s'individua dai 3 ai 6 anni di età, dopo di ché, seppur gradatamente, seguirà il progressivo declino fisiologico che affligge l'esistenza di tutti gli esseri viventi. Il cane da pastore tedesco entra nella fascia di età senile a partire dal nono anno di età.

In età avanzata, é di particolare importanza monitorare il peso corporeo del cane da pastore tedesco. Non eccedere nella razione alimentare giornaliera, e anzi approntare una dieta il cui tenore proteico sia in quantità adeguata e soprattutto di alto valore nutrizionale per far fronte alle esigenze dell'organismo.

                                                                                                                   

Cenni sulle componenti dietetiche

 

I lipidi assunti devono essere attinti da materie prime di indiscussa qualità, rendersi facilmente assimilabili per non affaticare l'apparato digestivo e fornire un degno tenore energetico all'organismo del cane. L'apporto di polisaccaridi deve comprendere i cereali più digeribili (riso, mais) i quali opportunamente trattati, dovranno presentare un moderato  quantitativo in fibre fermentiscibili.

A fronte di circa 9 KCal/g i lipidi apportano un valore energetico pressoché doppio rispetto proteine e zuccheri (4 KCal/g.).

L'apporto energetico fornito dalla dieta dovrà esprimere compiutamente il Fabbisogno calorico giornaliero (EM) riferibile a grandi linee al Peso metabolico del cane rapportato alla taglia ed al tenore di vita svolto. La definizione del Fabbisogno metabolico giornaliero si evince per mezzo di un semplice calcolo ove il Peso in vivo (PV), ovvero la massa ponderale del soggetto espressa in Kg. viene elevato a 0,75  e moltiplicato al coefficiente K definito di volta in volta secondo il tipo di attività fisica intrapresa (cane inattivo=132; attivo=145; molto attivo=200; sforzo prolungato= 300)

E.M. = PV 0.75 ´ K

 

Ad esempio, una femmina di PT in età adulta, del peso di 29 kg, in tenore di mantenimento (Metabolismo basale= fabbisogno energetico + termoregolazione + attività motoria tendente al sedentario) necessiterà di circa 1550-1650 Kcal/die.

A sua volta, il fabbisogno calorico basale dovrà essere raggiunto attraverso l'apporto debitamente frazionato tra i nutrienti elettivi (proteine, lipidi, fibre, zuccheri).

Tali accorgimenti, ed altri ancora di tipo gestionale, possono salvaguardare il cane da patologie irreversibili che potrebbero incidere sull'integrità della struttura di sostegno (particolare accenno  alle articolazioni gravitarie, vedi anche, gomiti, ecc), dando seguito ad un prematuro degrado morfologico e funzionale.

Ad esempio, la displasia delle anche è un disturbo osteoartrosico di origine poligenetica e multifattoriale, con andamento degenerativo in grado d'inficiare  la struttura coxoarticolare e relative funzionalità.

Secondo alcuni Autori affligge le razze canine di massa corporea superiore a 12 kg, comunque più in generale interessa le etnie canine di taglia grande e gigante e avendo corso degenerativo, col procedere degli anni, tale disordine articolare può cagionare nell'esemplare interessato un netto e graduale abbassamento della qualità di vita (difetti e/o difficoltà nella deambulazione, algie, disagio psicofisico, stati di stress, ecc, ecc).

Molto spesso con l'insorgenza di forme precoci, l'evidenza conclamata di HD impone in soggetti giovani l'adozione di interventi chirurgici ricostruttivi d'una certa invasività (TPO, protesi articolare) con l'intento di ripristinare la condizione articolare con le specifiche funzioni di sostegno e deambulazione. In casi meno gravi,  se sottoposto ad un'attenta preservazione della fisiologia articolare, il cane può  godere d'una quieta vecchiaia (la displasia dell'anca nella maggioranza delle casistiche rilevate può dirsi in prevalenza di forma acquisita).

L'aspettativa di vita per un cane da pastore tedesco si aggira mediamente intorno ai 13/15 anni. Più di rado, alcuni esemplari hanno raggiunto la venerabile età di 18 anni (vedi tabella comparativa con l'età dell'uomo), tuttavia é certo che un'oculata gestione generale dell'esemplare di pastore tedesco (dieta, integrazioni alimentari mirate, cure e attenzioni varie) si rende propedeutica affinché alla soggettiva longevità del cane consti un'altrettanto auspicabile perdurare delle basilari condizioni di benessere psicofisico.

 

                                                                                          

Tabella comparativa età uomo-cane                                                                      Curva di accrescimento ponderale da 2 ai 7 mesi di età

 

 

L'acquisto del cucciolo e le cautele da adottare

Estratti concettuali, riferimenti economici, da il "Forum Italiano del pastore tedesco"

 

 

Il cane da Pastore tedesco appartiene ad una razza appositamente costituita per essere a completo servizio dell'uomo: spiccata attitudine in particolari impieghi (funzione ausiliaria), da compagnia, da guardia e difesa.

Il possesso di un cane di razza con tali prerogative deve essere conseguente ad una ponderata presa di coscienza, non certo costituire un incentivo economico all'ormai diffuso e scandaloso mercato a danno dell'integrità di razza  (vedi produzioni un ambito nazionale prive di ogni controllo e verifica cinotecnica, oppure la  fraudolenta importazione dai paesi dell'est Europa, veri e propri bacini di approvvigionamento  ai quali non pochi affissi cinofili nazionali, riconosciuti ENCI/FCI, fanno un ricorso fraudolento contravvenendo alle norme del codice etico dell'allevamento - vedi link successivo).

 

La figura dell'allevatore dovrebbe evidenziare innanzitutto la profonda passione verso il cane da pastore tedesco, e in secondo luogo, costituire per il cinofilo l'ideale riferimento che lo condurrà all'acquisizione del cucciolo di pastore tedesco: cioè di effettivo rappresentante dell'etnia canina d'appartenenza, detentore di peculiari pregi e indiscutibili doti, come da  standard ufficiale.

 

Non si acquista un cane da pastore tedesco come fosse un genere commerciale inanimato:  un'automobile, delle scarpe, un PC o un qualsiasi altro bene di valore.

Allo stesso modo, é opportuno che i cinofili realizzino che non tutti i cane da pastore tedesco possono dirsi qualitativamente eguali poiché ogni allevamento esprime una produzione ben distinta i cui esemplari si rendono portatori un misura diversa di rispettivi pregi e doti di razza.

 

Ogni singolo esemplare di pastore tedesco acquisisce un equo valore economico in ragione del livello qualitativo espresso dal proprio fenotipo rapportato ai dettami presenti nello standard di razza.

Il valore cinotecnico di un pastore tedesco così desunto, origina da un insieme di azioni mirate e di competenze specifiche in tecniche d'allevamento, e il cucciolo di pastore tedesco inteso commercialmente frutto di concrete competenze, si rende espressione di un equo rapporto qualità/prezzo.

 

L'allevatore, intraprendendo la propria opera di selezione cinotecnica, deve essere pienamente conscio di offrire al cinofilo un esemplare privo di difetti da squalifica e che anzi risponda correttamente ai canoni di razza:
la conoscenza del bagaglio genetico dei soggetti allevati e utilizzati a fini riproduttivi dovrà esitare in una produzione di esemplari di sana costituzione, in possesso di doti e pregi tipici del cane da pastore tedesco.

 

I diritti/doveri dell'allevatore non terminano qui, bensì la cessione del cucciolo può aver modo di seguire a patto che le consuete aspettative del benessere animale siano soddisfatte, assicurandosi cioè che cedendolo al tale richiedente risponda un'adeguata sistemazione abitativa e sociale (nutrizione adeguata, ambiente di vita confacente, cure e relative attenzioni).

 

Non in ultimo per importanza, l'allevatore ha il compito di supportare il cinofilo anche a posteriori, durante la fase di crescita del cucciolo (monitoraggio step evolutivi).

 

Il cinofilo da par suo deve realizzare appieno il concetto di convivenza e gestione di un Cane da pastore tedesco,

perciò l'allevatore ancor prima di considerare la cessione del proprio cucciolo é tenuto ad assicurarsi circa l'effettiva attitudine del richiedente ed eventualmente recedere qualora le condizioni ambientali di ospitalità e/o le capacità individuali, attitudinali dell'appassionato dovessero disattendere i criteri basilari del "benessere animale".

 

Art. 21 - Codice etico dell'allevatore:

"assicurarsi che l’acquirente si renda conto della responsabilità di detenere un cane e sia conscio delle caratteristiche morfologiche e comportamentali della razza".

 

La mera  transazione fra le parti. L'offerta di un bene (cucciolo di PT) e l'accettazione da parte del cinofilo della richiesta economica corrispondente, costituisce solo una fase del rapporto allevatore/cinofilo in occasione della cessione di un cucciolo di razza certificata.

L'etica allevatoriale invece, impone tutta una serie di verifiche relativamente la destinazione del cucciolo. Diversi sono i fattori o requisiti cinofili da considerare nel potenziale detentore, come le capacità psicofisiche, la propensione, l'attitudine alla corretta gestione del cane, l'idoneità dell'habitat e gli eventuali utilizzi.

 

Per contro, non pochi sono i casi dove il cinofilo, quasi sempre novizio della razza, realizzi solo a posteriori di non aver ottenuto piena soddisfazione dalla transazione intrapresa col tale allevatore (invero "allevatore" oggi è un termine alquanto *abusato).

 

Non è infrequente che l'appassionato veda solo parzialmente avverate le aspettative riposte nell'esemplare di cane da pastore tedesco così tanto desiderato, nonostante aver sostenuto una  "congrua spesa" - mirata all'ottenimento di un esemplare sano, tipico, in possesso di buoni pregi di razza.

 

*Codice etico dell'allevatore

(sottoscritto dal titolare all'atto della concessione dell'affisso cinofilo ENCI)

http://www.enci.it/documenti/norme_tecniche/norme_tecniche_codice_etico.php

 

 

L'allevatore dovrebbe intraprendere il proprio operato  con scienza e coscienza, cioè  motivato da grande passione, senso etico, competenza ed esperienza; esercitando sulla sua produzione cinotecnica una scrupolosa verifica dei criteri di selezione

Questi ed altri validi presupposti possono condurre a riscontri di una certa affidabilità circa la produzione di esemplari di Cane da pastore tedesco.

Non a caso per l'allevatore di pastore tedesco una delle più grandi soddisfazioni consta nel dotare i cinofili di un animale d'affezione sano di costituzione, equilibrato nel carattere, in linea con i dettami di morfologia e costruzione  come da standard della razza.

 

Purtroppo, nella gran parte dei casi tali regole non vengono assolutamente osservate.

Si preferisce agire diversamente, producendo esemplari canini (nella migliore delle ipotesi dotati di pedigree) senza osservare le più elementari cautele in cinotecnia applicata.

 

I comportamenti scellerati di coloro che si improvvisano allevatori vanno ad incidere negativamente a danno del cane da pastore tedesco, della sua integrità di razza.

Conseguentemente, il singolo esemplare canino, frutto di metodiche riproduttive estemporanee, inadeguate, si pone come la vittima sacrificale.

Segue poi l'ignaro cinofilo, ovvero l'acquirente mosso da intenti non ben definiti, sul quale andranno a ricadere gli oneri della futura gestione canina (frequenti visite presso il veterinario di zona, ricorso a costosi esami specialistici, terapie durature, interventi chirurgici più o meno invasivi, ecc. ecc.).

 

Il cinofilo avveduto, di fronte ad una scelta così importante, volta ad  ottenere il tanto desiderato esemplare di cane da pastore tedesco di qualità, a maggior ragione, a prescindere dalla distanza che lo separi fisicamente, si prodigherà a ricercare l'allevamento  ove siano concretamente rispettati i più validi criteri di produzione cinotecnica.

 

"Una cosciente passione cinofila improntata verso una particolare razza canina la si può principiare e sviluppare adeguatamente dotandosi di un esemplare che rappresenti appieno tipiche peculiarità, pregi morfologici e doti caratteriali come da standard" (Dario Sgroi)

 

Il cinofilo che approccia ad un allevamento ove da lungo tempo sono riconosciute, nette e palesi le competenze in materia cinotecnica, espresse nel pratico attraverso una regolare produzione di esemplari qualitativamente conformi ai valori razziali, deve poter ambire ad un esemplare di pastore tedesco in grado di soddisfare appieno le proprie aspettative, istintuali o idealizzate, purché contemplate dai canoni di razza (ad esempio, i PT a pelo lungo con sottopelo scarso, sebbene richiesti da singoli appassionati, sono da considerarsi "soggetti da squalifica" - al limite da cedersi a condizioni economiche tese al minimo rimborso delle spese sostenute).

Molti affissi riconosciuti ENCI/FCI ancor prima della nota revisione allo standard (01/01/2011) disinformando il cinofilo, speculavano in tal senso, esercitando costi "gonfiati".

 

I cuccioli, specialmente visti da un occhio inesperto, paiono tutti splendidi e amorevoli; non a caso per il cinofilo é frequente ricadere in errore.

 

Ecco perché un allevatore di pastore tedesco, che si reputi tale, ha il dovere etico di intraprendere una produzione di cuccioli qualitativamente rispettosa dei parametri morfologico e caratteriali - come disciplinati dallo standard ufficiale della razza, e successive revisioni (FCI nr.166/2011).

 

 

La concessione dell' affisso cinofilo: un iter meramente "burocratico"

 

L'aspirante allevatore non é tenuto a superare esami attitudinali che ufficializzino l'opera di allevamento, meno che mai si fa cenno ai requisiti circa l'idoneità della struttura d'accoglienza in dotazione, le conoscenze di base relative all'adozione delle più elementari misure di cura e profilassi sanitaria, competenze di gestione nutrizionale, ecc, ecc).

Parimenti, non é previsto alcun alcun test o corso attitudinale introduttivo al conseguimento di competenze specifiche che abilitino l'aspirante allevatore al processo di produzione cinotecnica (criteri d'allevamento, scelta del riproduttore o fattrice, monitoraggio generazionale, valutazione requisiti di costituzione e psichici, loro funzionalità e applicativi, ecc, ecc).

I requisiti ad oggi richiesti all'aspirante allevatore sono solo circostanziali, come il solo possesso di 2 fattrici, l'aver prodotto/iscritto a registro 3 cucciolate, aver conseguito presso esposizioni non propriamente specifiche per il Cane da pastore tedesco (ENCI) risultati espositivi di base e infine, il pagamento di un bollettino in ccp di 600,00 Euro.

Questi sono gli elementi che definiscono la pratica per la concessione di affisso cinofilo riconosciuto ENCI/FCI (vedi descrizione organismi internazionali per la cinofilia - pag.1)

ovvero il requisito formale che fornisce titolo al conduttore dell'affisso cinofilo ad aver titolo af allevare  addirittura "tutte le razze canine riconosciute dalla F.C.I." (ad oggi circa 400!).

Basta dare un'occhiata alla vigente classificazione cinologica FCI - evidente risulta la netta diversità tipologica, morfologica, attitudinale delle varie etnie canine per comprendere la velleitaria incongruenza di fondo che compete la concessione di Affisso cinofilo.

Ebbene, a fronte di tali inidonei presupposti, nonché mancanza dei requisiti in competenze specifiche, un allevamento insignito della concessione di affisso cinofilo ENCI/FCI - in assoluto - non ha modo di costituire una valida tutela per il cinofilo in cerca dell'agognato cucciolo di pastore tedesco (o qualsiasi altra razza, beninteso); meno che mai la qualità dell'esemplare cui ambisce può dirsi sufficientemente cautelata dai succitati requisiti formali.

Invero manca un Albo riconosciuto di allevatori per il Cane da pastore tedesco, elemento peculiare che dovrebbe (il condizionale é d'obbligo) essere indetto dall'ENCI in accordo con la SAS (società canina dedicata al nostro cane da pastore tedesco in Italia) comprendendo esclusivamente gli operatori scrupolosi. Quanto ciò andrebbe a garanzia dell'allevamento nazionale, ma sopratutto a tutela dell'appassionato della razza, vero destinatario dell'accurata opera di selezione.

 

L'acquisto del pastore tedesco da singoli "passionisti"  o "allevatori improvvisati"

In quanto al panorama nazionale, l'allevamento del Cane da pastore tedesco non può dirsi sufficientemente tutelato.

La produzione di una significativa quota di soggetti canini iscritti al libro genealogico é originata da scarse competenze cinotecniche.

Copiose sono le inserzioni di offerta presenti in rete nelle bacheche virtuali o in forma cartacea pubblicate sui vari giornalini di compravendita, ove si propongono con enfasi propositiva cuccioli di "razza pura", figli di campioni nazionali, internazionali, ecc, ecc.

Il prezzo d'acquisto quasi sempre è modico (400-600 euro/ cucciolo) giusto per invogliare il neofita della razza "poco esigente" ad usufruire di esemplari di "pastore tedesco", avendo oltretutto l'opportunità di risparmiare in modo consistente rispetto un allevamento riconosciuto da Enci/Fci.

Nei contesti "allevatore fai da te" la consegna del cucciolo quasi sempre avviene al di sotto dei 60 giorni, affinché persino la profilassi vaccinale (sverminazione + primissime vaccinazioni) figuri a carico dell'ignaro acquirente, senza considerare che affidando a terzi un cuccioletto non ancora svezzato dalle cure materne si mette a repentaglio la sua stessa esistenza (cucciolo non del tutto autonomo, copertura del range anticorpale in via di definizione, ecc, ecc).

Ma non solo. Le progressive fasi stadiali inerenti lo sviluppo evolutivo del cucciolo, se non compiutamente assolte, possono influenzare negativamente la maturazione dei caratteri psichici e il futuro comportamento sociale dell'esemplare canino.

Senza perciò voler generalizzare negativamente, ammesso pure che una minima percentuale di tali iniziative vengano intraprese assolvendo gli accorgimenti di base, quanto ciò non può dirsi sufficiente per garantire un oculato iter riproduttivo.

Nella migliore delle ipotesi, ammesso vengano impiegati esemplari:

  • tipici della razza, di aspetto generale gradevole

  • dotati di pedigree (Enci o in ogni caso riconosciuto FCI),

  • di buona robustezza

  • radiografati  (A sul certificato), ecc, ecc,

ebbene questi pochi requisiti generali in nessun caso possono garantire il cinofilo!

L'atto riproduttivo preso singolarmente prevede l'adozione di preliminari misure di cui la fattrice dovrà risultare comunque beneficiaria:

1) minimi requisiti di razza,

2) documentazione d'origine,

3) buona costituzione.

 

1) fattrice in possesso di pedigree ENCI/FCI con attestazione della A

 

Con questo requisito minimo, l'esemplare canino possiede formalmente l'attitudine alla riproduzione per quanto concerne l'esamina della displasia dell'anca - previa esecuzione radiografia presso gabinetto veterinario autorizzato, che contestualmente al pedigree verrà inviata ad una Centrale di lettura riconosciuta ENCI/FCI.

 

2) Controllo veterinario di buona salute, libretto sanitario

 

a) vaccinazioni avverso le patologie virali più comuni,

b)trattamento annuale per le patologie endemiche, ecc, ecc);

c) trattamento vaccinale preliminare avverso herpes virus,

d) dieta ottimale nel periodo gestionale che fornisca alla prole una fase di lattazione ideale, ecc, ecc.

A titolo d'informazione il controllo radiografico, l'assolvimento dei controlli di routine comportano una spesa di qualche centinaio di euro.

L'adozione di ulteriori cautele atti a definire con esattezza la fisiologia riproduttiva della fattrice (strisci ormonali, ecografie, ecc, ecc,) sono atti economicamente onerosi, prerogativa degli allevamenti di rango al fine di ottenere incontestabili dati sull'effettiva gravidanza della fattrice, visto il pregio razziale della produzione prevista. Una volta partorito, i cuccioli dovranno essere oggetto di alcuni passi essenziali:

Identità certificata dei cuccioli prodotti (presentazione modelli ENCI A e B, pagamento presso Ass. prov. Enci e relativa quota d'iscrizione per cucciolata (12-34,10 euro cd) cui assommare il costo per l'inoculazione sottocutanea del microchip identificativo (ca 15-20,oo euro).

Libretto sanitario, ove indicata la profilassi vaccinale relativa al singolo cucciolo, che consiste nel controllo delle feci, trattamento antielmintico e almeno 4 vaccini regolati da un apposito protocollo di inoculazione (costo medio 60 euro/cucciolo). 

I passi sinora descritti non competono particolari qualità di razza, e sebbene il pedigree possa certificare etnia, dati anagrafici e ascendenze dello stallone o della fattrice impiegati, in quanto a tipologia, morfologia e caratteri psichici, nessuna particolare indicazione qualitativa può essere desunta, se non si dispongono le opportune conoscenze cinotecniche.

Ciò non di meno, un esemplare canino impiegato in riproduzione, di genere femminile o maschile, pur detenendo i requisiti formali appena citati, dal  punto di vista cinognostico potrebbe risultare piuttosto distante dal concetto reale di Cane da pastore tedesco propriamente detto; inoltre, il criterio selettivo secondo le ascendenze (dal solo esame del pedigree) rientra nel novero degli accorgimenti cinotecnici secondari, allorquando si intenda procedere secondo un'idonea condotta riproduttiva.

Sia chiaro, qui di sopra enunciate sono solo alcune delle cautele di base da intraprendere a fini riproduttivi.

Invece, ben altra metodologia compete l'allevamento sistematico, osservante di un'oculata selezione cinotecnica, dove i criteri da adottare si intendono mirati, specifici, tesi a garantire una qualità produttiva (valore genetico animale) conforme ai canoni razziali, come indicati dallo standard.

 

Il Pastore tedesco di qualità é alla portata di tutti!

L'impiego di esemplari "giudicati" presso esposizioni specialistiche riconosciute dalla rispettiva associazione cinofila per la razza, che abbiano ottenuto una serie di valutazioni certificate di tipo morfologico e caratteriale, potrebbe condurre ad una più certa definizione qualitativa dell'allevato.

Sia chiaro che neanche questi soli requisiti conducono ad un allevato di qualità, tuttavia raggiungere positive valutazioni cinognostiche in esposizione (disponendo di un esemplare canino effettivamente meritorio) comporta altresì un dispendio di tempo e denaro non indifferente.

E' opinione diffusa fra le persone attratte da fittizzi modelli di cane da pastore tedesco, non ambire agli esemplari  cosiddetti "da esposizione" - ovvero, esemplari nel concreto sani di costituizione, tonici, ben costruiti, che oltretutto hanno la possibilità di ben figurare presso i raduni cinofili specialistici (locali, regionali, nazionali, internazionali, ecc). L'aspetto ancor più anomalo consta nel fatto che i pastore tedesco cucciolo originati da esemplari di particolare qualità rispondono ad un prezzo di acquisto quasi eguale ad altrettanti cuccioli le cui origini familiari non si avvicinano ai primi in termini di pregi e doti di razza!

Ciò a conferma che la maggior parte delle volte il cinofilo inesperto, all'oscuro di determinate informazioni, in proporzione spende molto per acquisire un esemplare decisamente al di sotto dei requisiti di razza, mentre potrebbe accedere senza particolari impedimenti economici ad esemplari cuccioli di effettiva qualità razziale.

I preconcetti in materia di valenza cinotecnica trovano appiglio nella stravagante convinzione del cinofilo superficiale, poco attento e alle volte autolesionista, il quale otterrà solo di negarsi un modello canino di qualità, e autolimitandosi da aspettative più che soddisfacenti si troverà non poche volte a patire a più riprese un notevole dispendio di denaro, effettivamente *fuori budget!

* Basti accennare ad un intervento di impianto protesico alle anche (bilaterale), che 6.000 euro possono dirsi appena sufficienti per sanare la condizione motoria di un esemplare canino afflitto da gravi condizioni di degenerazione articolare.

L'estimatore del Cane da pastore tedesco invece ragiona in maniera del tutto opposta, ovvero approcciando al cucciolo di PT esige che le caratteristiche di razza siano evincibili da subito, onde apprezzarle degnamente una volta accresciuto in età adulta.

Invero, la diffusione senza regole di un sottomercato del cane da pastore tedesco non specialistico ha decretato molta confusione, coinvolgendo coloro che a solo parole si definiscono appassionati del Cane da pastore tedesco.

Infatti, molti cinofili ancora non hanno realizzato che:

a prescindere da singole possibilità economiche, ogni cinofilo ha modo di approcciare al meglio per quanto concerne il cane da pastore tedesco, sino al raggiungimento di requisiti razziali da Eccellente!

La differenza economica che sussiste fra un cucciolo di pastore tedesco prodotto senza alcuna cautela allevatoriale ed un altro, originato da un'oculata opera cinotecnica, può risultare immediata ed evidente, ma solo se valutata da un cinofilo poco attento!

Giusto per esprimersi in concreto, il range di spesa compreso da 1200 a 1500 euro si rende esemplificativo della media nazionale per l'acquisizione di un cucciolo femmina e/o maschio -  espressione di un allevato di buona qualità - tuttavia tale esborso, a primo impatto importante, non deve dissuadere l'aspirante cinofilo dal compiere una scelta che invero potrebbe preservarlo da esperienze non del tutto piacevoli. Il condizionale é d'obbligo, ma verrà spiegato in seguito.

Un cuccioletto proposto a 400-600 euro, in tutta obiettività dovrebbe essere regalato o quantomeno corrispondere economicamente al massimo del rimborso delle spese vive sostenute per la sua nascita, e le cautele osservate in occasione dello svezzamento e della profilassi vaccinale (100-200 euro).

Il range di prezzo fino agli 800 euro è controverso. Attrae una moltitudine di cinofili che ritengono di effettuare una scelta economicamente congrua per approdare razionalmente ad un soggetto di discreta qualità, sebbene nel pratico tale convinzione resterà vana.

 

Non a caso,  giusto per evidenziare la poca informazione vigente tra i "passionisti di pastore tedesco",  questa fascia di prezzo includeva prima del gennaio 2011 la cessione di esemplari a manto lungo, i quali al tempo non rientravano nei canoni di razza (vedi standard); tuttavia, proposti in modo molto ingegnoso con appellativo di altendeutsch, ad esempio, venivano  investiti di un alone di dignità razziale (vedi definizioni usate per indicare pseudovarietà di PT) per far maggior presa sul cinofilo.

 

Ad oggi, con il recente aggiornamento dello standard  (FCI nr 166/1899-2011 D) del gennaio 2011, i simpaticissimi peloni (purchè siano dotati di fitto sottopelo) sono stati ammessi come varietà di razza PT a manto lungo e ceduti anche a somme superiori, con la soddisfazioni dei tanti.

 

Intendiamoci, è persino possibile riferirsi presso un allevamento tal de' tali  e spendere oltre 1000-1200 euro e al contempo pervenire ad un esemplare di scarsa qualità razziale!

 

Ciò a dimostrazione che la spesa non si pone come unico fattore discriminante utile per eludere eventuali esperienze negative. Ad oggi, stando così la situazione generale dell'allevamento nazionale di pastore tedesco, non è semplice per l'estimatore della razza ambire ad un cucciolo in possesso di effettivi pregi e doti peculiari.

 

In effetti, per il cinofilo adempiere al solo parametro economico non sempre conduce alla scelta ottimale del cucciolo.

Meno che mai si possono ottenere concrete garanzie in termini di assoluta sanità costituzionale, come ad esempio in relazione alla displasia delle articolazioni gravitarie, la cui eziologia non conduce esclusivamente alla componente ereditaria, ma che anzi prefigura l'aspetto multifattoriale e degenerativo come preponderanti. Da qui l'importanza della corretta gestione nell'accrescimento del cucciolo di Pastore tedesco.

 

 

La scelta del cucciolo e il rapporto Prezzo/Qualità

Godere dell''assistenza competente dell'allevatore

Nell'arco dei primi 12 mesi, esaminando la scelta del cucciolo di pastore tedesco dal solo punto di vista economico, ecco che il divario dei costi tra opposte tipologie di allevato tenderà ad invertirsi.

Nella gran parte dei casi, il cucciolo non opportunamente selezionato, acquistato presso entità non debitamente qualificate per quanto concerne l'allevamento della razza, di frequente diviene oggetto di notevoli spese per far fronte alla sua gestione generale, cure e varie altre tutele (consulenza veterinaria, esami, trattamenti, adozione alimenti particolari, ecc, ecc.).

Assommando il prezzo d'acquisto iniziale, seppur apparentemente modesto, ai costi d'esercizio occorsi quantomeno durante il primo anno di vita, ebbene il cinofilo realizzerà una spesa complessiva pari se non superiore al prezzo mediamente praticato negli allevamenti di qualità per l'acquisizione di un cucciolo di pastore tedesco opportunamente selezionato, in possesso di indiscutibili requisiti di razza!

Le cause adducibili al concretizzarsi di tale condizione possono essere molteplici, e in prima battuta dovute alla mancanza d'assistenza allevatoriale, ove il cinofilo, non debitamente assistito durante la fase di accrescimento del cucciolo viene lasciato "libero di commettere errori grossolani" (seppur involontariamente) a danno della salute del cucciolo.

Numerosi e conseguenti saranno i consulti medico veterinari, motivati sia da futili motivi (eccessiva apprensione del proprietario) o qualora esitino particolari condizioni patologiche, giustificati da terapie, esami specialistici, ecc.

Altra formidabile tendenza di questi ultimi anni (un serio rimprovero ai veterinari) vede fortemente indotto il cinofilo affinché il proprio cucciolo venga sterilizzato (se femmina) e/o operato "a titolo preventivo" di  sinfisiodesi ischiopubica per ridurre anzitempo l'incidenza di un eventuale disturbo coxoarticolare, a prescindere dall'effettiva esigenza!

 

Niente di più deleterio, specie se a farne le spese sono esemplari di particolare pregio razziale (valutazione che non può essere apprezzata da un veterinario scevro da competenze di ordine cinognostico) i quali si vedono interdetta la capacità riproduttiva senza una chiara ragione diagnostica!

In definitiva: l'assistenza dell'allevatore competente è quanto di meglio il cinofilo possa ambire oltre l'acquisizione di un cucciolo di effettivo pregio razziale e indiscusso valore genetico.

 

A prescindere dai pregi di razza, tutti i cuccioli di pastore tedesco sono  bellissimi!

Cosa dire dei contributi fotografici qui di seguito proposti?

E' ovvio, persino scontato che il cinofilo neofita della razza canina cada in plausibili errori di valutazione qualora gli vengano proposti dei cuccioli paffuti, dallo sguardo languido, bisognosi d'affetto!

A prescindere dall'indiscutibile attrazione che esercita sul cinofilo, non è consigliabile entrare in possesso di un cucciolo d'età inferiore a 60 giorni.

 

Motivi di ordine pratico-gestionale (svezzamento alimentare), sanitario (profilassi vaccinale) ed etologico (svolgimento tappe evolutive) prevedono che lo stesso allevatore in tutta obiettività si esuli dal cedere a terzi il cucciolo prodotto, di età inferiore alle 9 settimane!

 

Un cucciolo leggermente più in avanti con l'età, sebbene di qualche settimana, rende maggiormente l'idea dei rispettivi pregi di razza di cui é titolare.

In special modo, se raffrontato con un proprio simile di pari età, le differenze tipologiche e morfologiche possono essere ravvisabili persino da un neofita della razza.

In conclusione, un soggetto canino rappresentativo di un concreto imprimatur selettivo si evidenzia già in età precoce, e ancor meglio, se paragonato ad un consimile originato da un allevamento generico o quantomeno non sufficientemente tutelato nelle imprescindibili caratteristiche di razza. Purtroppo, per la maggioranza dei cinofili tale assunto lo si realizza solo a posteriori e quasi mai senza doverne subire le conseguenze.

 

Le immagini proposte secondo fascia d'età si commentano da sole, ad attestare senza ombra di dubbio che all'accezione "cane da pastore tedesco" - nel pratico corrispondono molteplici entità e tipologie allevatoriali.

 

Generalizzare su questo fondamentale assunto costituirebbe un grave errore di valutazione qualora l'estimatore della razza canina intenda pervenire ad un esemplare di effettiva qualità cinotecnica.

 

Cuccioli di pastore tedesco di ottima estrazione genealogica, al di sotto dei 60 giorni di vita
     

 

 

   

Anche fra i piccolissimi, senza essere esperti della razza, traspare una certa differenza tipologica e morfologica.

(deficit tipologici e morfologici evidenti). Le immagini non lasciano adito a dubbi.
     

 
 
 

Cuccioli di 9-10 settimane di vita, di buona qualità cinotecnica, sufficientemente autonomi per assolvere al cambio di destinazione ambientale (adozione verso un gruppo di umani)

 

 

Anche in questa rassegna di immagini non è complicato rilevare le diverse tipologie di allevato.
(palesi deficit di struttura, cuccioli non debitamente trattati avverso le elmintiasi/deficit nella profilassi vaccinale, complicanze digestive, ecc).
     

 

Note: la consegna del cucciolo, nello stato di salute e forma fisica in cui si trova,  riveste un'importanza fondamentale. Molto di frequente profilassi vaccinali mal eseguite, disturbi intestinali pregressi o non del tutto ben esitati e/o condizioni patologiche che interessano l'apparato G.I. del cucciolo, rispondendo alle più ricorrenti evenienze che incidono fortemente sulla sua presa in carico.

Lo stress da separazione (dal sito d'allevamento alla nuova destinazione abitativa) è un evento cui il cucciolo necessariamente deve far fronte. Non in pochi casi, a seguito di tale disagio, concorrono sintomatologie di tipo psicosomatico.

In questo particolare contesto è opportuno che il cinofilo segua le istruzioni fornite dall'allevatore circa le cautele da adottare affinché il nuovo componente del "branco" familiare abbia ad integrarsi nel modo più consono possibile attraverso il corretto espletamento delle seguenti azioni:

 

  • contatto o più in genere percezioni sensoriali in grado di attestare la presenza del riferimento umano;

  • calore - il contatto corporeo veicola calore, percezione sensoriale che induce nel cucciolo sicurezza, protezione, e specie nei mesi freddi, supporto della funzione termoregolatrice;

  • soddisfazione alimentare - bisogno primario. Il cucciolo di PT è molto vorace, deve far fronte ad un esatto fabbisogno energetico perché egli possa svilupparsi adeguatamente. La dieta da somministrare dovrà rendersi disponibile ad orari ben precisi della giornata, essere appetibile ed esaustiva nell'apporto di nutrienti, macro e microelementi, vitamine, fibre, ecc, ecc - sia dal punto di vista quantitativo - qualitativo.

  • attività ludico-motoria-sociale  o insieme di attività fisiche e interazioni socializzanti alle quali il cucciolo dovrà rapportarsi di concerto ai componenti del "branco" d'adozione.

  • riposo - il cucciolo di PT richiede di molte ore di riposo - è opportuno lasciargliele disporre.

     
Ulteriori tipologie di allevato (qualità cinotecnica deficitaria)
     

     

     
     

Al traguardo ideale dei 12 mesi, ovvero, lasso di tempo utile per osservare nel pastore tedesco la definizione del fenotipo a seguito dello sviluppo giovanile, l'ideale raffronto tra le concezioni riproduttive - a prescindere dai relativi costi -  risulterà palese e visivamente rilevabile anche al neofita della razza (vedi esempi fotografici).

 

12 mesi di età: primo significativo step alla completa definizione strutturale

Esemplari di varia qualità (leggi sottotitoli)

 

 

Spiccate qualità tipologiche. Costruzione d'insieme corretta e armoniosa, tipica di un esemplare in grado di sviluppare un lavoro fisico coerente ed efficace.   Presenti svariati difetti di costruzione, parziale disarmonia d'insieme. Elementi tali da determinare conseguenti deficit nella produzione di movimento.
     

 

Molteplici difetti di costruzione, funzionali alla produzione di un moto efficace, volto ad assolvere sforzi fisici intensi e prolungati (limitazioni fisico-prestazionali ).

Palesi deficit di tipologia e costruzione. Limitazioni strutturali tali da inficiare la produzione di un efficace movimento e assolvere ad un rendimento prestazionale.

Note: contributi fotografici di giovani esemplari canini tratti dal Forum Italiano del pastore tedesco www.forumpastoretedesco.org

 

Un esemplare la cui parvenza tipologica ricordi il cane da pastore tedesco da standard, giusto come aspetto esteriore, non può definirsi propriamente tale, anche se provvisto di un certificato d'origine riconosciuto.

In tutta sincerità occorre acuire un appropriato metro di valutazione perché un esemplare possa definirsi compiutamente "cane da pastore tedesco", motivo per il quale, lato cinofilo, prima d'intentare una scelta affrettata, motivata da fattori fuorvianti, sarebbe quantomeno auspicabile formarsi un'idea più definita sull'etnia canina di riferimento. Leggere lo standard FCI che regola i parametri morfologici e caratteriali del pastore tedesco é un buon primo passo. E ancora informarsi adeguatamente prima d'incorrere in esperienze poco soddisfacenti.

Questo sito web, sin dalla sua registrazione in rete, pioneristica per quanto concerne il Cane da pastore tedesco, "tenta" di fornire un'informazione netta, obiettiva e comprensibile a tutti i cinofili affinché giunga chiaro il concetto di razza canina con le rispettive caratteristiche tipologiche, morfologiche e comportamentali.

Ad oggi si generalizza con fin troppa disinvoltura accennando al Cane da pastore tedesco.

Una cosa è certa, non tutti gli esemplari sono eguali, come anche il concetto allevatoriale attraverso il quale essi sono stati generati si differenzia nettamente in relazione all'azione cinotecnica intrapresa.

Nella gran parte dei casi, comportamenti superficiali commisti ad iniziative allevatoriali non del tutto strutturate, scevre dalle ovvie cautele di ordine cinotecnico, hanno cagionato un progressivo scadimento qualitativo della razza in ordine alla degna preservazione delle peculiari caratteristiche etniche (tipologia, morfologia, carattere).

Inoltre, non adottando compiutamente le più elementari norme e cautele inerenti la produzione canina di esemplari di razza, anche per quanto concerne la sanità costituzionale, nell'allevamento non debitamente monitorato incorre il concreto rischio d'incidenza di difetti ereditari a varia eziologia (disturbi articolari e/o rachidei, malattie trasmissibili a carico delle funzionalità digestive, endocrine, cardiocircolatorie, ecc, ecc) mettendo a repentaglio la qualità di vita degli esemplari derivati da accoppiamenti non debitamente verificati da un pregresso monitoraggio generazionale (progeny-test).

Inutile accennare ai patemi d'animo, allo stato di apprensione cui l'ignaro quanto incauto cinofilo dovrà far fronte al determinarsi di *eventi a danno della salute del proprio esemplare di pastore tedesco (o supposto tale). Nella migliore delle ipotesi, qualora gravi patologie e/o disfunzioni organiche non avessero luogo, le intrinseche caratteristiche di tipo, morfologia e caratteri psichici non potrebbero dirsi compiutamente rispettate (leggi standard).

*frequenti ricorsi a prestazioni medico veterinarie, progressivo dispendio in denaro.

 

Un ultimo accenno all'iscrizione dei cuccioli ed al rilascio di un pedigree ufficiale ENCI

 

La lettura di un pedigree non è molto chiara ai neofiti della cinofilia.

Le generazioni iscritte e relativi elementi didascalici (vedi legenda) certificano l'origine, mentre la valutazione delle ascendenze, intrapresa come singolo criterio d'allevamento, può dirsi solo complementare ad ulteriori accorgimenti di ben altra valenza, dal punto di vista cinotecnico.

Quante volte si é inteso proclamare: il tale cucciolo è figlio, di campioni! Poi che l'ascendenza risalga al 3° o al 5° grado di parentela poco tange!

Nella maggioranza dei pedigree emessi, in effetti non é inconsueto rilevare nomi di esemplari eletti campioni nazionali o internazionali. Non è certo il criterio delle ascendenze a costituire sinonimo di qualità nel singolo cucciolo! 

Risalendo i percorsi dinastici è persino auspicabile che il proprio cucciolo si rifaccia al primo esemplare di pastore tedesco, Hektor von Linksrhein, o male che vada ad un suo diretto consanguineo come Luchs Sparwasser o Mari Grafrath!

I presupposti selettivi cui far fede sono numerosi e non si limitano alla sola menzione delle ascendenze notorie, alle volte dettate maggiormente da tendenze del momento (linea di sangue o stallone alla moda) ancor più che riconducibili ad effettive esigenze e cautele riproduttive atte al mantenimento delle intrinseche peculiarità razziali.

In conclusione, il cinofilo è soggetto a molte incognite allorquando intenda cimentarsi nella scelta di un cucciolo di razza (nel qual caso il cane da pastore tedesco).

E' di fondamentale importanza riferirsi presso un allevamento dove nette si evincano le competenze cinotecniche e altrettanto palese risulti il rispetto e la passione verso la razza canina prodotta (specializzazione monorazza, preferibilmente).

Allo stesso modo, l'estimatore lecitamente desideroso d'approcciare ad un esemplare di pastore tedesco detentore di indubbi pregi e doti razziali, dovrà essere ascoltato, tenuto nella dovuta considerazione, opportunamente instradato dall'allevatore secondo effettive attitudini cinofile, assistito e supportato opportunamente nella gestione dell'esemplare canino (da verificare la predisposizione della persona nel detenere e relazionare adeguatamente con un cane da pastore di taglia medio grande).

 

In conclusione

I punti tematici sopra esposti possono dirsi soltanto introduttivi ad un argomento cui si rende opportuna la massima cautela. Un esemplare di pastore tedesco mediamente ha modo di convivere nella famiglia di adozione per almeno 14-15 anni.

Avere l'occasione di entrare a stretto contatto con operatori del settore allevamento la cui competenza ed etica professionale siano pubblicamente riconosciute rappresenta la massima garanzia ottenibile per il passionista neofita del cane da pastore tedesco.

 

I proclami altisonanti, ridondanti, riscontrabili in molteplici siti web relativi a svariati contesti allevatoriali non devono trarre in inganno il cinofilo. Molte sono le contraddizioni e persino le inesattezze in materia cinotecnica, cinognostica, cinologica, rilevabili dalla semplice lettura dei loro contenuti.

Addirittura si riscontrano diciture inammissibili, pseudovarianti razziali, invenzioni varie:

Pastore tedesco alsaziano o pelo lungo, Pastore tedesco di razza gigante, oppure la variante altendeutsch se non altro per giustificare e probabilmente ingentilire un esemplare canino avente tipologia prossima al cane da pastore tedesco, dalla mole fin troppo esuberante, dal manto non compreso nei modelli annoverati dallo standard.

E ancora, pastore tedesco a manto bianco, blu,  ecc, ecc, ecc.

Insomma, da diversi anni assistiamo ad un fuorviante nonché penoso  mercato, votato al solo fine di lucro, che ha modo di espandersi a causa della notevole disinformazione dei cinofili in materia di Cane da pastore tedesco!

Questo come altri pochi siti web che producono informazione in rete da almeno un decennio, tentano di rendere ai diretti interessati indicazioni utili e fornire consigli spassionati.

Ma il compito é arduo, veramente arduo.

Il tutto va a danno del cane da pastore tedesco ed alla sua integrità di razza. Basti pensare che a distanza di pochi decenni dalla ratifica ufficiale (1899) la sua fulminea diffusione interessò i 5 continenti, nonostante la prima e la seconda guerra mondiale limitarono notevolmente il corso della selezione sin ad allora ottenuta.

Oggi in Italia si assiste miserevolmente ad un progressivo decremento delle nascite e di nuove iscrizioni ai registri ufficiali (ROI). Il pastore tedesco, da razza canina quantitativamente più allevata in campo nazionale, da qualche anno a questa parte è stata sopravanzata dal Setter (16.000 PT a fronte di 16.800 Setter - vedi statistiche ufficiali FCI anno 2005) facendo registrare una vistosa flessione numerica rispetto ai dati riconducibili all'esercizio allevatoriale di alcuni lustri or sono (ove si registravano in media 24-28.000 iscrizioni annue).

Non a caso, tale disagio si evince anche nel web, ove si propongono attraverso i vari "portali per razze canine" cuccioli di pastori tedesco o reputati tali, addirittura ceduti con o senza pedigree (a seguito di un ulteriore sgravio sul prezzo d'acquisto!)

Semplicemente allucinante!

Purtroppo, molte persone (non le definirei compiutamente "passionisti del pastore tedesco") incautamente accedono ad un sistema di mera compravendita, incentivando un sistema lesivo per l'integrità razziale del pastore tedesco. Comportamenti colpevolmente superficiali, la cui risposta in termini pratici inficia il corretto modello di "Cane da pastore tedesco" mentre l'esemplare canino ottenibile non potrà che ricondursi ad una tipologia decisamente approssimativa, non certo aderente ai canoni razziali contemplati nello standard ufficiale e dagli avvicendamenti tendenziali espressi dalla S.V.

Di seguito sono enunciati alcuni punti nodali, meritevoli di uno spunto di riflessione da parte dell'estimatore del Cane da pastore tedesco, relativamente alla scelta dell'esemplare cucciolo.

In bocca al lupo!

 

Vademecum per l'acquirente del cucciolo di pastore tedesco

  • Non aver fretta nel decidere l'acquisto del cane. Occorre ponderare tutti i vari aspetti  conseguenti la sua ottimale gestione (ambiente idoneo, tempo a disposizione, supporto allevatoriale specialistico durante la fase di sviluppo, cure e attenzioni particolari).

  • Documentarsi riguardo il settore cinofilo d'elezione (lettura e comprensione dello standard ufficiale della razza, acculturamento generale a tema esclusivo "cane da pastore tedesco", excursus conoscitivo degli allevamenti di chiara fama ed etica professionale, lettura testi specifici, navigazione web presso siti che assicurino un opportuno livello informativo (niente gossip cinofilo..).

  • Affidarsi a veri professionisti del settore. La vera garanzia a conti fatti è costituita dalla passione che anima l'opera di allevamento, dalle capacità cinotecniche espresse in modo continuativo per mezzo di una produzione di qualità, dalla nomea dell'affisso cinofilo, dalla sua tradizione. Un distinguo merita la valenza dei risultati conseguiti in ambito agonistico-espositivo in Italia e in Germania (madrepatria del pastore tedesco - massimo Campionato per l'allevamento), sebbene il conseguimento esclusivo di risultati espositivi non assicuri  in modo sistematico  l'ottenimento di un buon esemplare (estremizzazione del trend allevatoriale, pochi esemplari di pregio votati alla carriera agonistica a fronte di una produzione generale di medio-bassa qualità razziale). Invero è interesse primario dell'Allevamento dotare il semplice appassionato di un esemplare canino che soddisfi pienamente le sue aspettative (quale miglior pubblicità?), assisterlo concretamente affinché il cucciolo evolva in età matura in condizioni ottimali.

  • Lato cinofilo, maturare concrete competenze prima di ritenersi esperti provetti del Cane da pastore tedesco per il solo fatto di aver letto alcuni testi o essere abbonati a qualche rivista cinofila! Un po' di umiltà dovrebbe permettere di valutare con attenzione quanto consigliato, e possibilmente interagendo con l'operatore interpellato in modo che le vostre esigenze cinofile finalizzate all'acquisto di un buon cucciolo di cane pastore tedesco trovino una concreta risposta. Il riscontro alle presunte competenze acquisite dal cinofilo super organizzato, si rivela a posteriori dell'acquisizione del cucciolo, quando determinati deficit strutturali e/o organici o gap gestionali si rivelano palesi.

  • Una semplice occhiata alla location dell'allevamento é indicativa, tuttavia passione cinofila, indiscussa competenza cinotecnica ed etica professionale sono qualità che di rado caratterizzano  un contesto allevatoriale, qualora ciò avvenisse il cinofilo deve ritenersi fortunato, affidandosi in toto.

  • Il soggetto canino di qualità ha un costo definito. Diffidare da chi mercanteggia sul prezzo. Un  cucciolo di Cane da Pastore tedesco di buona qualità costa oltre 1500 € ed il prodotto di un'oculata selezione cinotecnica non prevede sconti da saldi poiché frutto di molti sacrifici in termini di impegno personale e continue spese per avvicendare, rinverdire le linee di sangue impiegate in riproduzione. I costi della semplice gestione per un allevamento sono passivi di routine, non tali da incidere banalmente sulla determinazione del prezzo finale del cucciolo di qualità.

  •  Un esemplare di pastore tedesco ha modo di allietare la vita del nucleo familiare cui sarà destinato per auspicabili 13/15 anni. Un estimatore della razza che si reputi tale avrà l'ambizione di accogliere un Cane da Pastore tedesco propriamente detto, per sanità costituzionale, pregi morfologici e doti caratteriali  (come da standard).

  • Un cucciolo di Pastore Tedesco perché possa venir affidato al cinofilo deve aver compiuto almeno 9-10 settimane, per ovvi motivi  di profilassi sanitaria e assolvimento di cautele generali (svezzamento dalla madre, assolvimento primissimi step evolutivi, profilassi vaccinale, inoculazione microchip e/o impressione del tatuaggio, relative certificazioni di nascita, libretto sanitario, ecc, ecc). Diffidare da subito quando il piccolo viene proposto al di sotto di questa età. A seguito della cessione,  l'allevatore dovrebbe essere in grado di coadiuvare adeguatamente il cinofilo a garanzia dell'ottimale sviluppo del cucciolo.  Il "supporto allevatoriale specialistico" è di fondamentale importanza al ché il cucciolo abbia ad accrescere sano, robusto, cioè senza esitare disturbi o deficit in ordine alla definizione osteo-articolare e più ampiamente costituzionale; le indicazioni di massima fornite dall'allevatore risulteranno utili anche in ordine alla corretta definizione del corredo psichico e comportamentale. Invece, demandare da subito e completamente tale non semplice compito gestionale ad un veterinario, seppur appositamente indicato dall'allevatore, non rientra propriamente nell' etica comportamentale dell'operatore cinotecnico. Ottenere un valido riferimento medico veterinario é essenziale per il cinofilo, tuttavia é auspicio comune che l'effettivo ricorso a tali prestazioni si limiti solo ai controlli di routine (cicli vaccinali, esami delle feci, radiografie, ecc, ecc).

  • Al sopravvenire di difetti, vizi e tare molli - di lieve o grave entità  -  diagnosticati con certezza, segnalati tempestivamente nei tempi di effettiva evidenza - l'allevatore ha la responsabilità morale e civile di sostituire il cucciolo, tranne che l'acquirente ne faccia esplicita rinuncia (per ovvi motivi affettivi). In ogni caso, fra cinofilo ed allevatore si devono instaurare rapporti di comunicativa, chiari e inequivocabili anche quando dovessero sopravvenire eventuali divergenze. L'allevatore da par suo deve essere ben conscio dell'idoneità psicofisica della sua produzione cinotecnica. Il cinofilo in genere non ha le competenze per ravvisare nel cucciolo scelto o proposto, vizi o difetti ereditari palesi di varia natura, indotti da una parziale o assente adozione delle più ovvie cautele selettive, se presenti in linea materna e/o paterna con andamento progressivo/degenerativo.

    Ebbene, anche in presenza di eventuali difetti, l'allevatore è tenuto espressamente ad informare il cinofilo, altrimenti nell'ambito della transazione si potrebbe configurare l'ipotesi di dolo contrattuale. Una cosa è certa, non si deve approfittare della buona fede e/o poca competenza altrui. Il rapporto intrapreso tra allevatore (cedente) e cinofilo (acquirente) si pone alla stregua delle transazioni di un bene materiale (esemplare canino di razza) fra soggetti privati; eventuali divergenze non appianabili in concordia, sono altresì regolate dal Codice Civile (la moderna Giurisprudenza si é notevolmente sensibilizzata verso tali dispute, ad oggi  maggior tutela é riservata alle sorti dell'animale, nonché oggetto della transazione).

 

  • In conclusione, la vera garanzia cui il cinofilo ha ragione di ambire da un Allevatore, é data dalla cristallina competenza, dal comportamento etico e soprattutto dalla grande passione verso il cane da pastore tedesco, unico vero stimolo necessario per animare gli atti del titolare d'affisso cinofilo riconosciuto ENCI/FCI.

    Sarà pieno interesse del medesimo allevatore produrre costantemente cuccioli di indiscusso pregio, tutelando l'integrità di razza, soddisfacendo appieno le aspettative dell'appassionato di Cane da pastore tedesco.

     

    L'articolo 3 del Codice etico dell'allevatore di cani di razza, cita:

     

    Impegnarsi ad approfondire le conoscenze sulla razza, sul suo standard morfologico, sulle problematiche sanitarie e sulle caratteristiche comportamentali e funzionali, in modo da interpretare correttamente gli obiettivi di selezione.

 

            A cura di Dario Sgroi - aggiornamento agosto 2011